Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Disco del mese - aprile 2020

di Marco Cicogna , pubblicato il 20 Aprile 2020 nel canale AUDIO

“Mariss Jansons: in CD, SACD, file audio PCM e DSD e Blu Ray Video, la vasta discografia del direttore lettone scomparso pochi mesi fa offre grande musica in eccellenti registrazioni”


- click per ingrandire -

Tra poche settimane avremmo dovuto essere a Monaco per la magica vetrina High-End; sapete come è andata. Sarà per la prossima edizione, posto che in ogni caso la mostra bavarese si conferma come il più importante evento globale dedicato all’alta fedeltà. Monaco offre molto all’appassionato, ben oltre la tradizionale birra e cucina bavarese, stimolante e golosa città di autentico stampo europeo. Negli ultimi anni protagonista musicale sulla scena di Monaco è stato Mariss Jansons, che ricopriva l’incarico di direttore della formazione della Bayerische Rundfunk (oltre a quella di direttore “emerito” del Concertgebouw di Amsterdam). Jansons è morto lo scorso novembre, interprete tra i più significativi degli ultimi decenni. Mi piace raccogliere le idee su alcuni spunti discografici che lo vedono protagonista, con importanti pagine del repertorio disponibili nei diversi formati, in audio e ovviamente in video.


- click per ingrandire -

Monaco ha (oltre all'Opera) due importanti orchestre. Quella dei “Bayerischen” (detto così sembra una squadra di calcio) e quella dei Munchener Philharmoniker, attualmente diretta dal grande russo Valery Gergiev. Entrambe suonano prevalentemente nel Gasteig, lo spazio culturale di Monaco che ospita diverse sale da concerto tra cui l'ampia Philharmonie. Forse ricorderete che parte della redazione di AV Magazine lo scorso febbraio era a Monaco per lo straordinario concerto con i Pianeti di Holst e la suite sinfonica da Star Wars di John Williams. In prima fila laterale, nei miei soliti posti in cui sei letteralmente nel cuore dell'orchestra abbiamo colto le più sottili sfumature timbriche ed espressive come la dinamica più esaltante. Le immagini parlano chiaro.

Al costo di una pizza quei posti e quei suoni sono a disposizione degli appassionati di audio che sono anche appassionati di musica. Che aspettate? La grande musica bisogna ascoltarla e forse allora avrete le giuste armi per combattere le tante stupidaggini da audiogonzi che si leggono in rete. Ovviamente passata la bufera.     


- click per ingrandire -

Jansons su Native DSD

Ma torniamo al nostro Mariss Jansons. I più tecnologicamente avanzati tra voi potranno cogliere la naturalezza delle sue registrazioni in DSD attraverso il noto sito di “Native DSD”. Qui troviamo ad esempio la Settima di Mahler e la Seconda sinfonia di Sibelius, in DSD alta risoluzione sia in stereo che in multicanale con l'orchestra di Amsterdam. Se avete un server-DAC adeguato l'ascolto è assolutamente consigliabile. La Settima di Mahler è un prodigio di registrazione in termini di resa del timbro strumentale, immagine sonora e senso naturale della dinamica sull'etichetta di casa RCO (Royal Concertgebouw Orchestra). Notevole il ciclo dedicato alle sinfonie di Mahler ad Amsterdam, che già avevamo ascoltato con le interessanti pubblicazioni in SACD della RCO, la label nata in seno alla storica orchestra del Concertgebouw. Le vaste partiture dell'autore boemo si fanno ben apprezzare nel multicanale non compresso, per un senso di coinvolgimento (anche senza immagini) certamente maggiore rispetto all'ormai datato CD. Jansons propone una solida lettura , pagina ampia anche per gli standard mahleriani, il cui successo in disco (così come in concerto) dipende dal riuscire a mantenere alta la tensione e sempre “tonico” l'edificio sonoro. I tempi risultano alquanto spediti, senza le enfatizzazioni di alcune prove illustri ed emotivamente più caratterizzati. Non per questo viene meno il nobile respiro di una lettura in cui si coglie l'opulenza sonora della storica orchestra olandese (ascoltatela anche con Daniele Gatti sempre sulla piattaforma di Native DSD).

Il Concertgebouw può infatti vantare una tradizione illustre proprio con le sinfonie di Mahler. Non si discute la piacevolezza delle sonorità, con archi dai contorni fini e raffinati, a tratti persino eccessivamente levigati, mentre gli ottoni esibiscono quella nobile fierezza che accompagna questa lettura, autentico risveglio della natura sottolineato dall'impressionante impatto delle percussioni nei momenti opportuni.  Anche nel semplice due canali la ricostruzione dell'ambienza della celebre sala olandese è ai massimi livelli, a dimostrazione delle potenzialità del formato DSD nativo in alta risoluzione. Qui si arriva sino al DSD 256 e vi invito a cogliere ad esempio il tessuto eloquente e naturale degli archi ed il senso di trasparenza ed ariosità anche nel semplice due canali.


- click per ingrandire -

Jansons a Monaco

“Nuovo Mondo” e “Quadri” in Video. 

Su AV Magazine non possiamo mancare il coinvolgimento della musica in video. In Blu Ray due tra le pagine più amate dagli audiofili, con la forza delle immagini ed il respiro dell'audio DTS-HD master Audio. Dalla Herkules Saal della Residenza di Monaco c'è la Nona di Dvorak e i “Quadri di un'esposizione” di Mussorgsky/Ravel. L'orchestra è quella della Radio Bavarese (“Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks”). Se volete un assaggio, trovate il concerto in rete sul sito www.br.de.  Ha anche un'etichetta propria come fanno le migliori orchestre, la BR Klassic che ha prodotto negli ultimi anni pregevoli incisioni, anche in SACD, anche in formato di file in alta risoluzione. (leggi più avanti)

Più volte abbiamo detto che più del formato ci interessa la resa artistica ed acustica. La cornice tecnologica è secondaria rispetto alla validità dell'esecuzione a alla sua registrazione. Con la celebre “dal Nuovo mondo” si apprezza un'esecuzione che si distingue dalla pur buona routine discografica ascoltata negli ultimi anni. Non sono nascosti i tratti estrosi di questa pagina, ottenendo Jansons un gusto autenticamente boemo dall'orchestra, che esibisce uno smalto di qualità nei fiati, con ottoni puntuali spesso chiamati alla ribalta. Anche le frasi secondarie sono messe a fuoco con trasparenza non consueta per un risultato convincente. Intensa la lettura, che nel pulsare ritmico mai scontato dipinge la cantabilità dei temi, la nobiltà espressiva degli archi, il garbato ma pulsante senso ritmico. Non siamo lontani dalle esecuzioni di scuola slava, affascinanti per quel fuoco interiore che le ha caratterizzate facendole preferire a pur corrette e blasonate interpretazioni di stampo “occidentale”.

Seconda parte del programma con i famosi “Quadri di un'esposizione”, una “passeggiata” di immagini sonore che rappresentano un godibile documentario sinfonico, in cui tutti i componenti dell'orchestra hanno modo di mettersi in luce. In questo modo il valore esplicativo delle immagini del concerto assume un rilievo determinante. La musica in vide ha davvero una marcia io più. Il tema della “Promenade” unisce i diversi “Quadri” e si annuncia in apertura sulla tromba solista, come un filo conduttore che porta l’ascoltatore attraverso le diverse scene. Estroverse le imperiose esplosioni sonore sottolineate dalle percussioni dello “Gnomo”, ma non mancate la languida mestizia del “Vecchio Castello” con il lungo assolo sul saxofono contralto. Più avanti è la brillante freschezza armonica degli strumentini a ricordare le voci querule dei bimbi nei giardini delle “Tuileries” e anche qui ciascun dettaglio deve essere evidenziato con equilibrio e raffinatezza. In ogni  momento si apprezza la tensione ritmica, la cura per ogni sfumatura dinamica, il fraseggio intenso che a tratti può apparire persino rude. Tra i momenti più significativi c'è “Bydlo” (il pesante carro trainato da buoi), in cui gli archi bassi scandiscono un ritmo articolato in basso sul quale si alza la voce cupa ed avvolgente della tuba tenore dal fondale della scena sonora. Il crescendo è scandito dalle percussioni di timpani e grancassa sino al progressivo allontanarsi, verso la quiete impalpabile del pizzicato dei contrabbassi con il rullante evanescente del tamburo militare. In conclusione “Baba Yaga” e ancor più la trionfale “Grande porta di Kiev” costituiscono momenti tra i più grandiosi del repertorio sinfonico. Il respiro lungo degli ottoni, la capacità di suonare forte senza fatica apparente, a raccontare la possibilità espressiva di una grande orchestra.

La valida regia accompagna il percorso musicale senza traumi, evidenziando le prime parti, seguendo gli interventi dei fiati, il fraseggio degli archi, focalizzando il ruggito profondo dei contrabbassi, senza neppure mancare di mettere in giusta evidenza, al momento opportuno gli spunti dinamici delle percussioni. Audio di alto livello, come ci aspettiamo da una label (BR Klassik) che vanta un'ampia produzione discografica con la propria orchestra. Timbri morbidi e naturali, godibili anche ad alto volume. Interessante il fraseggio egli archi bassi, perfettamente scanditi e il rilievo intenso ma ancora naturale delle percussioni (soprattutto, s'intende, nei “Quadri”). Il risultato dipende anche dalla bella sala della Residenza di Monaco, non enorme e quindi perfettamente calibrata per esaltare la pienezza del suono anche nelle parti più delicate. Il senso delle dinamiche è rispettato, bello il respiro ampio dell'immagine sonora, godibile anche nel semplice due canali. In multicanale c'è l'aria della vasta sala, un senso maggiore di profondità e una più netta presenza del corpo orchestrale; ma questo, ormai ve l'ho raccontato più volte. Un disco da godere con gli amici audiofili. Ma anche con la famiglia.


- click per ingrandire -

Jansons in SACD

Magari qualcuno avrà un lettore SACD di qualità, porse persino uno di quei lettori multistandard (Oppo, quanto ci manchi!). In tal caso c'è uno splendido box dal titolo “Mariss Jansons, the SACD Recordings”,  che riunisce i titoli in SACD pubblicati dalla BR Klassik con Jansons. L'ascolto di questi album, soprattutto attraverso un lettore SACD di buon livello, offre una raffinata introspezione del dettaglio strumentale ed un timbro di alto profilo. Il cofanetto si trova in rete intorno agli 80 Euro contiene Bruckner (sinfonie 7 e 8), Mahler (sinfonie 5, 7 e 9), la Nona di Beethoven, la Settima di Shostakovich, un album dedicato ad Haydn (sorprendente per la raffinatezza dei toni classici) e una Seconda e Terza di Brahms dagli archi sublimi, queste registrate nella mitica sala del Musikverein di Vienna. Tra i “must” del cofanetto (acquistabile anche separatamente) c'è il disco con la Quinta di Tchaikovsky abbinata alla fantasia “Francesca da Rimini”. Il secondo tempo della Quinta, con il famoso assolo del corno reso in modo sublime, fa entrare senza imbarazzi nella poetica musicale di Tchaikovsky e documenta una della prove discografiche più intense di questo brano. Ben disegnata anche la Quinta di Mahler.


- click per ingrandire -

Jansons a Berlino

Non ho ascoltato Jansons dal vivo tanto quanto avrei voluto. L'ultima volta è stato un anno fa alla Philharmonie di Berlino alla testa Berliner Philharmoniker. Stavo quasi per arrivare in ritardo per un banale errore e rischiavo di perdermi proprio il primo pezzo in programma, nientemeno che lo “Zarathustra” di Strauss. Goloso il resto del programma che comprendeva anche il concerto n.1 di Liszt con Kissin (!) e una illuminante lettura dell'ouverture dal Rienzi di Wagner. Quel concerto lo trovate in alta definizione sulla Digital Philharmonie, il servizio in streaming della Filarmonica di Berlino, ma non è che il più recente di una ben più vasta collaborazione anche con questa orchestra. Approfittate perchè in questo periodo l'accesso alla piattaforma in streaming dei Berliner è gratuito. Nel menu di ricerca (direttori), scrivete Jansons e troverete molti video di alta qualità che vi racconteranno della grande musicalità di questo direttore. 

 

 

Articoli correlati

Disco del mese - marzo 2020

Disco del mese - marzo 2020

Telarc: la label di Cleveland ha ancora molto da raccontare e anche nel semplice CD offre ascolti convincenti e gamma bassa da primato
Disco del mese - febbraio 2020

Disco del mese - febbraio 2020

La Sinfonia delle Alpi Ŕ tra le pi¨ impegnative e complesse partiture sinfoniche che dipinge con gli strumenti di una grande orchestra l'immagine di una montagna, il percorso umano e paesaggistico per giungere alla vetta, le emozioni del confronto con la natura stessa che hanno offerto a Strauss un obbiettivo davvero sfidante...
Disco del mese - dicembre 2019

Disco del mese - dicembre 2019

I pianeti del sistema solare sono l'ispirazione per una sorta di atipica sinfonia in sette movimenti, di grande efficacia descrittiva e con dinamica molto elevata, che alterna episodi decisamente brillanti ed esteriori a pagine dai toni delicati ed intimistici.
Disco del mese - novembre 2019

Disco del mese - novembre 2019

Il ciclo della musica orchestrale di Aaron Copland Ŕ curato dalla etichetta inglese Chandos ed Ŕ distribuito in Italia da Sound & Music: quattro SACD, disponibili anche singolarmente, con la BBC Symphony Orchestra diretta da John Wilson: quanto di meglio mi sia capitato di ascoltare nella passata stagione.



Commenti (1)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
Commento # 1 di: lapro97 pubblicato il 22 Aprile 2020, 16:34
Interessante articolo.