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Disco del mese - febbraio 2020

Recensione di Marco Cicogna , pubblicato il 03 Marzo 2020 nel canale AUDIO

“La Sinfonia delle Alpi è tra le più impegnative e complesse partiture sinfoniche che dipinge con gli strumenti di una grande orchestra l'immagine di una montagna, il percorso umano e paesaggistico per giungere alla vetta, le emozioni del confronto con la natura stessa che hanno offerto a Strauss un obbiettivo davvero sfidante...”


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Lo spunto per questo titolo “possente” nella mia pagina del disco del mese, viene in primo luogo per il fatto che si tratta di una tra le più impegnative e complesse partiture sinfoniche. Raccontare e “dipingere” con gli strumenti di una grande orchestra l'immagine di una montagna, il percorso umano e paesaggistico per giungere alla vetta, le emozioni del confronto con la natura stessa, hanno offerto a Strauss un obbiettivo davvero sfidante. In secondo luogo vogliamo documentare la presenza in discografia di alcune interessanti registrazioni di questa pagina, ovviamente nei diversi formati. Ma c'è un altro motivo, forse ancora più importante, che può coinvolgere tutti gli appassionati di audio e riproduzione sonora. Nei prossimi mesi, in occasione di quello che sarebbe stato il Monaco High-End (cancellato per il rischio di epidemia da Coronavirus), gli audiofili potrebbero avere la possibilità di ascoltarla per davvero, eseguita dalla formidabile orchestra Munchner Philharmoniker diretta da Valery Gergiev. E' come passare dal sesso virtuale ad avere una donna vera, soda e bellissima, nel proprio letto. Un'occasione imperdibile se davvero siete interessati al bel suono della GRANDE orchestra.

Le mie segnalazioni discografiche non vogliono mettere in difficoltà gli impianti, semmai parlare di buona musica. Autentica vetta dell'arte dell'orchestrazione è dunque la Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss, poema sinfonico che va a completare la produzione di un autore che già si era imposto con “Don Juan”, il celebre “Also sprach Zaratustra” e un'ampia produzione operistica. Lo Strauss tedesco (che nulla a a che vedere con gli Struss viennesi, quelli dei walzer e del Concerto di Capodanno) è un orchestratore supremo. Con lui (e con Mahler) si perfeziona la struttura sinfonica. La grande orchestra tardo romantica è traghettata nel Novecento sull'onda di partiture ricche e strutturate che come un vasto affresco michelangiolesco non mancano di sedurre per lo splendore sonoro. Quei detrattori che nella partitura di Strauss individuano soltanto l’efficace struttura sonora, come fanno a non apprezzare lo straordinario virtuosismo strumentale? Esteriormente appare come la celebrazione sonora dello Zugspitze, la più alta montagna delle Alpi bavaresi ai cui piedi, presso Garmisch, l’autore fece costruire la dimora dove visse dal 1908 sino alla morte. Ma vi è di più.


L'esecuzione diretta da Mariss Jansons su Youtube per l'etichetta BR Klassik

L’immaginaria escursione in montagna non ha soltanto un significato descrittivo, ma rappresenta un percorso purificatore attraverso il quale l’uomo si confronta con se stesso e con le forze della natura. Strauss utilizza ingredienti già sperimentati con successo nella sua produzione, con una strumentazione ricchissima che comprende sessantaquattro archi, legni raddoppiati, ampia sezione ottoni, percussioni, organo. Se i dodici corni “fuori scena” vi sembrano eccessivi, che dire allora della inedita “macchina del vento”, responsabile del minaccioso sibilare in quel mondo di effetti speciali che si ascoltano nell’episodio del “Temporale”, in cui accade davvero di tutto. Non mancano episodi delicati ed espressivi in cui pochissimi strumenti intrecciano un dialogo cameristico e gli impianti migliori si giocano la carta della risoluzione ai bassi livelli di segnale. 

 
A sinistra le macchine del vento; a destra il tuono
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Strauss costruisce una solida ed unitaria struttura sinfonica in cui la visione della montagna è articolata in ventidue episodi saldati senza soluzione di continuità. L’ascesa alla vetta ha inizio nell’oscurità brumosa che precede l’alba, un quadro sonoro che richiama la solenne apertura del Ring wagneriano. Con un effetto di “illuminazione” progressiva si assiste al levare del sole, alla marcia energica attraverso i pendii boscosi con il richiamo in lontananza di corni da caccia e la visione di pascoli tranquilli. Il tono è fortemente descrittivo, ma il linguaggio si fa più astratto nella contemplazione dei maestosi ghiacciai, in cui si corona l’anelito eroico. E’ un trionfo in ogni sezione orchestrale, ma sono soprattutto gli ottoni a gridare lancinanti. Giungono le nebbie, il cielo si oscura e si avvicina il temporale. Precipitosa la discesa punteggiata dal rombo incessante del tuono, episodio di assoluta spregiudicatezza di fronte al quale lo spettatore resta sgomento, avvolto da energia sonora. La quiete giunge infine, il sole si avvicina al tramonto, la musica si fa rarefatta, sognante, con toni dissolventi di sapore impressionista. 


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La prima segnalazione discografica non è una novità, nel senso che questa registrazione della Alpensinfonie di Strauss è disponibile ormai da qualche anno. Non mancano, come per correttezza indico in questo testo, altre belle letture della possente pagina di Strauss, ma questa incisione Pentatone suona davvero bene. Il fatto che sia pubblicata in un intenso ed avvolgente SACD multicanale non fa che accrescerne il fascino sonoro. Ma c'è di più. Da qualche tempo è disponibile anche per chi non utilizza un lettore SACD. Per chi vuole il massimo, questa Alpensinfonie è scaricabile in DSD in due e in cinque canali, ma si trova anche in PCM 24/96 (fate un confronto tra questi formati e fateci sapere. Se avete perplessità trovate tutte le versioni direttamente sul sito “Pentatone”. La vostra opinione è preziosa per la squadra di AV Magazine). Questo disco offre una resa della grande orchestra tra le più naturali che mi sia capitato di ascoltare. 

Ovviamente una pagina come la Sinfonia delle Alpi offre anche lo spunto per raccogliere qualche idea sulla riproduzione musicale in multicanale. Proprio con la grande orchestra il supporto del 5.0 (il minimo sindacale per un multicanale musicale, ma anche pienamente adatto alle esigenze musicali) costruisce un nuovo livello di “comunicazione sonora”. Tuttavia la difficoltà di mettere insieme impianti ben realizzati (e un altezzoso disinteresse da parte degli audiofili tradizionali e degli stessi operatori) ha minato sin sul nascere quello che avrebbe potuto essere un clamoroso passo avanti. Emidio Frattaroli ed io più volte abbiamo vissuto l'incompetenza di tanti operatori nell'allestire impianti multicanale in grado di riprodurre musica di buon livello. Eppure dobbiamo testimoniare l'entusiasmo del pubblico nel cogliere le potenzialità di questo formato in termini di coinvolgimento e naturalezza della riproduzione. Il cinema non si fa tanti problemi e come spesso raccontato ci ha pensato il Blu-ray a mettere in evidenza come l'alta risoluzione video sia accompagnata da una qualità audio senza precedenti. 


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Ovviamente non mancano le valide esecuzioni in semplice due canali. Tra queste voglio segnalare le due letture lasciate da Mariss Jansons, il grande direttore morto lo scorso novembre. Negli ultimi anni era stato a capo del Concertgebouw di Amsterdam e dell'orchestra della Bayerischen Rundfunk di Monaco. Con l'una e l'altra troviamo due possenti ed espressive leture. Quella con Amsterdam è documentata dalla label “di casa” RCO, disponibile ancora in SACD (e dunque in multicanale per chi ha un lettore in grado di digerire questo formato) e in stereo PCM alta risoluzione sui vari siti specializzati. L'edizione bavarese è su etichetta BR Klassic e si trova in PCM 24/48. L'orchestra è la Symphonie-Orchester des Bayerischen Rundfunks, registrata dal vivo tra il 13 e il 15 ottobre 2016 nella sala della Philharmonie im Gasteig. Ovviamente qui la musica di Strauss gioca in casa e il gesto di Jansons, eloquente e raffinato nelle parti più delicate, sa cogliere anche la magniloquenza delle parti più esteriori. Il raggiungimento della vetta e l'impervio episodio del “Temporale” offrono ottoni dal tono nobile e brunito, un senso di respiro dinamico inesauribile ed una ripresa sonora all'altezza della situazione anche se “limitata” al 24/48. 


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Se è vero che la “Sinfonia delle Alpi” è uno di quegli affreschi sonori cui soltanto il concerto dal vivo rende giustizia, ci piace dunque metterci alla prova con l'ascolto discografico. Nel passato recente Karajan, Sinopoli e Thielemann hanno documentato ottime esecuzioni di questo lavoro, edizioni certamente consigliabili. Thielemann lo trovate anche in video.


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In casa Telarc vi segnalo Previn con la Filarmonica di Vienna (ancora si trova su Amazon a pochi Euro), mentre regge ancora bene la prova di Ashkenazy in un bel Decca di una ventina di anni fa. Per gli amanti del vintage c'è in testa Reiner con Chicago. 


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Per chi invece volesse una edizione a medio prezzo segnalo l'edizione LSO con la direzione di Haitink e la London Symphony Orchestra. La troviamo nel prezioso scrigno di incisioni proposto dalla piattaforma di Native DSD. Come sapete questa etichetta documenta “in proprio” il meglio della produzione dell'orchestra inglese. Il livello tecnico non si discute, posto che nel team di ingegneri c'è quel Tony Faulkner di chiara fama, con tutta la produzione in DSD nativo e quindi in SACD ibridi multicanale. Il respiro sinfonico è incredibile nel 5.0, ma lasciatevi sedurre da questa partitura anche nell'ascolto in “semplice” stereofonia. Haitink è raffinato e seducente, i tempi sono condotti con nobiltà, l'incedere solenne di alcuni passaggi mette alla prova il fiato degli ottoni londinesi, ma la tecnica è sempre sicura ed il suono pieno e possente, in fiero contrasto con gli episodi più delicati, impalpabili ai limiti dell'udibile, eppure sempre ben distinti. Quando c'è da “spingere” Haitink non si tira indietro e questa lettura è ancor più convincente della sua precedente prova con il Concertgebouw in casa Philips. Bel timbro di ogni sezione, dinamiche realistiche. 

In vinile? Lasciate perdere, temo non sia il formato più adatto a questa pagina, ma forse è una mia limitazione. Buon ascolto.

 

 

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