OLED 4k HDR LG G6, C6 e B6: Misure e analisi

Nicola Zucchini Buriani 01 Aprile 2026 4K e 8K

La nostra analisi dopo aver misurato i primi esemplari di OLED 2026 che LG Electronics ci ha messo a disposizione. Nel video analizziamo picchi di luminanza, linearità, colori e bilanciamento di un 55B6, 65C6 e ben due TV della serie G6, un 65" e un 83"


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LG Italia ci ha invitato presso lo showroom di Milano per mostrarci in anteprima la nuova gamma TV 2026. Le novità più importanti sono sicuramente gli OLED, con le serie W6, G6, C6 e B6. Non mancano però gli LCD e in particolare i Micro RGB MRGB96 (fino a 100 pollici), MRGB95 e MRGB85.

I prodotti su cui ci concentriamo in questo articolo sono gli OLED, e più nello specifico le serie G6, C6 e B6. Una premessa è comunque doverosa: tutti i modelli che abbiamo provato erano esemplari non definitivi, sia a livello hardware sia, soprattutto, per il software.

Quelle che riportiamo sono quindi prime impressioni e non una recensione vera e propria: per le prove approfondite attendiamo, come sempre, esemplari e firmware stabili, da testare con calma in ambienti con luce controllata, condizione non replicabile presso la sede LG, dove la quantità di finestre e i riflessi rendono impossibili tutte le valutazioni su immagini scure.

I motivi di interesse comunque non mancano, e in tutte le fasce di prezzo, anche in quella entry-level, che si è rivelata al di sopra delle aspettative, tanto più se si considerano gli ovvi margini di miglioramento di questi modelli.

 

Sommario

 

Specifiche tecniche e design


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La gamma OLED 2026 è molto variegata: si parte dai W6, con uno spessore record di soli 9,9 millimetri, per arrivare poi ai G6, ai C6 e agli entry-level B6. Quest’anno c'è una maggiore sovrapposizione tra i prodotti di fascia alta e i C6, che condividono lo stesso processore e, sulle diagonali più grandi, anche parte della tecnologia utilizzata per i pannelli.

La caratteristica che accomuna a tutte le serie è il sistema operativo webOS 26, opportunamente aggiornato per risultare più reattivo (Snappy UI) e con funzioni dedicate alla gestione della memoria (Memory Care). Migliora anche Home Hub, il centro di controllo per i dispositivi "smart" (luci, condizionatori, termostati, ecc.).

La novità è il supporto multi-piattaforma: oltre all’ecosistema ThinQ (di LG), sono compatibili anche Homey, Google Home, Google Cast e AirPlay. Tutti gli OLED permettono inoltre di utilizzare GeForce Now in alta qualità: il servizio di cloud gaming di Nvidia è infatti supportato fino alla risoluzione 4K a 120 Hz.

 

Serie G6


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L’ultima iterazione della serie G non si discosta dalla precedente a livello di design. Non è infatti cambiato praticamente nulla e del resto il minimalismo resta l’approccio più sensato, per un prodotto pensato principalmente per l’installazione a parete.

I modelli disponibili sono da 48, 55, 65, 77, 83 e 97 pollici. Come lo scorso anno, il taglio più piccolo e quello più grande presentano alcune differenze. Il 48 pollici ha una frequenza di aggiornamento fino a 144 Hz e una luminanza più bassa. Il motivo è legato alla densità dei pixel: ridurre le dimensioni mantenendo la risoluzione Ultra HD lo rende meno efficiente.


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Anche il 97 pollici è meno luminoso, ma per una ragione diversa: utilizza pannelli OLED ex e si ferma a 120 Hz. Tutti gli altri modelli adottano pannelli Primary RGB Tandem 2.0, recentemente rinominati Tandem WOLED da LG. Si tratta della seconda generazione dei pannelli introdotti lo scorso anno con le serie M5 e G5. La struttura di base resta invariata: gli emettitori organici sono integrati all’interno di un sandwich a quattro strati (rosso, blu, verde e di nuovo blu).

Il blu è stato modificato ed è ora denominato “Deep Blue”: LG non ha fornito dettagli precisi, ma dovrebbe trattarsi di componenti organiche con una maggiore quantità di deuterio, un elemento più stabile che che porta in dote una maggiore efficienza (era la chiave di volta nell'evoluzione dei pannelli OLED ex).


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In pratica, si può aumentare la luminanza a parità di consumi e calore generato, quindi senza pregiudicare la durata. Gli schermi integrano inoltre il trattamento Reflection Free Premium (tranne 48 e 97 pollici), una finitura lucida che abbatte i riflessi e dovrebbe preservare colori e nero anche in ambienti molto illuminati.

Anche il processore è stato aggiornato: si tratta dell’Alpha 11 di terza generazione che, oltre a sfruttare un processo produttivo a 6 nanometri, elabora il segnale a 12 bit contro i 10 bit della generazione precedente. I contenuti in ingresso vengono ora gestiti su 4.096 livelli anziché 1.024 per ogni componente cromatica.


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I vantaggi teorici sono una maggiore precisione riproduzione delle sfumature, specialmente nelle scene più complesse, come quelle molto scure. Si aggiunge inoltre una gestione a 13 bit del segnale in uscita: quando il processore manda l’immagine su schermo, viene allocato un bit extra dedicato alla luminanza. Questo ulteriore spazio di manovra dovrebbe migliorare i dettagli nelle parti più brillanti dell’immagine.

Le caratteristiche in breve

  • Tagli da 48, 55, 65, 77, 83 e 97 pollici
  • Pannelli Primary RGB Tandem 2.0 / Tandem WOLED, ad eccezione del 97 pollici
  • Hyper Radiant Color Technology, ad eccezione di 48 e 97 pollici
  • Risoluzione Ultra HD a 165 Hz sui 48-83 pollici e 120 Hz sul 97 pollici
  • Processore Alpha 11 di terza generazione
  • Sistema audio a 4.2 canali, il 48 pollici utilizza 2.2 canali
  • HDR10, HLG e Dolby Vision IQ
  • Dolby Atmos
  • 4 HDMI 2.1

 

Serie W6


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I nuovi Wallpaper Design offrono un colpo d’occhio non può lasciare indifferenti: i modelli da 77 e 83 pollici sono più sottili del telecomando fornito in dotazione e sfoggiano una costruzione molto curata, a partire dalla staffa.

Non c’è un attacco VESA ma una soluzione proprietaria che si fissa in prossimità degli angoli superiori. Lo schermo è a filo della parete, come un quadro: nello showroom LG il TV è appeso a una lastra trasparente e l’effetto è davvero scenografico.


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I W6 riprendono il concetto di connettività wireless introdotto con la serie M5: tutti gli ingressi sono posizionati nel box Zero Connect, un cubetto compatto che trasmette il segnale senza fili. Rispetto alla generazione precedente, le porte HDMI 2.1 salgono a quattro. Per il resto le caratteristiche sono sostanzialmente le stesse dei G6.

Le caratteristiche in breve

  • Tagli da 77 e 83 pollici
  • Pannelli Primary RGB Tandem 2.0 / Tandem WOLED
  • Hyper Radiant Color Technology
  • Risoluzione Ultra HD a 165 Hz
  • Processore Alpha 11 di terza generazione
  • Sistema audio a 4.2 canali
  • HDR10, HLG e Dolby Vision IQ
  • Dolby Atmos
  • Zero Connect wireless
  • 4 HDMI 2.1

 

Serie C6


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La serie C6 è disponibile nei tagli da 42, 48, 55, 65, 77 e 83 pollici. I modelli più grandi (77 e 83 pollici) sono Tandem WOLED con Radiant Color Technology, quindi molto simili ai G6 anche se non esattamente uguali. Purtroppo non è stato possibile valutare con precisione il divario: l’esemplare che abbiamo testato era un 65 pollici.


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Tutti gli altri modelli utilizzano pannelli OLED ex, la stessa tecnologia che LG usa ormai da diversi anni sulla serie C. Le prestazioni dichiarate non sono però identiche al passato: come per i Tandem WOLED, anche qui l’affinamento dei processi produttivi ha permesso di aumentare la luminanza. La serie C6 ha una frequenza di aggiornamento fino a 165 Hz e offre quattro ingressi HDMI 2.1 con tutte le funzioni. Un aspetto particolarmente rilevante è il processore, che da quest’anno è lo stesso Alpha 11 di terza generazione utilizzato anche su G6 e W6.


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Le caratteristiche in breve

  • Tagli da 42, 48, 55, 65, 77 e 83 pollici
  • Pannelli Primary RGB Tandem 2.0 / Tandem WOLED su 77 e 83 pollici, OLED ex su tutti gli altri
  • Hyper Radiant Color Technology su 77 e 83 pollici
  • Risoluzione Ultra HD a 165 Hz
  • Processore Alpha 11 di terza generazione
  • Sistema audio a 2.2 canali su 55-83 pollici, 2.0 canali su 42 e 48 pollici
  • HDR10, HLG e Dolby Vision IQ
  • Dolby Atmos
  • 4 HDMI 2.1

 

Serie B6


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Gli entry-level della gamma 2026 dovrebbero utilizzare i nuovi pannelli SE (Special Edition) di LG Display, progettati specificamente per i prodotti di fascia più accessibile, con un occhio di riguardo per il rapporto qualità/prezzo. La nuova serie comprende i tagli da 48, 55, 65, 77 e 83 pollici, tutti con una frequenza di aggiornamento fino a 144 Hz. Rispetto agli altri OLED, qui cambia il processore: non è più l’Alpha 11 ma l’Alpha 8 di terza generazione. L’impianto audio è stereo.


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Le caratteristiche in breve

  • Tagli da 48, 55, 65, 77 e 83 pollici
  • Pannelli OLED SE
  • Risoluzione Ultra HD a 144 Hz
  • Processore Alpha 8 di terza generazione
  • Sistema audio a 2.0 canali
  • HDR10, HLG e Dolby Vision IQ
  • Dolby Atmos
  • 4 HDMI 2.1

 

G6 da 65 e 83 pollici: impressioni e misure


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LG ha apportato diversi cambiamenti al menu e alle impostazioni. Lo sfondo dell’interfaccia è sempre grigio, ma leggermente più scuro. Le novità più interessanti riguardano però la taratura, a partire dal bilanciamento del bianco, che passa da 22 a 24 punti. Si parte dall’1% e si sale al 2%, 3%, 5% e 7,5%; dal 10% in poi si lavora su passi del 5%.

I due punti aggiuntivi offrono un controllo ancora più fine sulla transizione dal nero assoluto ai primi livelli della scala dei grigi. In HDR sono state introdotte nuove opzioni nella Mappatura dinamica dei toni: come sul G5, selezionando “Professionale” si può regolare il modo in cui il TV adatta i contenuti masterizzati a 1.000, 4.000 e 10.000 nit.


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I G6 mostrano anche la la massima luminanza impostata durante la masterizzazione dei contenuti: è un aiuto concreto per l’utente, che può capire immediatamente su quale valore intervenire. L’aspetto più interessante è però la nuova regolazione del guadagno: in pratica si può decidere se la mappatura dei toni debba schiarire o scurire l’intera immagine. È uno strumento in più che, in mani esperte, può rivelarsi decisamente utile.

La sovrabbondante quantità di luce presente nello show-room LG ci ha permesso di farci un’idea sulle prestazioni del filtro antiriflesso, che sembra effettivamente migliorato, soprattutto nel ridurre i riflessi diretti. Anche l’angolo di visione appare più ampio: la tendenza a virare verso il verde non è scomparsa, ma lascia più margine allo spettatore. Sul G5 il fenomeno si notava già spostandosi oltre i 30-40 gradi dal centro, mentre sul G6 si guadagna qualche grado in più.

Il processore Alpha 11 di nuova generazione sembra anche più reattivo nella gestione di webOS: l’83 pollici era scattante e sempre pronto a rispondere ai comandi. Citiamo solo il taglio più grande perché il 65 pollici era limitato dalla sua natura di sample non definitivo: l’apertura dei menu risultava sensibilmente più lenta e pertanto non giudicabile.

 

Misure in SDR

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Standard SDR
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Alla prima accensione il G6 propone la modalità Standard, come sempre eccessivamente fredda e ben poco accurata. Il DeltaE medio, cioè l’errore rispetto al riferimento, è 15,4, a dir poco lampante anche per un occhio non esperto (la soglia critica è 3).

Si nota però un passo avanti rispetto allo scorso anno sulla linearità. Il gamma è impostato intorno a 2, quindi con un quadro più chiaro e adatto alla visione in ambienti luminosi. Il G5 tendeva invece a riportare le alte luci verso 2,4, scurendole troppo rispetto al resto dell’immagine.

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Filmmaker SDR
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Le modalità migliori sono Esperto (ambiente luminoso, giorno) e Filmmaker o Esperto (ambiente scuro, notte), che sono praticamente equivalenti. In Filmmaker il DeltaE sulla scala dei grigi è 3,8 con un’ottima linearità. Anche i colori risultano molto più fedeli: la media sul color checker è 2,1, mentre sulle saturazioni si scende a 1,92.

 
Color checker e saturazioni in modalità Filmmaker SDR
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Se si esclude il punto di bianco, non perfetto probabilmente anche a causa del software non definitivo, solo in un paio di misure si registra un errore visibile per l’occhio di una persona media. La luminanza in SDR raggiunge i 425 nit a pieno schermo e supera i 600 nit su finestra al 10%.


Picchi di luminanza in modalità Filmmaker SDR
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Portando però Luminosità Pixel OLED a 100 (il valore di default è 80) e impostando Luminosità massima su Alto, si sblocca il pieno potenziale del G6: si superano così i 1.000 nit su finestra e si arriva a 469 nit a pieno schermo. Sul G5 avevamo misurato 414 nit: l’incremento è di circa il 13%, decisamente buono in soli 12 mesi.

 

Misure in HDR

 
Scala dei grigi in modalità Standard e Filmmaker HDR
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La modalità Standard è quella predefinita anche in HDR e i risultati sono simili a quelli osservati in SDR: l’immagine vira verso il blu e non è assolutamente fedele. Filmmaker è la scelta migliore, anche se si nota che la messa a punto non è ancora ottimale. Il TV schiarisce leggermente tutta immagine, pur mantenendo un’ottima linearità. Si tratta di una sbavatura che si dovrebbe correggere facilmente con un software più maturo.

 
Color match e color checker in modalità Filmmaker HDR
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Il picco di luminanza si attesta tra i 2.500 e i 2.600 nit su finestra al 10%. Il dato più alto lo abbiamo raggiunto solo facendo raffreddare il pannello: quando testeremo un campione definitivo sarà interessante valutare l’efficacia del dissipatore e capire quanto questo picco sia realmente sostenibile.

 
Saturazioni DCI-P3 e gamut BT.2020 in modalità Filmmaker HDR
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A pieno schermo si sfiorano i 490 nit (487 per la precisione), un valore davvero elevato per un OLED, che rende il G6 sicuramente adatto anche ad ambienti luminosi. Rispetto al G5 la crescita è evidente: si passa da circa 400 a 490 nit a pieno schermo e da 2.300 a oltre 2.500 nit come picco, cioè tra il 9 e il 10% in più.

 
Gamut DCI-P3 e picchi di luminanza in modalità Filmmaker HDR
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La fedeltà cromatica è ottima, soprattutto sui toni campione HDR: il DeltaE sul grafico del color match resta sempre sotto 2. Cresce leggermente sul color checker, dove l’errore massimo supera di poco il valore 2, e rimane contenuto anche sulle saturazioni, con una media di circa 1,5 per il DCI-P3 e 1,9 per il BT.2020. La copertura degli spazi colore è leggermente aumentata: 99,91% per il DCI-P3, mentre il BT.2020 arriva al 78,45% xy e all’82,74% uv (circa l’1% in più rispetto al G5).

 

C6 da 65 pollici: impressioni e misure


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Il C6 è la dimostrazione di come l’ottimizzazione possa spingere tecnologie ormai mature verso nuove vette. I pannelli OLED ex arrivano ormai a sfiorare le prestazioni dei G4 con micro-lenti. In sostanza, la fascia media 2026 è una versione in scala leggermente ridotta dei top di gamma 2024.

 

Misure in SDR

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Standard SDR
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La modalità Standard si comporta esattamente come quella del G6: è molto fredda, con un gamma medio intorno a 2 e colori poco naturali. La Filmmaker è invece una piacevolissima sorpresa: l’errore medio è pari a 2.

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Filmmaker SDR
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Buona anche la linearità: il gamma tende ad abbassarsi sulle alte luci, schiarendo le parti più luminose dell’immagine.

 
Color checker e saturazioni in modalità Filmmaker SDR
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La media è 2,2 anziché il canonico 2,4, ma si tratta di un comportamento che probabilmente si potrà correggete in fase di calibrazione.


Picchi di luminanza in modalità Filmmaker SDR
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La taratura di fabbrica si conferma di alto livello anche sui colori: il DeltaE medio è 1,3 sul color checker e 1,42 sulle saturazioni. La luminanza raggiunge i 235 nit a tutto schermo e arriva a circa 700 su finestre ridotte.

 

Misure in HDR

 
Scala dei grigi in modalità Standard e Filmmaker HDR
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La modalità Standard si discosta in modo evidente dal riferimento: l’immagine è molto schiarita e tende al blu. La Filmmaker è invece molto accurata: il punto di bianco è corretto e l’errore resta basso lungo tutta la scala dei grigi.

 
Color match e color checker in modalità Filmmaker HDR
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La linearità non è perfetta: come il G6, anche il C6 tende a enfatizzare i mezzitoni, facendo apparire l’immagine più luminosa del necessario. Vale lo stesso discorso: il software necessita ancora di qualche affinamento. Passando ai colori, il C6 si comporta molto bene sul color match: il DeltaE medio è 1,41 senza luminanza e sale a 2,74 includendola.

 
Saturazioni DCI-P3 e gamut BT.2020 in modalità Filmmaker HDR
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Ottime anche le saturazioni del DCI-P3 (DeltaE medio 2,13) e il color checker (1,22), anche se resta un margine di miglioramento, ad esempio sulle coordinate del rosso. Il C6 copre il BT.2020 al 70,97% xy e 74,4% uv; per il DCI-P3 si arriva invece al 98,15% xy e al 99,33% uv.

 
Gamut DCI-P3 e picchi di luminanza in modalità Filmmaker HDR
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Il picco di luminanza supera di poco i 1.400 nit, risultando così circa il 17% più alto rispetto al C5 (circa 1.200 nit). A pieno schermo si raggiungono i 260 nit.

 

B6 da 55 pollici: impressioni e misure


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Il “piccolo” B6 è probabilmente il TV che ci ha maggiormente impressionato. Colpisce innanzitutto per la stabilità: se non ci avessero detto che si trattava di un modello non definitivo, difficilmente lo avremmo intuito. La calibrazione di fabbrica della modalità Filmmaker e l’incremento della luminanza sono le altre frecce al suo arco. Potrebbe facilmente diventare uno dei “best buy”, soprattutto nei tagli più grandi.

 

Misure in SDR

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Standard SDR
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La modalità Standard del B6 è ancora più scorretta rispetto a quelle di G6 e C6: il DeltaE medio arriva a 17,3 e il gamma è fin troppo basso. Fortunatamente la Filmmaker è praticamente l’opposto: è la migliore tra tutti i nuovi modelli.

 
Scala dei grigi e gamut in modalità Filmmaker SDR
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La linearità è ottima e l’errore molto basso: siamo a 1,6. La stessa precisione si ritrova anche nei colori: il DeltaE medio sul color checker è 0,89 con un massimo di 2,2.

 
Color checker e saturazioni in modalità Filmmaker SDR
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Sulle saturazioni va ancora meglio: la media è 0,75 e l’errore massimo è 1,75, quindi impercettibile a occhio.


Picchi di luminanza in modalità Filmmaker SDR
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La luminanza in SDR raggiunge i 530 nit su finestre dall’1 al 10% e circa 140 nit a pieno schermo. Da questo punto di vista non si registrano grandi cambiamenti rispetto alla serie precedente.

 

Misure in HDR

 
Scala dei grigi in modalità Standard e Filmmaker HDR
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Anche il B6 utilizza la modalità Standard come impostazione predefinita, con risultati in linea con quelli già descritti per G6 e C6. La Filmmaker è invece molto più fedele e lineare: c’è solo un errore sul grigio al 5%, dove il TV ha letto il nero invece di un segnale molto scuro.

 
Color match e color checker in modalità Filmmaker HDR
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Si tratta quasi certamente di un bug del firmware: anche su uno dei G6 (il 65 pollici) abbiamo rilevato un’anomalia simile ma in senso opposto, con un eccesso di luminanza nella modalità Home Cinema. Per il resto è difficile muovere critiche: il DeltaE sulla scala dei grigi è basso e resta contenuto anche nella resa cromatica. I toni campione del color match sono gestiti molto bene, con un errore medio di 3,43.

 
Saturazioni DCI-P3 e gamut BT.2020 in modalità Filmmaker HDR
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È un risultato notevole: non è raro che anche prodotti di fascia più alta fatichino con questo test (notoriamente ostico). Il DeltaE aumenta solo includendo la luminanza, come del resto era lecito aspettarsi: il B6 non raggiunge picchi elevatissimi, ma si difende bene con circa 800 nit su finestra al 10% e 150 nit a pieno schermo. Il B5 si fermava sotto i 700 nit: l’incremento è di circa il 19%.

 
Gamut DCI-P3 e picchi di luminanza in modalità Filmmaker HDR
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Lo spazio colore BT.2020 è coperto al 72% xy e 75,94% uv, mentre il DCI-P3 si attesta al 98,8% xy e al 99,64% uv.

 

Conclusioni


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Il primo contatto con la gamma OLED 2026 di LG ci ha lasciato impressioni molto positive. Al netto di alcuni aspetti ancora da affinare - del tutto normali per prodotti non definitivi - i miglioramenti sono reali e tangibili, su tutti i modelli.

Il G6 aumenta la luminanza sia come picco sia su tutto lo schermo. Resta da verificare soprattutto il contributo del nuovo processore Alpha 11: se le promesse saranno confermate, potrebbe essere uno dei principali candidati al titolo di miglior OLED del 2026.


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Il C6 si riassume in modo semplice: ricorda molto da vicino un G4, ma con un processore più evoluto e un prezzo che dovrebbe essere sensibilmente inferiore rispetto al top di gamma 2024. Crediamo non serva dire altro.

La vera sorpresa è però la serie B6: se la versione definitiva confermerà queste impressioni, non sarà solo l’OLED LG più accessibile, ma anche uno dei prodotti più competitivi della sua fascia. Per un giudizio definitivo rimandiamo comunque alle recensioni complete, che pubblicheremo non appena saranno disponibili i modelli definitivi.

 

Sommario

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Commenti (4)

Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - Info
  • rooob

    rooob

    03 Aprile 2026, 05:34

    OLED 4k HDR LG G6, C6 e B6: Misure e analisi

    Ma quindi negli esemplari che hanno dato a voi avrebbero già corretto la desaturazione dei colori appena fuori dalle finestre standard di misura del g6?
  • Onslaught

    Onslaught

    03 Aprile 2026, 10:23

    OLED 4k HDR LG G6, C6 e B6: Misure e analisi

    Se ti riferisci a quello che ha evidenziato anche Vincent Teoh (HDTVtest), in realtà nei pre-serie che abbiamo visto lo faceva anche sulla finestra standard, infatti se noti la luminanza va un po' oltre la EOTF di riferimento, segno che l'immagine viene schiarita.
    Quello comunque si fa con un firmware.
  • rooob

    rooob

    03 Aprile 2026, 11:51

    OLED 4k HDR LG G6, C6 e B6: Misure e analisi

    Sì prima di lui da techradar e quantum tv. Il problema che evidenziava Vincent però mi è sembrato di capire che correggendo la curva si annullava il vantaggio di luminosità rispetto al g5….
  • Onslaught

    Onslaught

    03 Aprile 2026, 12:19

    OLED 4k HDR LG G6, C6 e B6: Misure e analisi

    Sulla calibrazione non mi pronuncio, esemplari definitivi contro non definitivi, non avrebbe senso e infatti non ci abbiamo neanche provato a tararli, avrebbe avuto poco senso.
    Però ripeto, questa è questione di messa a punto, si corregge con un aggiornamento e tecnicamente non dovrebbe comportare una diminuzione del picco (al 100% non va oltre, è sui mezzitoni che lo fa).
    Nella situazione attuale invece può diminuirlo perché, per riportare il comportamento in linea col riferimento, si agisce su parametri che solitamente scuriscono tutta l'immagine.

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