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AV Libri: Misurare gli altoparlanti

di Pietro di Giovanni , pubblicato il 07 Aprile 2011 nel canale Ampli e Diffusori

“Un libro da leggere con calma ed abbastanza difficile da digerire ma che, se letto con attenzione e pazienza, svelerà con semplicità disarmante un sacco di trucchi per effettuare le misure in maniera corretta e precisa. Un testo secco, mai ridondante. Essenziale ma completo.”

Introduzione

Titolo: Misurare gli altoparlanti
Autore: Joseph D'Appolito
Casa editrice: Il Rostro
Prezzo: 32,00 Euro
Traduzione: Mauro Bigi, Massimo Costa, Maurizio Jacchia, Giuseppe Pucacco

Si sente dire spesso che per usare coscientemente uno strumento di misura occorre innanzitutto conoscerne la tecnica di funzionamento. Chiunque abbia trascorso qualche mese in un laboratorio di elettronica sa perfettamente quanto questa affermazione sia minacciosamente veritiera. Non a caso in genere tutta la strumentazione professionale è accompagnata dalla documentazione tecnica necessaria sia per la manutenzione che per assimilarne i principi di funzionamento. Ve lo ricordate il vecchio tester analogico? Bene, questo strumento aveva una impedenza ai puntali sempre ben specificata e che valeva in genere 20 kiloohm per volt.

Questa strana definizione stava ad indicare che se con quello strumento avessimo posto i puntali tra un qualunque punto del circuito e la massa con una differenza di potenziale di un volt, avremmo in effetti collegato una resistenza da 20.000 ohm tra questo punto e la massa. Alle volte, specialmente con i circuiti a valvole, questa si rivelava essere una scelta molto discutibile, che bloccava il funzionamento dello stadio appena connessi i puntali. Bastava sapere come in effetti funzionasse “lo strumento” per capire dove era il caso di misurare e dove era più conveniente usare un voltmetro elettronico, che non aveva di questi problemi.

Stesso discorso si potrebbe fare con l’oscilloscopio e con tutti quegli strumenti di misura che si usano molto spesso anche a livello hobbistico senza conoscerne la tecnica di funzionamento.L’avvento delle schede audio sempre più performanti e la disponibilità di software specifici per la verifica strumentale hanno fatto ritenere a molti di poter fare le misure ignorando come e soprattutto cosa si sta misurando. Il brutto di una misura analogica, di quelle lente con lo sweep lungo e fastidioso, era costituito dal vedere il grafico disegnato dal pennarello e capire immediatamente dove avevi sbagliato.

Nelle misure digitali, molto più veloci e dirette non si capisce subito dove abbiamo eventualmente sbagliato e quanto la misura sia poco significativa. Il monitor ci impone una misura che comunque indica un risultato senza poter capire immediatamente quale sia l’errore commesso o quanto le condizioni al contorno non siano credibili. Occorre esperienza, pratica e la conoscenza di molta teoria.