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Interstellar

di Redazione , pubblicato il 11 Novembre 2014 nel canale CINEMA

“L'attesa pellicola sci-fi di Christopher Nolan ha conquistato le sale cinematografiche di tutto il mondo. Ecco l'analisi di AV Magazine, con pareri sul valore artistico, suggerimenti e recensioni sui formati 70mm e digitale 4K”

Risoluzione e formati di Interstellar

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Per quanto riguarda la distribuzione in sala, il film viene presentato contemporaneamente in cinque diversi formati. Potrei sbagliarmi ma credo che questa situazione non abbia precedenti nella storia della distribuzione cinematografica. Un terzo del montaggio finale proviene dalle scene girate con negativo 65mm a 15 perforazioni e con rapporto d'aspetto in 1,43:1. Il resto del film è stato girato con pellicola Super35 e con aggiuntivo anamorfico. Ripetendo quello che abbiamo già evidenziato nel focus della scorsa settimana, i formati disponibili per Interstellar sono cinque e li abbiamo riassunti in questa tabella con una simulazione atta a confrontare le differenze tra i vari rapporti d'aspetto sia per il girato in 35mm, sia per quello in 65mm. Quale delle distribuzioni scegliere? In Italia le alternative per visionare il film con il rapporto d'aspetto più vicino ai desiderata del regista è in tre sale: la sala Energia all'Arcadia di Melzo che presenta la copia in 70mm a 5 perforazioni e le due sale IMAX Digital a Sesto San Giovanni e Pioltello. Come seconda scelta vi consigliamo una sala con proiettore digitale a risoluzione 4K. Abbiamo già chiesto a Warner l'elenco completo delle sale 4K, esattamente come al solito, ma stavolta sembra esserci qualche problema di comunicazione. Appena avremo informazioni le pubblicheremo immediatamente.

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Nei tanti test che abbiamo condotto io ed Edoardo Ercoli in alcune delle più belle screenig room del globo terracqueo, partendo da Teramo e arrivando negli anni fino a Hollywood, da quando sono arrivati i proiettori full HD la proiezione digitale 2K ha SEMPRE superato quella in pellicola 35mm sotto TUTTI i punti di vista. Con l'arrivo dei proiettori 4K il vantaggio è diventato ancora più elevato. Se volessimo circoscrivere l'analisi solo alla risoluzione, sono davvero rari i casi in cui una proiezione in 35mm ha superato quella di un proiettore HD-ready. Vi basti ricordare che già nell'ormai lontano 2005, al nostro primo Top Audio & Video Show con AV Magazine, organizzammo una comparativa tra pellicola e digitale in collaborazione con Warner e projectiondesig. La sfida era sul trailer di Batman Begins: il 35mm sfidava il file digitale (compresso) riprodotto da un PC collegato ad un proiettore DLP projectiondesign con singolo DMD, ruota colore e risoluzione nativa di 1280x720 punti. Già allora la qualità d'immagine della catena digitale a 1,2K superava spesso quella della pellicola. Non sempre ma molto spesso, a causa della bassa qualità delle stampe. L'unico problema del digitale è che con basse risoluzioni e spettatori troppo vicini allo schermo, i pixel diventano ben visibili. Al contrario, con la pellicola c'è comunque una compattezza praticamente infinita, anche se poi il contenuto di informazioni ad alta frequenza non c'è. Con i proiettori 4K questo problema non c'è più.

Tornando a Interstellar, visto che si tratta di un film moderno, anche con effetti visivi, viene da sè che il montaggio e gli effetti visivi siano stati prodotti nel dominio digitale, utilizzando hardware e software. Non ce lo vedo Lee Smith, che ha già lavorato alla trilogia di Batman con Nolan, al "taglia e incolla" con forbici e nastro... E infatti, come ho già detto poco sopra, anche i negativi di Interstellar sono stati scansionati a risoluzione 8K. E il fatto che siano stati scansionati in 8K, non vuol dire che tutto il resto del workflow sia rimasto a risoluzione 8K. Anzi, è altamente probabile che ci sia stato un downscaling a risoluzione inferiore, probabilmente in 4K, ed è anche possibile (ma improbabile) che si sia scesi a 2K esattamente come nel caso della post produzione di Oblivion. A supporto di questa ipotesi ci sarebbe il fatto che differenze tra il DCP del trailer in 4K o in 2K non sembrano esserci in termini di risoluzione. Il condizionale comunque è d'obbligo.

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In questo caso però un confronto tra pellicola e digitale non è possibile a causa del workflow scelto dalla produzione di Interstellar. In pratica, dopo le ultime fasi della post produzione, dal master digitale NON è stata effettuata una color correction definitiva e NON si è creato subito il DCP a risoluzione 4K. In realtà, dalle informazioni in nostro possesso e dalle evidenze nelle proiezioni a cui abbiamo assistito nelle sale cinematografiche di riferimento che abbiamo utilizzato, sembra sia stato stampata una utleriore pellicola 70mm e poi solo quest'ultima, a sua volta, sia stata di nuovo scansionata. E solo da questa ulteriore scansione sia stata preparata la copia per la distribuzione digitale... Questa particolarità viene spiegata dalla produzione con la volontà di effettuare una color correction finale del tutto analogica, cosa che poteva essere effettuata - secondo loro - solo con procedimenti chimici e ottici, quindi solo con il vecchio procedimento in pellicola. Viene da sè che il master digitale per il DCP 4K in distribuzione nelle sale digitali sia in qualche modo tarpato rispetto alla distribuzione su pellicole positive 70mm, sia che si tratti di quelle a 5 perforazioni oppure a 15 perforazioni.


Segnalo una piccola inesattezza che è sul sito imax.com a proposito della visione periferica e dei fotorecettori.
Per la scienza, i bastoncelli (Rods) sono solo per la visione scotopica (notturna), non distinguono i colori,
hanno una latenza di quasi 100ms e a livelli di illuminamento diurni sono praticamente sempre "spenti".
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Io non credo a questa spiegazione. Poiché con le tecnologie, gli strumenti, la risoluzione e la potenza di calcolo oggi a disposizione, non c'è nulla del mondo del cinema in pellicola che non si possa replicare o far meglio nel dominio digitale. Anzi: alcune cose sono per forza di cose in digitale anche in Interstellar, come buona parte degli effetti speciali che sono pensati e realizzati al computer e trasferiti nel film rimanendo nel dominio digitale. Ed è IMPOSSIBILE pensare che con le attuali soluzioni per il color grading, in cui si lavora fino a 16 bit per componente cromatica e fino a risoluzione 8K, non si potesse ottenere un risultato migliore del procedimento fotochimico. In altre parole, secondo me tutto questo è stato fortemente voluto da IMAX per tornare ad avere un piccolo e aleatorio vantaggio sulle migliori sale digitali NON IMAX. Perché è proprio questo il problema. Se la produzione di Interstellar fosse stata maniacale in tutti i vari aspetti della produzione (e sappiamo che non è stato così), se la post-produzione di Interstellar fosse stata completamente digitale e il DCP fosse stato creato direttamente, la qualità della proiezione 4K nelle migliori sale digitali avrebbe probabilmente battuto quella della migliore sala IMAX con proiettore 70mm a 15 perforazioni. Se poi Nolan avesse scelto di girare in digitale, magari con la nuova camera digitale 6,5K di ARRI...

Emidio Frattaroli