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Il disco del mese - aprile 2018

di Marco Cicogna , pubblicato il 03 Aprile 2018 nel canale AUDIO

“Seguire dal vivo l'esecuzione di una partitura complessa è ben più di un'esperienza musicale. La sensazione è semmai simile a quella della visione di un grande film d'azione, un epico pezzo teatrale, persino assimilabile ad uno show lasvegasiano...”


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Seguire dal vivo l'esecuzione di una partitura complessa è ben più di un'esperienza musicale. La sensazione è semmai simile a quella della visione di un grande film d'azione, un epico pezzo teatrale, persino assimilabile ad uno show lasvegasiano. Il Blu Ray, con l'alta definizione delle immagini ed il suono multicanale DTS Master Audio consente di “entrare nella sala”, superando l'esperienza audiofila tradizionale della “finestra” d'ascolto. Per la comprensione del suono dell'orchestra sono proprio le sinfonie di Mahler a rappresentare un terreno fecondo, affascinanti sul piano sonoro e suggestive nella narrazione attraverso le immagini. Oltre ai clamorosi episodi in fortissimo e alla grande dinamica si apprezza l'intervento dei solisti, le frasi di pochi gruppi strumentali, il gioco dei timbri che consente di seguire ogni esecutore da solo e nell'insieme.

La dinamica orchestrale sta anche nelle parti più intime, quando l'impianto si mette in mostra nell'evidenziare suoni distinti ai limiti della risoluzione del sistema. Più volte abbiamo raccontato proprio qui del ciclo delle sinfonie di Mahler (in video) con Abbado alla testa dell'orchestra di Lucerna e segnalato anche la valida integrale con la bella orchestra del Concertgebouw. Più tecnologicamente aggiornata e attendibile in termini di ripresa sonora è la recente esecuzione di Riccardo Chailly alla testa dell'orchestra del Gewandhaus di Lipsia curata dalla Accentus. Quell'orchestra in quella sala ho avuto modo di ascoltare dal vivo più volte, anche in occasione della registrazione del Blu Ray con la Nona di Mahler, una golosa appendice musicale al consueto pellegrinaggio all'IFA di Berlino (due ore scarse da Berlino a Lipsia, in treno o in auto, come preferite). 


Qui un estratto dal video con la Seconda di Mahler diretta da Chailly
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Ma torniamo alla Prima sinfonie, raccontando di questo Blu Ray appena uscito la cui resa sonora si impone nella pur vasta discografia di questa composizione. Il DTS Master Audio (2 e 5 canali) e la qualità video offrono intatta l'emozione di una grande partitura eseguita da un'orchestra in ottima forma, tanto da convincermi a stendere d'un fiato queste impressioni per l'amico Emidio Frattaroli, fine conoscitore di questa pagina sinfonica. A proposito, se vi piace il “3D” troverete un Blu Ray proprio con la Prima di Mahler in 3D con la Filarmonica di Berlino diretta da Rattle ripresa in modo spettacolare in un concerto a Singapore. 

Il Mahler in video realizzato in questi ultimi anni del maestro italiano ha equilibrio e raffinatezza, pur lasciando intatta la monumentalità delle scene più epiche (Sesta di Mahler, con i possenti colpi di maglio in gagliarda evidenza, ad esempio). Smalto orchestrale di primissimo livello, con ogni sezione impeccabile. Chailly ci convince sempre di più, in un'esecuzione matura di cui lo stesso Chailly racconta nel bonus (documentario/intervista, in italiano) incluso nel programma del BR. Con il giusto impianto questo Blu Ray regala sensazioni inedite: dal dettaglio sui solisti in pianissimo, alla coerenza delle grandi masse sonore. Notevole  l'equilibrio timbrico che lascia intatto il fraseggio morbido degli archi del Gewandhaus, mentre si apprezza la dinamica naturale delle percussioni, leggasi timpani e grancassa soprattutto negli episodi più esplosivi del finale. 


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Mi dispiace per gli audiofili di impostazione più tradizionale, molti dei quali probabilmente non hanno potuto ancora cogliere il coinvolgimento di questo standard per la fruizione musicale domestica. La presenza di lettori Blu Ray con valide prestazioni audio offre il multicanale non di qualità ad un ampio pubblico. Se per l'opera ed il balletto la visione offre il necessario senso di teatro, non per questo si manca di apprezzare una buona regia anche nel video “sinfonico”, che analizza la partitura con un'introspezione superiore a quanto possibile in concerto. Certi dettagli sulle prime parti dell'orchestra, l'opportuna evidenza delle sezioni orchestrali che entrano “in azione”, il contributo della gestualità dell'interprete, aiutano la comprensione della struttura musicale. Con la Prima Sinfonia di Mahler, siamo ancora nel terreno sicuro dell’Ottocento, ancorchè in più punti si avverta che il nuovo secolo sia ormai alle porte.

 Rappresentata per la prima volta nel 1889  si apre con una lunga introduzione che nell’originario programma voluto dall’autore rappresentava il risveglio della natura, con immagini sonore particolarmente evocative. Sono richiesti due timpanisti ed un’ampia sezione di percussioni, affascinano le lancinanti frasi affidate alla sezione corni, la tessitura incisiva, talvolta persino aspra delle trombe. Nei passaggi cameristici di infinita dolcezza trionfano i solisti dell’orchestra e sorprende l’atmosfera sognante al principio del Terzo tempo, con lo spettrale assolo del contrabbasso sul cupo ostinato dei timpani in pianissimo. La lettura di Chailly è attenta ad ogni sfumatura, coglie la bellezza strumentale così come il lato umano e sensibile che è presente nelle composizioni del boemo.


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Non smussa con inopportune rotondità il bagliore intenso di quegli episodi più sofferti, mantenendo eleganza e bellezza sonora, caratteristica che avevamo ascoltato nelle sue incisioni in casa Decca. La registrazione offre una finestra d’ascolto attendibile sull’evento sonoro. Già nel pianissimo dell’introduzione è possibile cogliere la trasparenza nei piani sonori, l’intervento dei fiati dal fondo, il sommesso rullare dei timpani, il cupo pulsare della grancassa (ascoltatela ad esempio nel pianissimo alla fine del Terzo tempo, appena prima dell'improvvisa esplosione sonora dell'attacco del finale), nel prosieguo resa con pienezza e profondità in tutto il suo ampio intervallo dinamico. Le impennate dinamiche lasciano percepire nella quiete successiva il respiro stesso della sala, acustica  avvolgente e generosa in gamma medio-bassa che sostiene il corpo orchestrale. Imperdibile.

Se è vero che con la n. 8 (la mitica “Sinfonia dei Mille) Mahler porta a compimento lo sviluppo sonoro della forma sinfonica, è proprio nella Prima sinfonia, quasi giovanile, che si coglie il nuovo linguaggio espressivo di Mahler, una pagina scritta quando Tchaikovsky non aveva ancora scritto la sua Sesta sinfonia. Non “musica a programma”, quanto piuttosto il senso emotivo ed intenso della Natura e delle passioni umane, presenti tanto nei tratti più delicati ed intimistici, quanto nelle parti più esteriori, in cui le masse di ottoni sorrette dal clangore delle percussioni toccano i limiti dinamici ed espressivi della moderna orchestra sinfonica. Ecco dunque un percorso sinfonico che attraverso episodi contrastati giunge sino ad un esaltante Finale, pagina tra le più travolgenti del repertorio. Appare in tutta evidenza che Mahler fu anche un grande direttore d'orchestra; si evidenzia nella perizia della partitura, nella disinvoltura nel trattare l’orchestra come un unico grande strumento esigendo la partecipazione emotiva dell’interprete e di ciascun musicista. Alle prime parti sono riservate ruoli impegnativi in bilico tra intimità cameristiche e perorazioni che hanno negli ottoni la loro eroica voce. Affascinano infatti le lancinanti frasi affidate alla sezione corni, la tessitura incisiva, talvolta persino aspra delle trombe, con modulazioni che suggeriscono gli sviluppi armonici del nuovo secolo senza tuttavia abbandonare le solide radici romantiche care a questo autore. 

Il disco è disponibile su Amazon a questo indirizzo. Buon ascolto

Marco Cicogna 

 



Commenti (1)

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Commento # 1 di: Tiziano59 pubblicato il 04 Aprile 2018, 20:09
Vorrei segnalare che il disco del mese è reperibile sul sito tedesco JPC ad € 29,99.