AVplay: Nebraska
Alexander Payne dirige un magistrale Bruce Dern in una storia che vede un anziano scorbutico cadere vittima di una truffa con premio in denaro. Pur di assecondare il difficile stato mentale del protagonista, i familiari sono costretti a partire per il Nebraska
Woody è un anziano scorbutico che riceve per posta una lettera che lo informa di una grossa vincita in seguito a una lotteria, da riscuotere necessariamente di persona in Nebraska. Il premio è chiaramente una truffa, ma il protagonista non è lucido e tenta in tutti i modi di raggiungere lo stato americano scappando più volte di casa.
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Preoccupati per il il suo stato mentale, familiari e conoscenti decidono di assecondare l'idea di Woody, con il figlio Dave che parte con il genitore con l'obiettivo di raggiungere il luogo della vincita. Come spesso accade, il viaggio è motivo di analisi, di scoperta e di bilanci familiari. Sullo sfondo un'America amara nel suo contesto provinciale.
Diretto dall'ottimo Alexander Payne (A proposito di Schmidt, Sideways, Paradiso amaro), il film Nebraska è stato presentato allo scorso Festival di Cannes, con una performance toccante e magistrale di Bruce Dern premiata con il premio per la migliore interpretazione maschile. La pellicola è sceneggiata da Bob Nelson, all'esordio nel campo cinematografico.
Dopo un forzato tour nei maggiori festival internazionali, Nebraska trova finalmente distribuzione nelle sale cinematografiche europee, con l'Italia in testa dal 16 gennaio con distribuzione Lucky Red.
Commenti (6)
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in bianco e nero?
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non ce la faccio proprio a guardare un film nuovo in bianco e nero... anche se mi sembra piacevole e nuovo.
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è la stessa mia sensazione. non riesco ad accettarla come scelta cinematografica
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Pregiudizio che istintivamente condivido, ma tutto le volte che mi sono sforzato di superarlo non mi sono mai pentito.
Anche nel 1974 sembrava assurdo fare un film in bianco e nero (le TV a colori stavano conquistando le masse) ma Mel Brooks ti serve un Young Frankenstein proprio bicolore. E farà la storia del cinema.
Idem per Good Night, and Good Luck del 2005.
Quindi ben venga il B/N. -
lo capisco se vuoi fare un film ambientato nel passato, per fare atmosfera e far rivivere le sensazioni del passato, anche in schindler list ha il suo perchè.
ma non riesco a capirlo in un film ambientato ai giorni nostri che parla di situazioni attuali... mah. -
c'è anche la versione a colori, ma il regista spera che nessuno la voglia vedere
http://variety.com/2013/film/news/a...lor-1200861306/