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L'importanza del colore per Panasonic

di Redazione, pubblicata il 20 Gennaio 2020, alle 16:41 nel canale AVPRO

“Thomas Vertommen, European Product Marketing Manager Projectors di Panasonic Business, ci parla del ruolo fondamentale del colore nel processo di sviluppo delle tecnologie Panasonic.”


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Riportiamo le considerazioni di Thomas Vertommen, European Product Marketing Manager Projectors di Panasonic Business, sul ruolo fondamentale del colore nel processo di sviluppo delle tecnologie Panasonic. Nell'articolo l'autore vuole condividere qualche linea guida sugli elementi che possono fare la differenza quando si tratta di dover scegliere la giusta tecnologia, dalle telecamere cinematografiche a proiettori e display.

"Occuparsi di proiettori quotidianamente non significa soltanto parlare di sorgenti luminose o di rapporto di proiezione delle lenti; anzi, molte delle mie conversazioni di lavoro includono discussioni proprio sui colori. I colori rappresentano gran parte della nostra vita ed è facile accorgersi di qualcosa che non corrisponde a pieno alla realtà: un display o un proiettore che riproducono una tonalità sbagliata della pelle oppure una tonalità di rosso alterata della maglietta della tua squadra di calcio preferita sono solo alcuni degli esempi. Oggi vi sono molteplici ricerche che ruotano attorno al tema del colore e, lavorando nel mondo del visual, penso che valga la pena condividere qualche linea guida sugli elementi che possono fare la differenza quando si tratta di dover scegliere la giusta tecnologia.

Basti pensare al proprio colore preferito: è il blu? Dovrei aver indovinato almeno una volta su dieci poiché questo colore è, fino ad ora, il colore scelto da circa il 40% della popolazione mondiale, seguito dal viola (14%) e con il nero all’ultimo posto. In questo senso è ormai risaputo come il colore svolga un ruolo fondamentale nel condizionare l’umore di una persona e proprio su questo si basa il lavoro di pubblicitari e brand designer, che utilizzano il colore per influenzare la propria audience: il rosso è solitamente usato dai retailer per guidare il senso di urgenza e l’acquisto spontaneo (i fast food ne sono un esempio); aziende che operano in ambito finanziario, tecnologico e social media prediligono, invece, il blu, in grado di dare un senso di calma e di fiducia; il verde è scelto per rappresentare la natura e la crescita; l’arancione per trasmettere fiducia e divertimento.

Non c’è dunque da meravigliarsi dell’abilità degli esseri umani di creare colori e di lavorare per perfezionarli costantemente, così da renderli luminosi e vividi all’occhio umano, la cui capacità di distinguere i colori si basa sulla diversa sensibilità della retina alla luce di diverse lunghezze d’onda. L’uomo è tricromatico, dunque percepisce i tre colori fondamentali (blu, rosso e verde) grazie alle cellule retiniche preposte a tale funzione (coni); proprio per questa ragione gli esseri umani possono distinguere circa 10 milioni di colori diversi. Il Sacro Graal per i produttori di macchine fotografiche, proiettori e display è quello di cercare di replicare il Color Gamut di Michael R. Pointer che, nel 1980, ha pubblicato la massima gamma di colori di superfici reali, basata su 4089 campioni, che si è rapidamente affermata con un valido punto di riferimento per la riproduzione dei colori. Visivamente, infatti, il Gamut di Pointer rappresenta i colori che vediamo nel mondo reale.

La tecnologia delle telecamere cinematografiche ha fatto passi da gigante in questo settore grazie allo standard Rec. 2020 che fornisce una qualità dell’immagine in 4K o il 99% del Color Gamut di Pointer. Al contrario, proiettori e display sono rimasti un po’ indietro, offrendo uno standard minore Rec. 709, che offre una qualità del colore in HD o il 74% del Color Gamut di Pointer. Questa differenza è dovuta principalmente dalla volontà di fornire un colore quanto più coerente possibile utilizzando un proiettore con tecnologia laser. Tra i tre colori (blu, rosso e verde), il verde è particolarmente instabile con la tecnologia laser diretta attualmente disponibile. Mantenere una coerenza nella riproduzione dei colori è una sfida difficile da mantenere, dati gli alti costi iniziali, l’affidabilità, i costi di gestione e manutenzione dei dispositivi. In qualità di produttori siamo sempre alla ricerca delle migliori innovazioni tecnologiche in grado di garantire una riproduzione cromatica quanto più affidabile possibile ed un prodotto ottimale. 

In questo contesto, un buon esempio è l’aggiunta della tecnologia laser rosso implementata nell’ultimo proiettore Panasonic da 50.000 lumen, volta a migliorare la gamma dei colori creando un’immagine molto vicina alla Rec. 2020. Combinato con risoluzione nativa in 4K, la tecnologia laser a fosforo blu e rossa separata, crea una potente riproduzione del colore senza perdere stabilità e durata a lungo comprovate. Anche nello spazio del proiettore a 1DLP continuiamo a trovare nuovi modi per migliorare le nostre piattaforme. Di recente abbiamo rilasciato una nuova serie di proiettori con l’esclusivo Rich Colour Harmoniser di Panasonic, una tecnologia che espande l’uso della luce rosse per migliorare la riproduzione cromatica. Anche le immagini sono migliorare notevolmente grazie all’utilizzo dello Smooth Pixel Drive di Panasonic, un nuovo sistema di elaborazione delle immagini che affina i caratteri, smussa le linee diagonali e le curve per raggiungere una risoluzione di uscita di 4.608.000 pixel (2715 x 1697).

Il frutto di queste innovazioni delle tecnologie per il colore è che le aziende possono ora offrire nuovi livelli di proiezione del colore, più intensi e chiari, ad un prezzo e affidabilità mai visti prima.Ma perché avremmo bisogno di proiettori con colori sempre migliori? Perché le aspettative dei consumatori sono sempre più alte; siamo sempre più abituati ad usare la tecnologia nella nostra vita quotidiana, motivo per cui quando partecipiamo ad un evento o vediamo un’attrazione, ci aspettiamo qualcosa di più avanzato, vogliamo rimanere stupiti da ciò che vediamo, sentiamo e ciò con cui interagiamo. Di conseguenza, i parchi a tema, i musei, gli eventi live e molte altre attrazioni hanno dovuto abbandonare i loro modelli tradizionali e si sono dovuti adeguare reinventandosi completamente. 

Le immagini con i colori più brillanti e realistici, insieme alla qualità del suono, fornite dalla più recente tecnologia AV, possono portare le esperienze interattive e coinvolgenti ad un livello superiore, senza la necessità di fare riscorso ad una tecnologia di realtà virtuale complessa o ingombrante. Grazie a questi progressi in tema di colore nei proiettori, è ora possibile trasmettere alle persone determinate sensazioni, come essere su un palco con il proprio idolo o al centro di una scena in un museo, modificando ciò che vedono e ciò che sentono. Dunque, la prossima volta che vedete il vostro colore preferito o che vi meravigliate della bellezza del mondo, prendetevi un momento per pensare ai grandi sforzi della tecnologia per una riproduzione quanto più veritiera possibile del mondo naturale." 



Commenti (3)

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Commento # 1 di: 1pixel pubblicato il 21 Gennaio 2020, 16:17
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Mi piace come scrive. Thomas Vertommen (con la n finale, non s) è decisamente un uomo capace di comunicare bene. Una dichiarazione iniziale di onestà intellettuale dimostrata da statistiche più che da capacità divinatorie, un linguaggio semplice, le giuste parole chiave, metafore e similitudini evocative, pochi ma importanti riferimenti tecnici, coinvolgimento e leva su sensazioni ed emozioni, il giusto tempo per un approfondimento che non stanchi i frettolosi, solo un paio di riferimenti espliciti al proprio marchio, una riflessione per casa in chiusura.
Peccato non gli affidino anche l'AV consumer dove, in epoca ormai volantinocentrica di super-sigle e fanta-prezzo, Panasonic ne avrebbe tante da dire.
Commento # 2 di: christians pubblicato il 22 Gennaio 2020, 12:13
Originariamente inviato da: 1pixel;5021806
Peccato non gli affidino anche l'AV consumer dove, in epoca ormai volantinocentrica di super-sigle e fanta-prezzo, Panasonic ne avrebbe tante da dire.


Parlavo ad argomenti simili con il mio rivenditore di fiducia proprio qualche giorno fa. Vista l'impossibilità di controbattere i prezzi dell'e-commerce, il suo mercato si è spostato (tranne che per i proiettori) verso il professionale. Nonostante ciò, l'ho sentito a fine 2019 ed è riuscito a procurarsi alcuni OLED (tra cui quello che ho comprato) e, venendo da un LG OLED Full HD, ho notato una differenza di qualità imbarazzante (in favore di Panasonic). Questo non toglie che, questo genere di mercato, è diventato troppo di massa per essere sufficientemente redditizio per chi non combatte solo a colpi di megapixel, finanziamenti a tasso 0 e sconti IVA.
Il trattamento che ho ricevuto (competenza, consulenza, installazione personalizzata) i vari e-commerce se lo sognano, ma il target di riferimento è diverso.
Commento # 3 di: 1pixel pubblicato il 22 Gennaio 2020, 14:39
Dici bene christians. A mio avviso il problema di panasonic è che proprio non riesce a comunicare con il suo cliente consumer. La cosa divenne evidente già ai tempi del plasma, quando finì per sprecare il prezioso investimento fatto rilevando il knowhow pioneer, ma inseguendo i coreani che giocavano creando nuove regole nel nuovo marketing.
Questioni culturali, valori molto giapponesi, di poche parole e capaci di realizzare solo prodotti di buona o ottima qualità, con un validissimo rapporto tra innovazione e persistenza. Di sostanza direi.
Nel design, ad esempio, i produttori giapponesi non si sono mai concessi distrazioni dettate dalle mode, perchè il buon design è solo frutto della buona funzione. Per noi è bauhaus, per loro è normale.
Ma torniamo al marketing. Non dimentichiamoci che il target non esiste in senso assoluto, lo sceglie, anzi lo definisce il venditore. Ogni cliente è in realtà diverso, ma il venditore li raggruppa in categorie che egli stesso definisce per semplificare la sua strategia di marketing.
Chi è, o quali sono il/i cliente tipo di panasonic? E come lo raggiungo? e cosa gli dico?
Ecco, non mi è più chiaro come panasonic stia procedendo in questo ambito. È come se avesse abbandonato qualunque idea di pianificazione, restando ferma al secolo scorso.
Oggi la comunicazione non viaggia più tramite i canali degli anni 80 e 90 (riviste di settore; cataloghi; offline advertising; negozi specializzati; amico esperto).
Oggi ai rispettivi posti ci sono i siti specializzati come avmag; il sito web aziendale; l'online adv e il product placement; l'ecommerce e il volantino della GD; gli influencer youtube. E, ahimè, i social network.
Mi pare che in panasonic non se ne siano resi conto. La stampa non vende più e non si prodigano per fornire agevolmente il prodotto ai siti specializzati; il loro sito non differisce da quello di qualunque altro competitor (dove sono gli approfondimenti? dove i distinguo?); non vedo pubblicità online accattivante nè alcun product placement; non trovando più negozi specializzati, non li distinguo nell'ecommerce, ne' sugli scaffali, ne' trovo loro investimenti sui volantini della gd (ormai edizioni coreane con partecipazione apple e playstation); gli influencer yt inseguono i numeri di visualizzazioni e non la qualità del prodotto; i social... stanno profondamente sulle balle anche a me, ma non significa che non esistano.
E mentre altri marchi comunicano, anche a prescindere dal prodotto, praticamente restiamo solo noi a conoscere il valore dei prodotti pana, per questioni tendenzialmente anagrafiche. Ma noi abbiamo, per l'appunto, già superato la boa, i tempi corrono... e dopo di noi?