pintazza ha detto:
1)
cioè fammi capire... io investo i miei soldi nella realizzazione di un giornale (cartaceo o online che sia), e secondo il tuo concetto di libertà di informazione, sancito da quello che è il tuo concetto di costituzione, dovrei essere tenuto a pubblicare pensieri/opinioni di tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire? e magari pagarli pure? Ma stiamo scherzando?
2)
Se vuoi pubblicare le tue opinioni affinchè qualcuno le possa leggere, ti è stato gia detto, ti registri una testata nel registro speciale, e scrivi quello che ti pare (assumendoti tu stesso le responsabilità). I costi di pubblicazione, ovviamente, saranno a tue spese. O,eventualmente, ti apri un blog. Questo nessuno te lo vieta, mi pare. Da qui:http://www.controcampus.it/info/legge_69_1963.asp
28. Elenchi speciali
All'Albo dei giornalisti sono annessi gli elenchi dei giornalisti di nazionalità straniera e di coloro che, pur non esercitando l'attività di giornalista, assumano la qualifica di direttore responsabile di periodici o riviste a carattere tecnico, professionale o scientifico, esclusi quelli sportivi e cinematografici.
3)
non fare la vittima adesso che, oltre ad essere andato tu un po "oltre" in precedenza, hai capito benissimo cosa intendevo per sottomissione, ossia sottostare a quello che è ritenuto, da te per primo, un abuso.
4)
non sapevo che il regime fascista fosse "attivo" anche nel 1963, anno di costituzione dell'ordine dei giornalisti.
5)
Te la spiego io la differenza. Un lavoratore non iscritto al sindacato gode degli stessi diritti di uno iscritto (il contratto nazionale di categoria si applica sia per i lavoratori iscritti che per quelli non iscritti, esattamente come tanti altri diritti riconosciuti ai lavoratori nel tempo grazie all'attività sindacale), cosa che non avviene con un "giornalista" non iscritto all'ordine.
a questo punto dubito di cose molte che hai detto.
ho l'impressione che dell'ordine dei giornalisti e del diritto all'informazione tu non ne abbia mai sentito parlare ma che ti limiti ad esprimere tue personalissime considerazioni frutto di veloci ricerche in google.
per quanto mi riguarda non ho mai espresso opinioni personali ma orientamenti dottrinali con tanto di fonte e citazione che va oltre il nozionismo d'avventura internettiana.
di più: reinterpreti alla rovescia qualsiasi mia affermazione travisandone il senso e decontestualizzando alcuni frammenti dal contesto generale.
1) non ho mai detto nè lasciato intuire che qualsiasi direttore debba pubblicare articoli di qualsiasi cittadino che voglia esprimere un parere. mi quoti la mia frase che ti ha indotto a scrivere una tale sciocchezza? altrimenti rettifica.
il diritto all'informazione è un altra cosa. non è il diritto di pubblicare le proprio opinioni su qualsiasi giornale ma di poterle comunicare magari anche aprendo un proprio giornale.
2) dalla prestigiosa fonte di controcampus.it (nota a tutti i costituzionalisti e citata in tutta la giurisprudenza e la dottrina giuridica) hai estrapolato un passaggio relativo ai registri speciali per quanto riguarda le materie tecniche professionali e scientifiche. peccato che generalmente le opinioni "pericolose" e che generalmente i regimi come quello cubano e cinese tendono a censurare riguardino argomenti "politici" che mi pare non compaiano in quell'elenco.
come alternativa citi la possibilità di aprire un blog. peccato che hai tempi della costituzione i blog non esistevano e che quindi la volontà del costituente fosse un'altra. inoltre l'argomento di questa discussione è appunto quello di difendere i blog che rappresentano l'avanguardia del diritto d'informazione.
3) continui ad offendere. non faccio la vittima. mi hai offeso ma non hai voluto nè chiarire nè rettificare nè tantomeno scusarti. ne prendo atto. segnalerò la cosa ai moderatori.
4) ti invito alla lettura de:
"Ordine dei giornalisti, un'eredità fascista" di Andrea Di Tizio
5) appunto. è quello che dico io. rileggi con calma e rifletti.
p.s. ti faccio un esempio: se io oggi volessi aprire un giornale per commentare i fatti che riguardano de magistris e sensibilizzare l'opinione pubblica dovrei trovarmi un giornale registrato, farmi due anni di articoli e poi presentare la richiesta per il tesserino. ti sembra una cosa democratica? ma il mio non è un discorso di giustizia o di democrazia il mio era un richiamo alle norme costituzionali. queste non sono opinioni di fuoritempo ma interpretazioni, pareri e giudizi su cui si confrontano da decenni i migliori professionisti del diritto del nostro paese. vuoi avere l'umiltà di rifletterci anche tu?