chiaro_scuro ha detto:
io vorrei che non ci fosse nessuna possibilità di accordo e che lo Stato segua tutte le procedure che avete indicato voi (commissione tributaria provinciale, regionale, cassazione) per determinare quanto prendere dall'evasore (se tale verrà riconosciuto). Non importa se a rimetterci sia lo Stato o l'evasore, l'importante è che si chieda all'evasore quello che si deve chiedere e che centinaia di persone nel giro di un decennio in qualche modo determineranno.
Ok, l'accertamento con adesione è stato introdotto dapprima nel 1994, poi in via definitiva dal D.Lgs. 218/97.
Quindi prima era pressapoco come dici tu: nessuna possibilità di accordarsi. Bene, è lo Stato che non vuole un sistema del genere, tant'è vero che ha introdotto quell'istituto. Ovviamente, come si sa, le Leggi, in questo caso un Decreto Legislativo, le fa lo Stato, non il contribuente...
Allo Stato importa e molto se dovesse rimetterci (così come importa al contribuente/evasore e a chiunque altro), purtroppo anche lo Stato bada al sodo, non agli ideali... Lo Stato ti chiede ciò che ritiene giusto di chiederti (cioè, imposta presuntivamente evasa+sanzioni, che sono il 100% dell'evaso e interessi). In pratica, se lo Stato accerta che tu hai evaso 100 Euro d'imposta, te ne chiede 200+interessi sui 100 non versati(nella normalità dei cassi, cioè dove si resta fuori dal penale).
Ma questo è contestabile e, nel processo tributario, non vengono fatti ulteriori accertamenti nel merito; nel 99% dei casi si discute solo di diritto e di quello che già c'è agli atti (salve prove documentali ulteriori). Quindi lo Stato NON può fare 10 anni di accertamenti. Deve notificare l'accertamento entro il 31.12 del quarto anno successivo a quello in cui doveva esser presentata la dichiarazione o entro il quinto nel caso di omessa presentazione della dichiarazione, salve le proroghe, che puntualmente intervengono...
chiaro_scuro ha detto:
Mi sbaglierò, ma se fosse così sono convinto che pochi evasori ne uscirebbero con il sorriso sulla bocca.
Non voglio peccare di presunzione, però direi che...sì, è probabile che ti sbagli...a quel punto farebbero tutti ricorso e nel frattempo ne possono succedere tante di cose...
Ho sentito oggi in TV che nel 45% dei casi le Commisisoni Tributarie danno ragione ai contribuenti.
Nella mia esperienza non è così, però...
Insomma, tutti vorrebbero la Giustizia assoluta, ma è un'utopia; lo Stato decide ciò che è meglio fare per incassare il più possibile. Punto. Non può permettersi di correre dietro a princìpi etici. E' brutto ma è così.
Chi fa i condoni non lo fa per favorire gli evasori, ma perché ritiene che i condoni (a torto o a ragione, non voglio dirlo) siano uno strumento per incassare di più rispetto al fare la lotta all'evasione, che comporta il dover aumentare i fondi all'Ag. delle Entrate ed alla Finanza, ecc..ecc...ecc...
Ricordiamoci che l'evasione è una piaga (molte volte anche una necessità) che non tocca soltanto Rossi, ma anche i dipendenti statali che dopo il lavoro fanno dei lavoretti in nero, maestre che danno ripetizioni, ecc...ecc...
Insomma, il problema è complesso e ognugno, prima di poter sepguire i propri ideali deve pensare a pararsi il sederino...e questo vale anche per lo Stato...
