• Bartolomeo Aloia Jepun + GPM Monitor One a Teramo il 22 maggio

    Nella sala d'ascolto di Studio Hi-Fi D'Abruzzo a Teramo, sabato prossimo sarà in dimostrazione un sistema con preampli Bartolomeo Aloia Jepun, finale Audiophonics con moduli Hypex NC400 e diffusori GPM Monitor One, con varie sorgenti oltre a diffusori e finali alternativi. Sessioni a partire dalle 15:30. Per informazioni: +39 339 250 3639

  • Cineversum, Dorpo, Magnetar e JBL Synthesis a Roma il 13 giugno

    Nella bella sala home cinema di Spazio Emotion, sarà in dimostrazione il nuovo proiettore DLP laser 4K Cineversum Astra con sorgenti multimediali Dorpo, Magnetar e sistema Dolby Atmos con diffusori ed elettroniche JBL Synthesis. Maggiori info a questo indirizzo.  

The Crow – Il Corvo, la data d’uscita

È un altro film basato sul fumetto, perché deve essere per forza il remake del film di 30 anni fa? :fagiano:
 
The Crow è sicuramente un film di culto ma purtroppo sappiamo anche perchè è diventato un film di culto. Senza la tragica morte di Lee sul set dubito che lo sarebbe diventato.
Il film fu completato con scene tagliate e controfigure.
 
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Se il film di Proyas non fosse ... iconico, ti darei ragione
Che il film possa sfruttare l'effetto "nostalgia" nel 30ennale di quello di Proyas mi pare evidente (la data di uscita non è certo scelta a caso, così come la disponibilità delle edizioni 4K), ma dire che che ne è il remake solo perché il primo film è iconico (per i motivi che tutti conosciamo) mi pare un'esagerazione: se non avesse avuto a suo tempo tutta quella risonanza, quello di oggi non sarebbe definibile come remake? Non ci vedo proprio alcun collegamento :boh:
 
Non trovo rilevante la questione remake - non remake, il nuovo film si potrebbe anche definire reboot, ma non è poi così importante. Ritengo invece DEPLOREVOLE che si possa ridurre il film Il Corvo del 1994 all'evento della morte del protagonista, insinuando che la sua fortuna derivi da quello, che sia divenuto un cult senza alcun merito. Il tono gotico magnificamente sottolineato dalle scenografie e dalla fotografia, la strepitosa colonna sonora, un cast di perfetti sconosciuti (fatta eccezione per Ernie Hudson) che narrano la storia con una profondità rara, fatta di violenza e dolcezza, amore e orrore, innocenza e odio: tutto concorre alla creazione di un qualcosa di indimenticabile. Se un film è brutto non diventa un cult. E basta farsi un giro su tutti i siti di cinema per leggerne le recensioni e accorgersi di ciò che durante una visione superficiale probabilmente non si è riusciti a cogliere.
 
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