thegladiator
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Ciao Emidio, prendo spunto dalla tua affermazione ''la capacità di riprodurre le sfumature che ha il TV Sony è invece impareggiabile e anche misurabile, in maniera oggettiva'', per approfondire un tema tecnico.
Sia il Sony oggetto della review sia il B6 dispongono di un pannello a 10 bit (reali, senza dithering), pertanto si potrebbe desumere in prima battuta che la capacità di riprodurre le sfumature sia la medesima, soprattutto se gli si dà in pasto materiale a 10 bit nativo.
Ora, la tua affermazione è legata strettamente all'utilizzo dello smooth gradation di Sony o è valida a prescindere? Qualora sia valida a prescindere, come penso, la capacità di riprodurre correttamente le sfumature non si rifà alla fin fine alla capacità di riprodurre i colori in maniera più accurata e precisa (tradotto, il più possibile più vicino al riferimento) in termini di tinta, saturazione e luminanza?
Voglio dire, partendo dal presupposto che lo spazio colore è un qualcosa di tridimensionale dove i gradienti vengono definiti dalle coordinate di tinta, saturazione e luminanza, il fatto che una sfumatura sia riprodotta in maniera più o meno efficace dipende dal fatto che i gradienti ''adiacenti'' di una rampa (sia essa di luminanza o di saturazione per esempio) siano più o meno accurati, aspetto che poi evita che si intravedano ''scalini'' fra uno e l'altro.
Dico bene? O entrano in gioco altri fattori che mi sfuggono?
Infine, quali strumenti suggerisci per misurare in maniera oggettiva la capacità di riprodurre le sfumature?
Sia il Sony oggetto della review sia il B6 dispongono di un pannello a 10 bit (reali, senza dithering), pertanto si potrebbe desumere in prima battuta che la capacità di riprodurre le sfumature sia la medesima, soprattutto se gli si dà in pasto materiale a 10 bit nativo.
Ora, la tua affermazione è legata strettamente all'utilizzo dello smooth gradation di Sony o è valida a prescindere? Qualora sia valida a prescindere, come penso, la capacità di riprodurre correttamente le sfumature non si rifà alla fin fine alla capacità di riprodurre i colori in maniera più accurata e precisa (tradotto, il più possibile più vicino al riferimento) in termini di tinta, saturazione e luminanza?
Voglio dire, partendo dal presupposto che lo spazio colore è un qualcosa di tridimensionale dove i gradienti vengono definiti dalle coordinate di tinta, saturazione e luminanza, il fatto che una sfumatura sia riprodotta in maniera più o meno efficace dipende dal fatto che i gradienti ''adiacenti'' di una rampa (sia essa di luminanza o di saturazione per esempio) siano più o meno accurati, aspetto che poi evita che si intravedano ''scalini'' fra uno e l'altro.
Dico bene? O entrano in gioco altri fattori che mi sfuggono?
Infine, quali strumenti suggerisci per misurare in maniera oggettiva la capacità di riprodurre le sfumature?