Teoria e pratica sui formati digitali

Per abusare di un grande classico: Bohemian Rhapsody dei Queen. Ogni volta che la ascolto in mp3 rabbrividisco, anche a 320 kbps, e se posso vado subito alla traccia successiva. E senza impianti di grosso livello.
Proprio in questi giorni sto provando degli amplificatori da collegare a delle klipsch rf5 (fino ad ora musical fidelity a100 modificato, audio analogue verdi 70 e rotel ra-820a che sto usando ora) e per le prove sto usando anche il pc. Tra i flac 24/96 ed i canonici 16/44.1 non ho approfondito molto le differenze e non mi esprimo, tra l'altro per essere quanto più oggettivi possibile bisognerebbe fare un downsampling della stessa traccia.
Ho trovato più tangibile la differenza tra i convertitori: La scheda madre Asrock Z97Extreme6 ha un realtek ALC1150 24/192 ma all'ascolto continuo a preferire la m-audio usb fast-track che arriva "solo" a 24 bit @48 kHz.
In linea teorica la maggior frequenza di campionamento ed il maggior numero di bit aiutano nella ricostruzione analogica del segnale, soprattutto nelle secondarie e quindi nella timbrica.
I master analogici dagli 60 in poi sono già di alta qualità, non so però chi riparte da quelli per campionare ad elevate frequenze e bit per sfruttare tutta la fedeltà e dinamica nei formati digitali.
 
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