• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

Spiati dalla CIA tramite la smart TV...

pace830sky

New member
...una delle solite paranoie che girano in rete? No, una delle tante cose emerse dall'ultima ondata di wikileaks.

Ai prevedibili mezzi di intrusione (telefonini in prima fila, iphone compresi) si aggiungono gli aggeggi "smart" di ultima generazione, tra cui i televisori, appunto.

Non da oggi sono convinto che le grandi aziende americane lasciano delle back-door aperte nella loro produzione e che chiamare "hacker" gli agenti della CIA che frugano nei PC e nei telefonini con dentro software made in USA è come chiamare scassinatore uno che ci entra in casa utilizzando la chiave per entrare magari dalla porta di servizio.

Chissà forse nel futuro per prevenire di essere spiati l'unica sarà cambiare canale con i pizzini invece che con il telecomando... :p
 
Secondo me è più seria di quanto sembra!
Taci, la TV ti spia. La preoccupazione era emersa già due anni fa, ma era stata liquidata come una paranoia. E invece non lo è affatto. Siamo seduti in soggiorno a goderci un film. Una tv smart campeggia nel nostro salotto e noi siamo lì nell'intimità della nostra casa, parliamo o ceniamo, ci confidiamo, convinti che nessuno possa scalfire quel momento nostro. E invece no. I file rivelano che fin dal 2014, la Cia è in grado di impiantare software malevolo (malware) nelle tv smart collegate al web. Il modello citato esplicitamente nei documenti è quello di uno dei più famosi marchi. Il malware permette all'Agenzia di catturare le conversazioni che avvengono all'interno della stanza in cui si trova lo schermo. E' la prima certezza dello sfruttamento ai fini della violazione della privacy dell'"internet delle cose": la serie di elettrodomestici e dispositivi che usiamo nella vita di tutti i giorni e che non sono più "stupidi" oggetti semplicemente collegati a un filo elettrico, ma hanno sensori e programmi in grado di farli operare in internet. Quella stessa rete che li rende intelligenti, li rende anche vulnerabili alle spie.

L'anno scorso, in una testimonianza davanti al Senato americano, il capo della comunità dell'intelligence Usa (Director of National Intelligence), James Clapper, dichiarò: "In futuro i servizi di intelligence potrebbero usare l'internet delle cose per identificare, sorvegliare, monitorare e localizzare (gli utenti, ndr)". Clapper non aggiunse, ovviamente, che le sue spie avevano già messo a punto le tecnologie per farlo. Il programma dell'Agenzia che prende di mira la smart tv di un celebre marchio dell'elettronica si chiama "Weeping Angel", Angelo Piangente, ed è stato sviluppato tre anni fa dall'unità della Cia che si chiama "Embedded Development Branch" in collaborazione con i servizi segreti inglesi.

Ma almeno all'inizio, l'Angelo Piangente sembra aver dato non pochi problemi alla Central Intelligence Agency: "L'aggiornamento in rete del firmware", scrive l'Agenzia nei documenti, "potrebbe rimuovere il software impiantato (non è testato) o porzioni di esso" e un led blu nel retro del televisore sembra avere creato grattacapi alla Cia, rimanendo accesso anche quando il televisore doveva apparire spento, in una modalità che l'Agenzia chiama "Finto spento" (Fake-Off). Quella luce blu poteva rivelare che qualcosa di strano stava succedendo nel televisore hackerato. Secondo i file, l'Agenzia ha cercato di risolvere questo problema nel giugno 2014, in un workshop congiunto con i servizi segreti inglesi dell'MI5. E mentre cercava di superare quella grana, l'intelligence americana già guardava al futuro: catturare non solo le conversazioni che avvengono nella stanza in cui opera la tv, ma anche di fare riprese video e scattare foto istantanee.
 
Io credo che si sapesse (almeno in certi ambienti come i tecnici informatici della polizia postale) anche in Italia, dove le intercettazioni sono una comune prassi investigativa o meglio è reato intercettare solo se non lo si fa su incarico di un magistrato.

Tutto sommato avere delle porta aperte (forse non nei TV ma sicuramente nei router) fa comodo anche a chi opera legalmente.
 
è reato intercettare solo se non lo si fa su incarico di un magistrato.

Leggi meglio le informazioni che sono state date , anche per la CIA è vietato investigare all'interno degli USA e quindi loro che fanno ?

Passano la palla al GCHQ inglese che spia sul suolo americano e poi gli passano i dati , mica violano la legge quelli della CIA...
 
Non mi illudo che in Italia ci sia qualcuno così sveglio da fare cose del genere, siamo così felici di "devolvere sovranità" che quasi abbiamo difficoltà a trovare qualcuno che ci si accatta, figuriamoci trattarci da pari a pari.
 
Io penso che, come al solito, i giornali abbiano fatto un calderone di tutto quanto.

Che si possano intercettare le comunicazioni, criptate o meno, fatte tramite smartphone è cosa ormai risaputa, che si possa attivare fotocamera/telecamera del medesimo o il microfono per ascoltare/vedere, pure.

Che si possano fare mille trucchetti con i telefono su linea, per non parlare della rete, ovvero tutto quello che corre via onde o filo non è certo un segreto nè una novità.

Che si possa ascoltare la conversazione in una stanza usando un raggio laser che rileva le vibrazioni dei vetri non è neanche questa una novità.

Che si possa tramite smartTV collegata in rete poter sapere cosa si sta guardando, probabilmente anche vederlo, idem, che si possa ascoltare o ancor di più vedere quanto avviene nell'ambiente la trovo già una cosa un po' più difficile in quanto, bene o male, serve un dispositivo che converta le onde audio in elettriche, volgarmente detto microfono (o equivalente), stesso discorso per la visione, serve una camera con relativo obiettivo; qualsiasi software per quanto complesso ed ingnegnoso sia non può prescindere, per certi usi, di attuatori, ovvero qualcosa che lo interfacci con il mondo esterno.

Vero che un altoparlante si può trasformare in microfono (vedasi i volgari citofoni), ma poi il tutto deve essere gestito tramite hardware, con un virus nel soft non si può certo fare, ancor di più per la fotocamera.

Da una lavatrice, pur se collegata in rete, si potrà scoprire quanto volte faccio il bucato, forse quanto pesa, quanta acqua consumo, a che temperatura, se uso l'ammollo ed in che ore lo faccio, ma non credo possano mai vedermi/ascoltarmi mentre la carico, giusto per rimanere in tema (oggi in TV ho già visto un dibattito in cui il presentatore chiedeva "all'esperto informatico! di turno: ma anche il frigorifero potrebbe spiarci? E lui rispondeva: ma certo.

I miracoli, per ora, non li fanno neanche la CIA o l'ex KGB, i giornalisti, sì.
 
Ultima modifica:
Non ho la smart TV (ho un TV box Minix neo X7 ma anche lì il microfono è solo esterno e comunque non credo che la CIA intercetti un oggetto così scrauso) sembra invece che su alcuni modelli (non so quali) Samsung siano previsti comandi vocali (!) per la verità l'ho googlato ora, è una novità per me, comunque ho trovato questo:

https://eu.community.samsung.com/t5/Smart-TV-Audio-e-Video/Smart-TV-con-comandi-vocali/td-p/133410

Da quanto si capisce dal tiggì (non dò i miei denari ai Signori della carta stampata) sembra che siano stati diffusi anche i codici informatici (!)
 
Ultima modifica:
Se l'apparecchio ha un microfono allora la cosa potrebbe essere, forse, fattibile, ma si tratta allora solo di alcuni casi particolari.

Da come viene ora sbandierata la cosa sembra che qualsiasi cosa che abbia dentro una parvenza di microprocessore possa fare tutto.
 
vi rimando ad un ottimo approfondimento di Attivissimo

https://attivissimo.blogspot.it/2017/03/no-la-cia-non-ti-spia-wikileaks-gonfia.html

in particolare :


[FONT=&quot]Prima di tutto, come principio generale, quasi tutti gli strumenti di spionaggio catalogati da Year Zero sono concepiti per infettare un singolo dispositivo per volta (le TV Samsung vanno infettate infilando[/FONT][FONT=&quot] una [/FONT]chiavetta USB[FONT=&quot]) e non consentono sorveglianze di massa. Le probabilità che la CIA si prenda la briga di infettare personalmente i vostri dispositivi sono quindi estremamente basse (se non lavorate in ambienti particolarmente delicati).[/FONT]
 
basta essere il dirigente di una azienda che sta depositando brevetti industriali di qualsiasi genere...

...vedrai che ce ne sono anche tra gli utenti di avmagazine ;)
 
Top