Quel grafico mi pare un po' troppo enfatizzato, comunque ci può essere qualcosa di vero.
Premesso che si tratta sempre e comunque di illuminazione a LED bianchi (i colori li riproducono sempre i sub-pixel del pannello filtrando in modo selettivo la luce bianca, e non i LED di retroilluminazione), bisogna partire dal fatto che la luce emessa da un LED è intrinsecamente monocromatica (blu, verde, rossa, gialla, arancio, ecc.), mentre la luce bianca per definizione è data dalla somma di tutte le componenti spettrali del visibile (ma in pratica, perché appaia bianca ai nostri occhi, è sufficiente che produca un tri-stimolo opportunamente bilanciato fra rosso, verde e blu). Per ovviare a questo e realizzare LED a luce (apparentemente) bianca, sono state individuate finora due soluzioni: una è abbinare più emettitori LED di colore diverso (da due a quattro) nei cosiddetti LED "multi-colored", l'altra è rivestire un singolo emettitore LED (tipicamente a luce blu) con uno o più strati di fosfori, che assorbono parte della radiazione blu e la riemettono in altre frequenze e quindi colori. La seconda soluzione è largamente la più usata (e più pratica), ma lo spettro di emissione dei LED multicolor di tipo RGB è probabilmente più adatto alla retroilluminazione di pannelli LCD, che sono anch'essi RGB, e permette di ottenere dal pannello uno spazio colore più esteso rispetto all'illuminazione con LED bianchi a fosfori. La soluzione con LED bianchi multi-colored è sicuramente più sofisticata (e costosa), ed è il modo col quale Sony cerca di differenziare il proprio prodotto da quello di Samsung (i pannelli sono gli stessi, ma i moduli finiti comprensivi di back-light sono realizzati in proprio da Sony).