Salviamo la "h" e il "per" della lingua italiana

Se d'accordo con la censura di alcune parole con il "k" e il "x"

  • Si! I varii "k" e "x" mi provocano fastidio. Bannerei anche gli autori!

    Voti: 213 52.2%
  • Si! Sono d'accordo nel sensibilizzare al corretto uso della lingua italiana

    Voti: 147 36.0%
  • No! Sono più tollerante di voi e così mi sembra eccessivo!

    Voti: 37 9.1%
  • No! Secondo me il "k" e il "x" fanno parte della lingua italiana

    Voti: 11 2.7%

  • Votatori totali
    408
Ho votato 2 anche se in effetti mi danno fastidio queste espressioni proprio perchè, non essendo abituato ad usarle (probabilmente l'uso di queste forme è più frequente per determinate fascie d'età), mi affaticano nella lettura di un post. Tuttavia, bannare gli autori mi sembra eccessivo, responsabilizzarli molto corretto. L'importante è che siano consapevoli di scrivere in maniera non sempre comprensibile :)
 
vilnius, è una provocazione... ovviamente, nessuno ha mai pensato di bannare gli autori dei messaggi "compressi". ;)

Quell'opzione serve a raccogliere coloro che maggiormente si infastidiscono davanti a questo tipo di linguaggio...
 
AV Magazine' Staff ha detto:
Chiamateci, se proprio volete, "talebani" della lingua italiana.
Circa sette secoli fa gli allora "Talebani", difensori della purezza della lingua, furono spiazzati da una cosina chiamata "De vulgari eloquentia", scritta da un tale la cui canappia faceva ombra ai propri piedi. Ne consiglio la lettura.

Il dibattito allora fu più profondo ma non molto diverso da quanto si discute qui e quel tizio oggi verrebbe visto più o meno come uno di questi pseudo giovinastri la cui brevità di linguaggio viene interpreta a volte anche come brevità di pensiero.

Eppure tutti noi oggi parliamo e scriviamo in "volgare", anche se molto diverso dal "volgare" di sette secoli fa e giudichiamo Divino il lavoro del tizio.
Con questo non voglio augurarmi un ulteriore passaggio al "volgarissimo" ma ribadire la dinamicità di un linguaggio alla quale è molto difficile porre argini, figuriamoci censurarlo.

Personalmente credo molto di più in uso propedeutico dei moderatori i quali dovrebbero semplicemente far capire che il "gergo" (non parliamo di lingua italiana per carità) che si usa qui dentro è governato da alcune regole che lo rendono comprensibile a tutti i partecipanti alla comunità.
La mancata adozione di questo gergo può comportare incomprensioni e/o disinteresse e/o scarsa accettazione, quindi è meglio adeguarsi.



Ciao.
 
PynkyZ ha detto:
... Censurare le parole è un'idea che abborro, ed è veramente a un passo solo di distanza dal censurare i pensieri...

Ripeto quello che ho detto più volte.

Non abbiamo alcuna intenzione di impedire di scrivere i vari xké, xsona e compagnia.

Come vedi è possibile. Ma da oggi è un po' più facile scrivere perché.

Per scrivere xké si hanno molte possibilità.

Quella più semplice è mettere un puntino, per esempio: "x.ké"

Oppure, con i tags di vBulletin, è possibile scrivere in questo modo:

xk{size=2}é{/size}

utilizzando le parentesi [] al posto di quelle {}
 
MelvinUdall ha detto:
…ritengo che le abbreviazioni da sms non aggiungano nulla ma siano al contrario una involuzione dell'espressione scritta.
No, questo non è vero.
L'uso delle abbreviazioni, degli acronimi, delle troncature o delle assonanti, originato dai limiti di spazio degli SMS, ha rappresentato una enorme evoluzione delle capacità espressive del linguaggio scritto.
160 caratteri non sono nulla se si usano parole intere ma proprio a grazie a questa forma di linguaggio i concetti espressi possono essere anche molto complessi.
Pensate al successo di Twitter ed all'uso che ne è stato fatto in occasioni tipo le recenti dimostrazioni avvenute dopo le elezioni in Iran.
Avvenimenti oscurati dalla censura di Stato sugli strumenti di comunicazione tradizionali ma che è stata ben comunicata al mondo proprio grazie ad SMS e Twitter ed al loro linguaggio "compresso".

D'altronde questa non è altro che una forma di moderna stenografia e come essa ha il compito di velocizzare e ridurre la scrittura salvaguardandone il contenuto espressivo.


Ciao.
 
Ultima modifica:
Girmi, non ho capito se stai dicendo che dobbiamo tutti adeguarci (e quindi che questa iniziativa è censurabile) oppure cosa altro.
Tu stesso scrivi in italiano corretto e per esteso.
Da ciò che scrivi, invece, sembra che tu stia portando avanti una battaglia per la scrittura abbreviata.
Sono io che non afferro il senso?
 
Granderanda ha detto:
Mi trovate perfettamente d'accordo con questa iniziativa; ho votato la prima opinione.
Aggiungo inoltre che mi piacerebbe indicare eventuali errori grammaticali ed ortografici, modificando dunque il punto del regolamento che recita :"non essere intolleranti con chi commette errori grammaticali"; e non perchè io sia immune dal commetterne, bensì perchè servirebbe a tutti per migliorare la propria capacità di espressione.
Ci sono post davvero incomprensibili.
Saluti, Giuseppe.

che altro aggiungere?
 
Girmi ha detto:
160 caratteri non sono nulla se si usano parole intere ma proprio a grazie a questa forma di linguaggio i concetti espressi possono essere anche molto complessi.

Ma visto che qui non c'è il limite dei 160 caratteri... e non siamo in Iran.. e possiamo protestare per intero... usiamo il linguaggio esteso.

Poi se ci teniamo tanto a sostenere questa inevitabile trasformazione della lingua... scriviamo in SMSese.. e sotto mettiamo per i poveri vecchi ancorati ad inutili tradizioni... la traduzione in lingua arcaica.
 
Girmi ha detto:
Se il sw, pardon, il software, anzi, la roba morbida che controlla il forum..
In questo caso si può utilizzare il termine tecnico in inglese (software) poichè di uso comune e accettato universalmente, oppure anche il termine italiano: programma, ma non credo che troverai mai stampato su un testo, su una brochure, su un manifesto: sw o prg (e nelle pubblicità si fanno bistrattamenti linguistici ben peggiori).

La "questione" sollevata in questa discussione non è rivolta a limitare l'uso, molte volte l'abuso, di forme inglesi al posto delle corrispettive italiane quando queste esistono (per rimanere nel tuo esempio: hardware, di difficile traduzione, al contrario di software) ma all'abbreviazione smodata (e nel contesto del forum, inutile) di molte parole sorta dalla già più volte citata necessità di risparmiare caratteri e tempo.

Questa non è sicuramente censura o limitazione della libertà personale o di pensiero ma, semplicemente, una forma di rispetto verso gli altri iscritti, proprio per il fatto che moltissimi di loro non utilizzano tale forma di scrittura e non sono abituati a leggerla.

Volendo si possono benissimo scrivere quasi tutte le parole omettendo le vocali, come è regola in alcune lingue straniere ed il senso si capirebbe benissimo, perchè allora non farlo ?

Da alcuni interventi mi sembra di capire che molti approvino tale modo di scrivere e lo considerino normale e perfettemente utilizzabile.

Anche nella presentazione di una domanda di assunzione con annesso curriculum, anche nella relazione da presentare al proprio Capo Ufficio, anche nella stesura della propria Tesi di Laurea ?

Se, come sostenuto, fanno ormai parte integrante della lingua italiana non ci sarebbe nulla di male e sarebbe cosa perfettamente normale anzi, dimostrerebbe che l'autore è una persona al passo con i tempi.

Ho però qualche dubbio che un documento scritto in tal modo porterebbe a risultati favorevoli per il suo autore.

Ciao
 
Votato 1.
Riporto un certo disagio, vista l'età non più verdissima, a decifrare tali geroglifici.
Non vedo poi quale evoluzione del linguaggio dovrebbe rappresentare, essendo di fatto una esposizione più compressa delle stesse e identiche parole.
 
Ultima modifica:
grig ha detto:
Sono io che non afferro il senso?
No, evidentemente sono io che non te l'ho trasmesso ed il senso è proprio questo.

In qualunque tipo di comunicazione chi lancia il messaggio deve aver un obiettivo: farsi capire.
Per fare ciò la prima regola è quello di usare un linguaggio condiviso.
Se vado in Francia e non voglio dormine sotto un ponte o mangiare solo le noccioline offerte al bar sarà meglio che prima impari a chiedere una stanza ed ad ordinare almeno un panino.

Lo stesso accade quando si usano sottolinguaggi gergali come appunto quello degli SMS ma anche quello tecnico in uso nel forum, infarcito di anglicismi, acronimi e termini che trovano spazio nei glossari ma non nel vocabolario.

Da ciò che scrivi, invece, sembra che tu stia portando avanti una battaglia per la scrittura abbreviata.
Per carità.
Sono contrario alle battaglie ideologiche in difesa di non si sa quale purezza ma quello che voglio dire è che se uno scrive come in un SMS sbaglierà anche ma peggio per lui.
Se ci pensi, lo stesso accade quando si usano linguaggi troppo complessi o forbiti ancorché corretti.
Quanti messaggi sono troppo tecnici per essere compresi da tutti (ne metto molti dei miei fra questi).
In un forum tecnico che avrebbe velleità divulgative non è forse più grave questo di un xké?

Quindi cosa facciamo? Cassiamo sia i giovinastri che i professoroni?
Appiattiamo il livello medio della conversazione?

Oppure cerchiamo di sforzarci un pochino informandoci sui termini a noi sconosciuti ed facendo presente a chi non parla la nostra lingua/gergo che non lo capiamo, ma senza farci venire l'orticaria.

Ciao.
 
Votato 2,anche se devo ammettere che trovare post infarciti di abbreviazioni è un pò irritante.Credo che il problema sia che tanti si iscrivono senza dare troppo peso al regolamento in quanto magari non sono veri e propri appassionati ma hanno qualche problema da risolvere in breve e poi spariscono...sono abituati così in altri forum e chat e qui fanno la stessa cosa.La soluzione giusta,non sò quanto praticabile,sarebbe che quando si inserisce un'abbreviazione "non consentita"parta anche un'avviso ai moderatori per segnalarglielo e nel caso possano intervenire con un primo gentile richiamo..;)
 
Girmi, data la tua intelligenza e cultura, non credo sinceramente che tu sia convinto di quello che scrivi.
Sostieni che le troncature da sms costiuiscono una EVOLUZIONE delle capacità espressive.....posso essere concorde nell'attribuire loro la caratteristica della DIVERSIFICAZIONE STRUMENTALE AD UNO SCOPO ma mi è impossibile valutare come evoluto un processo che porta alla compressione e storpiatura di parole e termini codificati.

E' l'uomo, scimmia contratta di se stesso.
 
trovo molto fastidioso leggere parole falcidiate dalla compressione. Non uso abbreviazioni neppure negli SMS (è un acronimo non un'abbreviazione :D).

sono d'accordo che la lingua si debba evolvere ma non a discapito della comprensione.

mi da anche fastidio l'utilizzo di termini stranieri in luogo di quelli italiani. se c'è il corrispettivo nella nostra lingua si DEVE usare quello ;)

voto alla prima opzione, goliardicamente ;)
 
mia opignone personale
trovo più(+)fastidioso l'uso smodato dei termini in inglese ,talvolta appunto non traducibili in lingua italiana ,che(ke) l' abbreviazione di parole italiane per lo più utilizzate dai giovanissimi ,ed essendo un forum aperto a tutti non vedo la necessita di correggere o scandalizzarsi ,non dovrebbe esserci intolleranza verso l'evoluzione anche linguistica ,il nostro papa ha voluto tornare a dire messa in latino ,il nostro ministro dell'istruzione vuole che i professori imparino il dialetto della località dove insegnano
se uno vuole esprimersi in tranquillità in un forum di "casateatro" e "altafedeltà" ,anche se alcune volte in effetti ci troviamo difronte a una "lettera" non del tutto comprensibile e non siamo a conoscenza delle origini, età, studi di questa persona dovremmo accettarli così
tante volte si vogliono dire tante cose insieme e in poche righe che si tralasciano le regole ortografiche
sicuramente anche in questo mio post ho fatto errori ortografici ma spero di non venir giudicato per questo
all'inizzio quando mi sono iscritto al forum ho avuto parecchie difficoltà a capirere certi termini
ora arrivare a bannare uno per come scrive o si esprime mi sembra eccessivo

ripeto è una mia opinione personale nulla di più
 
nordata ha detto:
(e nelle pubblicità si fanno bistrattamenti linguistici ben peggiori).
No, no, no!
Permettimi di salire in cattedra, trattandosi del mio lavoro.
In pubblicità ogni parola scritta o pronunciata costa e costa parecchio.
Per questo si spendono milioni in ricerche per capire a chi dobbiamo parlare e si usano linguaggi mirati al target di prodotto.

Quindi, se vedi linguaggi che ti sembrano bistrattati in realtà è perché riguardano prodotti che non sono destinati a te o il cui stereotipo di consumatore non corrisponde a te.

Ma per il consumatore di quel prodotto quel linguaggio sarà perfettamente comprensibile.

hardware, di difficile traduzione
Ferramenta

al contrario di software
Veramente è proprio software quello intraducibile in quasi tutte le lingue.
Programmi o applicazioni sono solo alcuni dei tipi di software possibili, ma lo sono anche i contenuti audio video di un DVD o CD così come i documenti creati dalle applicazioni o le trasmissioni digitali o…

Da quanto ne so, software nasce semplicemente come impalpabile complemento dell'hardware.


Ciao.
 
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