nordata ha detto:
Le riflessioni, su una parete che non sia assorbente si verificano sempre, se le pareti sono parallele a due a due è più facile prevedere i risultati e sapere dove si hanno le riflessioni principali (le prime o seconde) per poter intervenire miratamente.
Stesso discorso per le risonanze, ci saranno sempre, in qualsiasi ambiente, cambierà la frequenza alla quale si verificano e l'ampiezza e il numero di quelle più significative; con pareti parallele anche qui è più facile predire la distribuzione delle risonanze.
Però, mentre le riflessioni è comunque banale calcolarle per via geometrica
e/o con il trucco dello specchio, la distribuzione modale è tutto un'altro
paio di maniche, a meno di non voler ulitizzare software di modellazione
piuttosto ostici e complicati.
nordata ha detto:
In una stanza quadrata, o peggio cubica, le riflessioni ci sono, come con qualsiasi altra forma, ma si verificano su ben precise frequenze, uguali per ogni coppa di pareti, sommandone i risultati, quindi con picchi o assorbimenti di entità molto elevata, su cui diventa difficile intervenire; meglio più punti su cui intervenire, ma di entità minore.
Qui parli di risonanze modali, non di riflessioni, giusto? (scusa se faccio
l'Alfonso Giuseppe Maria - mi pare si chiamasse così - della situazione

).
Per il resto, discorso sacrosanto
nordata ha detto:
Discorso finale sull'eliminazione, per quanto possibile delle risonanze e riflessioni: la cosa può essere fatta abbastanza bene a frequenze medie e alte, sulle basse è fattibile solo o con pareti realizzate con il sistema dei pannelli vibranti o con grosse trappole (triangolari o cilindriche) sistemate almeno negli angoli.
Infatti, a meno di situazioni particolari, con risonanze dovute a cause
strane (sempre possibili), si riesce ad intervenire discretamente
dalle centinaia di Hertz in su, sotto ci vogliono i grossi calibri

(grossi volumi di assorbente o trappole "accordate", che comunque
son sempre un pò rognosette)
nordata ha detto:
Finalissima: non mi convince molto l'idea dei cunei tipo camera anecoica, proprio perchè non si deve realizzare una camera di tale tipo, e i risultati sarebbero deleteri; senza arrivare a tali estremi, c'è il rischio reale di eliminare, oltre alle risonanze, anche il tempo di riverbero, che deve essere mantenuto, al più abbassato, ma non ridotto ai minimi termini; proprio questo è un errore che viene, a volte, commesso: quello di insonorizzare troppo l'ambiente, esagerando con i panneli o le pareti assorbenti.
I cunei, o piramidi, in realtà hanno più che altro una funzione estetica,
forse migliorano marginalmente l'assorbimento alle altissime frequenze
per angoli di incidenza bassi (radenti).
Rimangono in ogni caso degli assorbitori a banda stretta o strettissima,
con cui, come dici tu, è facilissimo abbassare troppo il tempo di riverbero
alle alte frequenze, lasciando intatte le basse e spesso anche le mediobasse.
Per le riflessioni, in realtà, è la stessa dimensione della stanza che ne
limita le frequenze alla parte alta dello spettro (sotto infatti si perde
la carateristica direzionale e l'acustica "a raggi")
Poi tra la fase modale e quella dell'acustica "a raggi" c'è un settore
in cui domina la diffrazione, e qui mi fermo perchè non ne so praticamente
nulla.
nordata ha detto:
Visto che ti accingi a fare una spesa non banale, potresti impegnare 31 € nell'acquisto del "Manuale di Acustica" di F. Alton Everest, edito da Hoepli.
Prima o poi mi toccherà farlo anche a me
