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Rivista home theater on-line...

Andrea Manuti

New member
Allora rifaccio la domanda del questionario del TAV: come pensate si debba (non possa sostenere un'iniziativa su Internet che faccia della totale onestà il suo punto nodale?

Aiutateci ad aiutarci...;)
 
Originariamente inviato da Andrea Manuti

Ed allora spiegatemi: che senso ha fare una cosa su Internet solo in inglese? Anche in inglese, non solo in inglese! ;)
Andrè, mi hai risollevato, lunedì sarei andato a comprare il corso completo "l'inglese per tutti" della De Agostini :p
 
Originariamente inviato da sasadf

Dear Andrea, con te e quel rosso di quel film insulso che ci propini da tre anni ci mancherà davvero...
No, anzi, no, quel rosso proprio non mi mancherà.....:cool:
Purtroppo per te, credo proprio che non ci mancherà, perchè sono convinto che il caro Andrea continuerà a parlare de "La voce dell'amore", alias "la tomba degli LCD" :D (se non ricordo male è quello il film) su queste pagine ;)
 
Originariamente inviato da Andrea Manuti

......ma se ad un semaforo devo esprimere i miei sentimenti più profondi a quello che ti è passato col rosso rischiando di travolgere 2 vecchiette ed il cugino di Tipappo (il mio cane), mica gli dica "Where the fu..ing hell are you going?": trovo altre parole del linguaggio natio...

:D :D :D :D

...Ed allora spiegatemi: che senso ha fare una cosa su Internet solo in inglese? Anche in inglese, non solo in inglese! ;)

Sante parole!! :)


Luigi.
 
Originariamente inviato da Andrea Manuti
Allora rifaccio la domanda del questionario del TAV: come pensate si debba (non possa sostenere un'iniziativa su Internet che faccia della totale onestà il suo punto nodale?

URKA, è una domanda tipo:
"Ritienete giusto che i Partiti politici vengano finanziati con denaro pubblico attraverso meccanismi imparziali e trasparenti?"

La risposta ovviamente non è semplice, perchè deve tener conto delle seguenti considerazioni:

1. una iniziativa che richiede un notevole impiego di tempo e un seppur modesto impiego di denaro, deve produrre dei ritorni e, dato che non stiamo parlando di Volontariato (che produce alti ritorni morali), questi ritorni devono essere materiali.

2. se questi ritorni non vengono assicurati da meccanismi chiari e trasparenti, prima o poi l'iniziativa si troverà di fronte ad un bivio: cercare altre fonti di ritorno oppure spegnersi...

3. la ricerca di "altre fonti di ritorno" inevitabilmnte disturba l'atmosfera di fiducia e la percezione di imparzialità che l'iniziativa meriterebbe, perchè quando si mischia la passione con il business è sempre difficile percepire il confine, capire che cosa veramente guida le valutazioni, le opinioni, i consigli... per gli acquisti!!!
 
Esattamente, Stefno!
Siccome non viviamo nel paese di Biancaneve e gli 8 nani (uno è di più per il back-up, come io porto 2 orologi... ;) ), la domanda me la faccio ad alta voce.
Dato che il "seppur modesto impiego di denaro" non è tanto modesto, se uno vuole fare delle cose fatte bene, ed i compromessi sulla pelle della passione fanno male (perché uno si dovrebbe togliere il gusto di dire ciò che pensa? Con onestà, chiarezza e cautela, ma la verità!), esiste una soluzione????? :confused: :confused: :confused:
Che ne pensate?
 
No Andrea, non e' bloccante hai semplicemente detto la verita' punto e basta!
ed i compromessi sulla pelle della passione fanno male
Che dirti spinto una volta dalle affermazioni entusiaste di alcuni pseudogiornalisti (che ad oggi pare che per fortuna si occupino di altro) ho acquistato 9 (NOVE) finali per auto (per le solite cose relative alla linearita' timbrica ed altre ca..), rendendomi conto appena terminata l'installazione (durata circa diciannove mesi) di aver fatto una str....ata bestiale, e sono tornato ai miei vecchi cari finali. Pian piano (ora lo diciamo) sono diventato un giudice d'ascolto di gare hi/fi car, e spesso mi chiamano proprio per il fatto che dico la verita' e basta, non essendo legato a questa o a quell'azienda e non avendo interesse a far vendere questo o quel marchio, e non vedendo nemmeno la scheda tecnica del concorrente di turno, ascoltando solo cio' che viene riprodotto. Purtroppo questo fa a cazzotti con chi deve vendere lo so, ed e' per questo che forse io (come altri giudici) siamo ancora a farci il mazzo ad ascoltare le auto e in molti, tra cui anche qualcuno mooooolto famoso non vogliono neanche sentirli nominare. Con uno di questi mi sono scontrato piu' volte, siamo arrivati quasi a livelli di querela ( in verita' qualche raccomandata gli e' arrivata ma l'ha rifiutata, potevo continuare ma mi sembrava di rubare il gelato ad un bambino).
La soluzione? Bhe non sono all'altezza di dirti cosa e come fare (credo che tu sappia sbagliare da solo:D ) di sicuro con l'onesta' e la chiarezza di sempre potrai camminare sempre a testa alta, e chissa' chi dovra' abbassarla;) .
MANUTI FOR PRESIDENT
:D :D
 
Giovanni,
il problema mi si è posto guardando le risposte ai questionari che ho provocatoriamente distribuito al TAV.
La domanda era: quanto sareste disposti a spendere per un abbonamento ad una rivista online su base ANNUALE?
Ho avuto svariate risposte che oscillavano tra 0 (zero) e 10 (dieci) Euro.
Pragonando questo valore con il prezzo di un (1) caffé (tra 0.65 - zero/65 - e 2 - due - Euro) e la scheda USB che ho comperato ieri (20, venti, Euro), mi sono chiesto: ma la qualità non ha prezzo perché il prezzo deve essere zero (gratis?) ;)
Boh...
 
.....

Intanto auguri .
Per quanto riguarda la pecunia dico due parole sperando di non dire troppe stupidate.
Mi sembra che ormai tu sia conosciuto nell'ambiente per la tua passione ed onesta' intellettuale ... insomma pane al pane e vino al vino.
Con la tua esperienza sei in grado di poter "giudicare" con estrema chiarezza.
A questo punto una qualsiasi azienda seria dovrebbere prendere quello che dici "come critica costruttiva e collaborativa" .
Si creerebbe un feeling tra azienda e consumatore , tu come appassionato osservatore (non dico giudice mi sembra brutto).
Il tutto con estrema chiarezza, che alla fine "dovrebbe :-)" essere quella che paga .
Pero' non e' facile parlare male dello sponsor , questo lo capisco benissimo.
Ciao
Antonio
 
Re: .....

Originariamente inviato da ciuchino

A questo punto una qualsiasi azienda seria dovrebbere prendere quello che dici "come critica costruttiva e collaborativa" .

Antonio,
sono perfettamente d'accordo con te!

Del resto avevo gia' espresso al Manuti
questo concetto in altre occasioni ...
ma purtroppo lui tende a sottovalutarsi! :)

Infatti, con una impostazione del genere,
lo sponsor tende a perdere i connotati classici
di prevaricatore impositore, ma ad accettare
l'onesta' e la capacita' professionale come
il vero motore commerciale che tiene
in giusta considerazione e rispetto sia il cliente
che il suo fornitore.
Accetterebbe tranquillamente anche le critiche,
purche' fondate, in quanto garanzia di credibilita'.

Il lettore ha bisogno di un recensore credibile
e non di uno scrittore di panegirici!

In sostanza uscire fuori dall'atteggiamento
storico delle riviste, ossia quello di fare
gli articoli in funzione dello sponsor.
Pur rispettando chi scrive sulle riviste,
devo dire che purtroppo cosi' stanno le cose.

Vincente sara' chi uscira' subito da questi schemi,
questo anche per ammissione di parecchi commercianti
che vedono le riviste troppo faziose,
o in qualche modo solo interessate alla propria
sopravvivenza.
Attenzione, faziosi si puo' essere anche difendendo
senza fondato motivo il consumatore!
 
Re: Re: .....

Originariamente inviato da linomatz
... In sostanza uscire fuori dall'atteggiamento
storico delle riviste, ossia quello di fare
gli articoli in funzione dello sponsor.
Pur rispettando chi scrive sulle riviste,
devo dire che purtroppo cosi' stanno le cose...

Volevo approfittare di questa affermazione per chiedere a Lino stesso cosa ne pensa, in generale, della produzione editoriale di questi ultimi due anni di Digital Video.
In particolare, mi piacerebbe sapere cosa ne pensa delle recensioni dei vari Philips Hopper e di qualche altro PJ LCD, oppure dei bei TVC Sony e Hitachi (DV 15), o del retro PJ Philips...

Quel "... così stanno le cose..." mi sembra eccessivamente generalizzante ;)

Emidio
 
Perdonatemi ma volevo aggiungere ancora qualcos'altro.

Volevo tornare alla maxi comparativa dei numeri 28 e 29 (oppure 29 e 30: non ricordo bene). Mi sembra di ricordare di un TVC Sèleco dal rapporto Q/P particolarmente vantaggioso, (e non mi sembra di aver visto pagine pubblicitarie di Sèleco su Digital..). Poi ricordo ancora qualche giudizio non proprio "accomodante" su altri TVC di noti inserzionisti...

Emidio
 
Emidio,
sai perfettamente quanto io stimi te e Andrea Manuti,
non a caso ci siamo incontrati cosi' spesso ultimamente,
non a caso la mia presenza su questo forum e' abbastanza
assidua.

Quanto espresso e' una mia valutazione sulle
riviste di settore in genere, e comunque anche
quelle di audio-video sono parecchie.

Anche se questa e' la mia personale visione
non significa che in alcune riviste non
ci siano persone assolutamente valide,
come voi appunto.

Quando Digital Video usciva insieme ad AR
io lo cestinavo subito dopo essere uscito dall'edicola,
insomma come si tende a fare con gli allegati pubblicitari,
negli ultimi anni invece li custidisco gelosamente.

Nelle recensioni che citavi sicuramente e' stato
tenuto un atteggiamento piu' critico e oggettivo,
questo e' appunto, senz'altro, un grande merito,
e sono convinto che nessuno vi abbia mai
tolto pubblicita' perche' avevate detto le cose
come stavano, forse, anzi, hanno sicuramente apprezzato.

La rivista diventa credibile e quindi realmente utile a tutti.

E' proprio in questa chiave che io intendevo la cosa.
 
Originariamente inviato da linomatz
Quando Digital Video usciva insieme ad AR
io lo cestinavo subito dopo essere uscito dall'edicola,
insomma come si tende a fare con gli allegati pubblicitari,
negli ultimi anni invece li custidisco gelosamente.


... e male facesti.....
Guarda che quelle piccole riviste erano e restano il concentrato della conoscenza di base per chiunque voglia poter dire "io so di home theater"..
La base del mio amore....
Ogni tanto li riapro quei fascicoletti...
Ehi Magister(tanto sapete a chi mi riferisco), ogni tanto , mentre si cerca di guardare avanti per fare meglio, basta guardare dietro cosa si è già fatto...

Alla fine della prova, quando c'era la paginona di resoconto("Prova di ascolto") c'era veramente la SUmma del concetto di ascolto..
Leggevi ed era come ascoltare la musica che Loro ascoltavano...
Oggi le prove di ascolto sono ridotti a paragrafetti striminziti, dove in realtà molte volte il redattore di turno si ricorda di dover dire qualcosa di altro, omesso nel corpo dell'articolo, e tutto sfuma, per me che leggo, senza nemmeno aver acceso mai la macchina:mad:

LE PROVE D'ASCOLTO LE PROVE D'ASCOLTO!!!!
Possibile che per il DSP AZ1, ATTESO OLTRE 2 anni, Ve la siete cavata con quella scureggia di recensione?!?!?
Ma Vi ricordate cosa avete fatto per il DSP A-1?
Se devo essere sincero , l'impressione che ricevo da questi ultimi numeri, è quella di una certa frettolosità, come se il tempo di fare tutto per bene, stavolta, fosse mancato....
Allargare un pò il personale dei redattori?....
ECCOMI QUA'
pronto ed arruolabile a fare il mestiere più bello del mondo.....:D :D
Veramente, avete la mia invidia!Troppo bello quello che fate..!!!
Dove Vi mando il Curriculum?:D :eek: :cool:
 
Originariamente inviato da sasadf

... e male facesti.....
Guarda che quelle piccole riviste erano e restano il concentrato della conoscenza di base per chiunque voglia poter dire "io so di home theater"..

Beh, sai, siccome io avevo alle spalle gia' dieci anni
di AR, ho saltato elementari, medie e liceo, e mi sono
iscritto direttamente all'universita'! :)

Sto parlando del '93 quando Digital Video si chiamava Home Theater.
Quello che c'era di buono era proveniente da AR, il resto era di una
noia mortale ma adesso so che aveva anche degli estimatori.

Ad ogni modo se dovessi avere una necessita' impellente
di sapere come andava il Logic o il ProLogic
(sappi che ancora oggi mal digerisco anche il DTS)
sapro' a chi chiedere! :)

Se ti e' mancata la rece dello Yamaha perche' non te la scrivi
da solo e te la rileggi ogni tanto, cosi', tanto per assicurarti
che suoni bene e che non ti sei sbagliato nell'acquisto? :)
 
Originariamente inviato da Andrea Manuti
Giovanni,
il problema mi si è posto guardando le risposte ai questionari che ho provocatoriamente distribuito al TAV.
La domanda era: quanto sareste disposti a spendere per un abbonamento ad una rivista online su base ANNUALE?
Ho avuto svariate risposte che oscillavano tra 0 (zero) e 10 (dieci) Euro.
Pragonando questo valore con il prezzo di un (1) caffé (tra 0.65 - zero/65 - e 2 - due - Euro) e la scheda USB che ho comperato ieri (20, venti, Euro), mi sono chiesto: ma la qualità non ha prezzo perché il prezzo deve essere zero (gratis?) ;)
Boh...
A mio avviso,questo punto è inquietante.
Anche se il campione non era immenso, è avvilente quello che ne viene fuori.
Un servizio del genere si rivolge all'appassionato, fornendogli nozioni ed informazioni attendibili, per operare acquisti oculati e non buttare i soldi.
Per assurdo, chi trae maggior vantaggio da un servizio di comprovata attendibilità, è il lettore, e non lo sponsor, che può sempre fare pubblicità altrove.
E proprio il lettore dovrebbe sostenere economicamente l'iniziativa in cambio dei vantaggi che ne ricava: se vogliamo una pubblicazione scevra da prezzolamenti dovremmo essere disposti ad un onesto contributo.
Qualche offerta?:D :D
 
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