Che un gruppo di continuità (UPS) abbia lo stesso prezzo di una ciabatta (intesa come presa multipla) ho qualche dubbio.
Poi bisogna vedere che prestazioni offre l'UPS.
Un conto è tagliare i picchi di tensione improvvisi ed istantanei che si possono presentare sulla rete (basta un varistor da meno di 1 €) un altro è "regolare" la tensione ovvero mantenerne il valore in uscita stabile al variare, in più o in meno, del valore in ingresso, in modo più o meno rapido o costante.
Lo scopo principale di un UPS è quello di mantenere alimentata, per un tempo più o meno lungo, un apparecchiatura in caso di mancanza di regolare alimentazione di rete, dando così il tempo di salvare i dati, sul momento non mi viene in mente un motivo per cui un ampli, sia pure un Krell, abbia dei dati da salvare.
Se poi l'UPS fa anche da stabilizzatore allora va bene, ma bisogna essere sicuri che la tensione di uscita sia veramente sinusoidale, non "pseudo" o "quasi".
Se non si ha la sfortuna di abitare in aperta campagna, dove la tensione può subire sbalzi ed interruzioni frequenti, oppure in un'area industriale, tra fabbriche e manifatture, dove ci possono essere disturbi di natura elettromagnetica e sbalzi continui, direi che non vedo motivi particolari per l'uso di UPS o simili, specialmente di quelli che costano pochi e che non assicurano in uscita una tensione perfettamente sinusoidale e priva di disturbi generati dall'UPS stesso (tutte cose che a un PC, cui sono destinati normalmente, non portano alcun problema).
Se improvvisamente viene a mancare la tensione di rete si spegne tutto, si attende che ritorni e, dopo qualche minuto, per sicurezza, si riaccende tutto quanto.