Progettare il crossover in funzione dell'ambiente

MDL ha detto:
Ciao pela
Lungi da me la polemica;) ma le tue esperienze personali quali sono? Hai mai realizzato diffusori e relativi crossover? Quali tecniche hai usato? Quali risultati hai ottenuto?

AHIA! :D
Quando MDL parla di esperienze personali pure la Metro Goldwin Mayer ha paura :D :D
 
MDL ha detto:
…se un diffusore e' DIY, perche il crossover non deve essere dedicato all'accoppiata diffusore/abiente? Farlo dedicato non costa nulla in piu e se poi si riesce in qualche modo ad ottimizzare qualcosina ben venga.
Ciao Mimmo,
credo che quello dite tu e Pela sia più meno la stessa cosa, anche se con sfuamture diverse.
Cioè: va bene progettare il diffusore (compreso il x-over) per l'ambiente, ma anche progettare l'ambiente per il diffusore (parliamo sempre di realizzioni di un certo livello).

Non vedo perché dovrei scervellarmi per scegliere un tweeter invece di un altro e non devo pensare a mettere qualcosa alle pareti per migliorare o controllare la diffusione delle alte.

Fare tutto con il solo progetto del crossover credo sia difficile e costoso, anche se si possono ottenere ottimi risultati

Io ho sempre fatto dei "progettini" in confronto ai tuoi mostri, ma dovessi mai farne anch'io non credo perderei tempo a calcolare strani crossover ed opterei da subito per una soluzione come la tua x-attivo e multiamp.

Ciao.
 
ciao mimmo,
figurati nessuna polemica ci mancherebbe siamo qua per chiaccherare e scambiarci opinioni,
ammiro quello che hai fatto a casa tua tanto di cappello per il tuo lavoro e la tua esperienza sul campo,
se hai fatto una stanza acusticamente corretta ed hai regolato il tuo impianto in base a quello avrai sicuramente raggiunto quello che ti prefiggevi come resa acustica.
da parte mia come esperienza ho solo quella da appassionato e un più o meno 20 o 25000 cabinet costruiti (per lavoro però),
è che ogni tanto (sempre per lavoro) mi capitava di fare 4 chiacchere con un ingeniere di una nota casa di diffusori,
e tra le sue considerazioni mi ha sempre detto che il primo diffusore è la stanza,
dopo averci ragionato come dargli torto.
ho sentito qualche volta in quel azienda qualche diffusore e sempre in un ambiente studiato per l'ascolto con il giusto mix di assorbimento e riflessioni,
e devo dirti che fa veramente molto.
 
Ultima modifica:
pela73 ha detto:
ciao mimmo,
figurati nessuna polemica ci mancherebbe siamo qua per chiaccherare.....


:mano:

meno male, nel leggermi, anche a me, il mio tono mi era sembrato antipatico:p

Ciao
Mimmo
 
Girmi ha detto:
... ma dovessi mai farne anch'io non credo perderei tempo a calcolare strani crossover ed opterei da subito per una soluzione come la tua x-attivo e multiamp.
Io vorrei ribadire un concetto che forse è venuto fuori male dal mio precedente intervento.
In soldoni volevo dire che anche ammesso che uno volesse progettare un crossover per l'ambiente, avrebbe pochissimo senso "pubblicare" i risultati...
Chi insomma fa un progetto, lo diffonde se ha una potenzialità anche per altri che volessero cimentarsi (di qui crossover per il diffusore e non per l'ambiente).
Poi obiettivamente le potenzialità e la flessibilità di crossover elettronico e multiamplificazione penso siano talmente superiori, che rendono poco significativo il ricorso ad un crossover passivo "ambientato" (:D nel senso progettato per l'ambiente).
 
maurocip ha detto:
Poi obiettivamente le potenzialità e la flessibilità di crossover elettronico e multiamplificazione penso siano talmente superiori, che rendono poco significativo il ricorso ad un crossover passivo

we pezzo di............ simpaticone............:D :D (non vedo l'ora di rivederti).............. e' li il punto.
Ho l'impressione che se ne parli poco e che pochi abbiano fatte esperienze in questa direzione.
Francamente, un sistema in multiamp e cross attivo da delle soddisfazioni impagabili, in specialmodo nei sistemi DIY. Non avete idea di quante induttanze ho costruito in passato alla ricerca del giusto valore, ho quintali di resistenze e condensatori sparsi per tutta casa:confused: , basette di vetronite preforate per le interminabili prove....:cry:

Ora ho un sd sulla quale salvo i settaggi e mi diverto a fare le mie prove con la consapevolezza che quando voglio tornare indietro, posso fare il download della configurazione standard e dormire tranquillo. I DCX 2496 permettono 60 settaggi in memoria + altri 60 sulla memoria esterna:)

Ciao
Mimmo
 
Però un crossover digitale con multiamplificazione non è una scelta per tutti. 2 diffusori 3 vie richiedono sei finali! Chi si orienta sul DIY prevalentemente lo fa per contenere i costi (o comunque il rapporto qualità/prezzo). Un crossover passivo "elaborato" è meno impegnativo di una multiamplificazione, anche se la fase di disegno è sicuramente complessa.
Comunque non credo sia solo un problema di "pubblicazione". Non ho mai letto sui forum di qualcuno che si sia cimentato su questa strada.

antani
 
antani ha detto:
Però un crossover digitale con multiamplificazione non è una scelta per tutti. 2 diffusori 3 vie richiedono sei finali! Chi si orienta sul DIY prevalentemente lo fa per contenere i costi (o comunque il rapporto qualità/prezzo).
detta così spaventa, ma non è proprio così....
nel senso che se decidi la multiamplificazione, normalmente, non utilizzi finali monofonici esoterici, bensì finali stereo professionali.
In questo caso t bastano 3 finali stereo il cui costo, spesso è inferiore ad un finale stereo di lignaggio medio alto.
 
antani ha detto:
Non ho mai letto sui forum di qualcuno che si sia cimentato su questa strada.
antani

Non ho capito l'osservazione..... a quale strada ti riferisci? a quella della multiamp?

Ciao
Mimmo
 
A questo punto mi viene un dubbio........
Ma chi costruisce di sana pianta un diffusore, intendo non una copia da qualcosa di gia realizzato e funzionante, come realizza il crossover?
Per logica, se si tratta di un progetto ex novo, curve alla mano dei componenti impiegati, si viaggia nella direzione di ottenere una curva massimamente piatta.....ok. Nel secondo step, si passa alla costruzione del crossover....bene. Nel terzo si comincia ad ascoltare la nuova opera, poi?...... si fa la messa a punto.........ok......... in quale ambiente? nel nostro, oppure no? Francamente a questo punto se il profilo del diffusore si comincia a definire nell'ambiente finale, e' probabile che in maniera del tutto naturale il crossover, viene caratterizzato in funzione dell'ambiente.

O sbaglio?

Ciao
Mimmo
 
Ultima modifica:
maurocip ha detto:
detta così spaventa, ma non è proprio così....
nel senso che se decidi la multiamplificazione, normalmente, non utilizzi finali monofonici esoterici, bensì finali stereo professionali.
In questo caso t bastano 3 finali stereo il cui costo, spesso è inferiore ad un finale stereo di lignaggio medio alto.

però comincia a diventare complicato se uno comincia a pensare di farsi un sistema home theater
 
maurocip ha detto:
In soldoni volevo dire che anche ammesso che uno volesse progettare un crossover per l'ambiente, avrebbe pochissimo senso "pubblicare" i risultati...
Bhè, si e no!
Sicuramente i soli risultati sarebbero poco interessanti in quanto non ri producibili in altre situazioni però potrebbe essere interesse interessante il metodo seguito per ottenerli (sempre che ci siano stati dei risultati validi).

Ad esempio, esitono diversi modi per considerare l'ambiente:
• calclandone risonanze, rifrazioni o assorbiemnto dei materiali
• misurandolo, strumentalmente
• a orecchio, o a gusto


Ciao.
 
Girmi ha detto:
Bhè, si e no!
Sicuramente i soli risultati sarebbero poco interessanti in quanto non ri producibili in altre situazioni però potrebbe essere interesse interessante il metodo seguito per ottenerli (sempre che ci siano stati dei risultati validi).

Ad esempio, esitono diversi modi per considerare l'ambiente:
• calclandone risonanze, rifrazioni o assorbiemnto dei materiali
• misurandolo, strumentalmente
• a orecchio, o a gusto


Ciao.

Credo che tutto il ragionamento stia in piedi a metà.

1) Calcolare le risonanze aggiunge molto poco al disegno del crossover che lavora in modo istantaneo e non prolungato nel tempo come le risonanze.

2) Con una misura dell'ambiente cosa si fotografa? La risposta nel punto di ascolto? Al massimo puoi regolare qualcosa, immettendo un errore che corregge un altro errore. Lavorare nel dominio del tempo e della frequenza comporta una strumentazione "dedicata" che parte da un oggetto ancor più delicato e critico che si chiama microfono, che deve essere utilizzato con intelligenza, buon senso e preparazione. Il microfonino da due euro spesso non posside queste caratteristiche. Una strumentazione estremamente costosa ed un tecnico che sappia maneggiarla costano in genere parecchio, molto più di un trattamento acustico poco appariscente ma efficace.

3) Un disegno ad orecchio ed a gusto rappresenta l'apoteosi dell'essere un progetto improponibile a chiunque altro non usi i diffusori in quell'ambiente, con lo stesso impianto e con quegli stessi CD di riferimento.

Giampy
 
Giampy ha detto:
Credo che tutto il ragionamento stia in piedi a metà.
Giampy

Concordo, nel senso che con l'obiettivo di "fare un diffusore che suoni" non sta in piedi per niente, ma con l'obiettivo di "fare un diffusore per la mia stanza X e posizionato nel punto Y, ci sta un po' di piú.

Giampy ha detto:
Un disegno ad orecchio ed a gusto rappresenta l'apoteosi dell'essere un progetto improponibile a chiunque altro non usi i diffusori in quell'ambiente, con lo stesso impianto e con quegli stessi CD di riferimento.
Giampy

Verissimo, peró credo che l'inizio del thread fosse: ha senso costruirsi i diffusori con vincolo solo la scelta degli altoparlanti, magari pagando profumatamente (:-)) Matarazzo e la la sua attrezzatura per mettermi insieme un xover ad hoc su misura per la mia stanza ?

Ovviamente il risultato finale sará non solo non-rivendibile, ma nemmeno spostabile in altro locale. Peró rispetto ad un diffusore con xover "standard" secondo me ci si guadagna il 50% di prestazioni.
Sbaglio?

Matteo
 
Giampy ha detto:
Credo che tutto il ragionamento stia in piedi a metà.

1) …
2) …
3)…
Ciao Giampy,
la premessa è che che siano risultati oggettivamente validi.
Cosa che renderebbe interessante, secondo me, sapere come sono stati ottenuti, indipendemente dalla ripoducilibità degli stessi.

Ciao.


p.s.: hai un M.P.
 
Top