Problemi e domande sul cavo TNT FFRC

La mia impressione che l'aderenza a modelli fisici relativamente semplici come un Circuito RLC a molti per forza non deve stare bene.

Molto spesso ci dimentichiamio che i circuiti di amplificazione sono caratterizzati da una (impedenza specifica) a cui è possibile accopiare solamente specificate tipolgie di diffusori caratterizzati da una impedenza altrettanto specifica, pena l'insorgere di una serie di fenomeni indesiderati.
Tipicamente un finale con impedenza ad 8 Ohm necessita di diffusori con quella impedenza, ma questo senza tener conto che tra finale e diffusore vi è un cavo che come primo effetto "smorza" l'accoppiamento proprio perchè influenza le grandezze del circuito RLC.

Si tratta di capire quali di queste grandezza hanno effetti più o meno marcati sulla qualità del suono!

Io la mia idea me la sono fatta!

Ciao

Rino
 
Il mio dubbio è sempre quello: l'ampli o le casse potrebbero danneggiarsi?
Se vi metto i dati dell'ampli potreste aiutarmi?
 
Poichè quella tipologia di cavi è stata realizzat da moltissime persone, quindi su moltissimi ampli diversi, e non mi risulta che vi siano stati "effetti indesiderati", presumo che non vi siano particolari rischi.

E' un ragionamento empirico, ma credo abbia un certo fondamento.

Quando mi dilettavo a fare delle misure su qualche ampli che avevo realizzato o che mi capitava tra le mani utilizzavo un carico fittizio in cui era possibile inserire un condensatore in parallelo al carico, in modo da osservarne il comportamento all'oscilloscopio; il valore di capacità era abbastanza elevato, ma non mi sono mai capitate situazioni di rischio.

Ciao
 
Benissimo, grazie per i chiarimenti.
Ho deciso che per i frontali e il centrale farò il cavo FFRC però senza banane o forcelle, magari i fili intrecciati finali li termino con una saldaturina in argento.
Per i surround penso di prendere un cavetto 2x2,5mmq nelle guaine senza ossigeno.
Per il sub vorrei usare i tre spezzoni di cavo component con le due giunzioni.
 
Alla fine ognuno ha espresso il proprio parere, come è giusto che sia, ma in conclusione ci ritroviamo al punto di partenza. :boh:
Ha ragione Nordata quando parla di "empirismo": provare e verificare, magari con cautela, per evitare incidenti, ma provare e verificare con le proprie orecchie, perchè alla fine tutto è mirato ad ottenere una buona resa sonora dal proprio impianto.
Potremmo discutere una vita su come un componente influenza l'impianto, potremmo continuare a parlare della convenienza di utilizzare un cavo autocostruito (Star, FFRC, Starquad, ecc. ecc.) o di utilizzare una piattina da 2 0 4 mmq, oppure di utilizzare un cavo da mutuo in banca, per non parlare di diffusori, amplificatori, ecc.: alla fine l'impianto migliore, a mio modesto parere, sarà quello che piacerà alle nostre orecchie !
Molti fattori influenzano la resa sonora di un impianto (qualcuno lo ha citato sempre Nordata), ma un ruolo importante lo hanno le nostre orecchie che sono ben lontane dagli strumenti di misurazione.
Ho sentito suonare impianti esaltati dal possessore, ma che a me non dicevano nulla, e probabilmente il suono del mio non dirà molto a qualcun altro.
L'importante è pensare che l'impianto deve produrre suoni, suoni che non devono infastidirci, suoni che devono essere graditi alle nostre orecchie.
Il resto è relativo, molto relativo: basti pensare che per i nostri amati componenti dobbiamo scendere, molto spesso, a compromessi con la nostra dolce metà che ci impone parametri estetici a scapito di quelli funzionali. :(
Forse sono andato OT, ma prometto di non tornare più sull'argomento. ;)

p.s.
iaiopasq ammetto la mia ignoranza sull'esistenza dello starquad di potenza Canare . Ciao :)
 
Parsifal ha detto:
...suoni che devono essere graditi alle nostre orecchie...
In primis suoni che si avvicinino il più possibile al suono dal vivo dello strumento musicale su cui fissiamo la nostra attenzione.

Il suono di un colpo su un piatto della batteria ha certe caratteristiche base, indipendentemente dalla marca e dal tipo di piatto.

Io personalmente cerco di ottenere quel suono (o altri che ben conosco) indipendentemente che tale suono possa piacere o meno o sia più o meno acattivante; idem per il suono di un contrabbasso e così via.

In questo modo, con tutti i limiti e manchevolezze del caso il risultato sarà un suono che si avvicina al reale, quindi non sarà "caldo", "dolce", "frizzante", "accattivante", ecc., ma sarà il suono che approssima il vero.

Se un cavo contribuisce a tutto questo, che ben venga, io personalmente ne dubito, vi sono altri parametri che influiscono con ordini di grandezza ben più elevati.

Ciao
 
Domanda sulla calza dello Star

Volendo usare un cavo quadripolare schermato, ho letto che alcuni hanno collegato la la calza a una vite dell'ampli, ma non ho capito se la medesima cosa si fa anche per quella lato diffusore o è meglio rivolgerla sulla guaina esterna del cavo come illustrato sul progetto. Consigli?
 
Usando un cavo con calza schermante affinchè la stessa possa svolgere la sua funzione deve essere collegata a massa; questo si ottiene appunto collegandola alla massa dell'ampli, il modo più semplice è quello di utilizzare una vite del telaio.

Sui diffusori, essendo gli stessi nel 99% dei casi costruiti in legno non si può fare la stessa cosa; assolutamente non si deve collegare la calza schermante al morsetto NERO dei diffusori stessi.

Ciao
 
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