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RECENSIONE ONKYO 9030: eccomi dunque alla recensione!!
ricordo a chi non avesse seguito che questo è il mio impianto: scheda audio Xonar U7 con dac Circuss Logic cs4398 (lo stesso del lettore cd Marantz cd 6003) e una coppia di Indiana Line Tesi 260 poste su piedistallo in legno autocostruito alto 1mt ed appensantito da una lastra di marmo spessa 2cm che si interpone tra legno e cassa; sono disposte a 2mt di distanza tra loro e 15cm da muro posteriore (non posso fare di meglio).
Fuori dalla scatola l'ampli sembra solido e ben costruito, collego alla corrente dopo aver collegato i diffusori e accendo; i led blu indicano l'input e la modalità "direct" che ho lasciato, e lascierò, sempre attiva.
La manopola del volume sembra un po' economica ma la corsa è fluida e precisa, forse la leggerezza è dovuta alla presenza di un motorino che permette di farla girare con il telecomando.
Primo ascolto lo effettuo con i Dire Strait e "What it is": le chitarre acustiche attaccano e si mescolano presto all'elettrica, batteria e la voce di Mark: è un bel sentire davvero, nonostante i bassi di questa canzone siano di per sè invasivi sono ben gestiti e non fastidiosi, non coprono il resto, che risulta come un dolce fluire di musica.
Ripeto la parola che per me più descrive questo amplificatore: "dolce", quindi caldo, avvolgente, non proprio squillante e freddo come il Yamaha o il Teac molto costoso sentito in negozio.
Con l'ascolto di altri artisti come Eros Ramazzotti ho avuto conferma della buona gestione, se non ottima, della gamma media, il punto forte di questo ampli. La voce maschile risulta naturale e ben in risalto rispetto al resto degli strumenti.
Ho poi ascoltato alcune voci femminili come quella di Laura Pausini che, in certi brani e a volumi sostenuti, è eccessivamente squillante, ma sospetto sia la registrazione.
Sono poi passato a musiche diverse con i vecchi Earth Wind and Fire: mi sono ritrovato a ballare coi ritmi tipici delle canzoni di quegli anni, chiudendo gli occhi mi sembrava di essere lì con loro, le trombe erano ben presenti e definite, la spazialità buona, ottima dinamica anche a bassi volumi.
Per ultimo vi dico di colonne sonore: ho riprodotto l'album del film giapponese "Il castello nel cielo" di Miyazaki, prodotte da Joe Hisaishi, con alcuni pezzi di solo coro e sono rimasto davvero sorpreso dalla definizione e immersione nella scena, tanto che ho perfettamente capito che potesse essere ottimo anche in ambito cinema, con un bel dac tra lettore blu ray e amplificatore.
Vi esorto a prendere queste mie considerazioni con le pinze, in quanto questo è il mio primo ampilficatore stereo hi-fi, ma ho avuto modo di ascoltare altri impianti con le Tesi 260, con amplificatori Teac, Yamaha, Tecnics: questo mi è piaciuto più di tutti quelli mai sentiti fino ad ora proprio per la sua dolcezza nel riprodurre e nel rendere la musica un piacevole fluire.
Pagato: 256 euro; Voto 8,8/10
Pro: dolcezza nel riprodurre, potenza adatta a molti diffusori, precisione della gamma media, suono ben bilanciato.
Contro(anche se veri contro non sono): manopola leggermente da sensazione economica, tono caldo non molto tendente ad alti cristallini, cosa che invece qualcuno gradisce.
Spero troviate utili le mie impressioni. Grazie per avermi aiutato nella scelta.