... dalla prima parte
Quanto ai non-miliardari, mi auguro che la sottile allusione non sia rivolta a me: a parte che ho imparato in questi anni che normalmente tutta la gente di sinistra che conosco (e ti assicuro, per tuo conforto sulla diffusione del verbo, che è tanta) ha molti più beni al sole di me, e tu non mi pare conosca il mio reddito (almeno spero...io non te l'ho mai detto!).
Non pretendo che tu legga i miei articoli, ma se hai cinque minuti quando sei in bagno (a portata di via di fuga…) potrai leggerti con calma come sia un assoluto assertore dell’acquisto dell’usato, proprio perché ritengo che non sia bello buttare i propri soldi.
Forse non te ne sei accorto, ma al di là del Barco Cine 8 che leggo essere il tuo riferimento assoluto (ma quando lo hai provato? Con che cosa? Ti assicuro che c’è anche di meglio, credimi…), oggi esistono tritubo usati che costano molto meno di quegli stessi DLP od LCD che i modesti frequentatori dei programmi familiari di cui parli comprano in quantità. Si tratta di evitare di buttare i propri soldi, non ti spendere 30.000 € per un Cine 8.
Onestà intellettuale: che vuol dire? Ossia, che ha a che vedere con le critiche che ti posso fare perché scrivi articoli politici? Non la possiedo perché non sono d’accordo con te? È una violazione di una legge? È un peccato di lesa maestà? Ancora, perché dico il falso? Se l’ho fatto, sono il primo a chiederti pubblicamente scusa. Dimmi dove e posso porre rimedio con tutta la enfasi che vuoi. Sono convinto di fare un sacco di errori, quindi figuriamoci. Però sono un tantino sensibile al concetto di onestà, perché tra i pochi pregi che ritengo di avere è proprio quello dell’onestà. Intellettuale e fisica. Quindi dimmi dove sta la mancanza.
Ti dico anche che ti leggevo, e non ho difficoltà a ripetertelo, con grande piacere, perché ritengo che tu abbia uno stile assolutamente gradevole ed una prosa totalmente scorrevole.
Hai certamente una grande esperienza nel campo audio e giornalistico, e sei stato il primo ad inventare uno stile diretto con il quale rivolgersi al pubblico dei lettori, che mi piacerebbe avere così efficace.
L’unico problema, caro Bebo, che smisi di leggerti quando pubblicasti, come direttore di Suono, non uno, ma due editoriali politici contro il governo Berlusconi. Non perché mi sia tendenzialmente simpatico il personaggio (ho i dubbi che abbiamo tutti…) ma perché mi venne il voltastomaco a leggere la arbitraria introduzione di un tema del tutto estraneo a quello della rivista (che io pagavo), fatto con una violenza inaudita. E decisi che per me potevi candidarti nelle file del PdS o scrivere sull’Unità, ma io non ti avrei dato nemmeno più mezza lira per leggere cose che c’entrano con l’audio (per me, e te lo ripeto: ma il giornale lo pagavo io, tu lo vendevi), molto meno dei classici cavoli a merenda.
E ti aggiungo sinceramente: su certe tue valutazioni mi rimane qualche dubbio, anche se non ho la tua esperienza ed abilità in campo audio. Vuoi un esempio? Lessi una volta di una tua recensione fatta su un CD ascoltato nell’ambiente “mediamente riverberante (o qualcosa del genere) di radica di legno e velluto” della tua nuova Dedra. Forse non sai che per motivi di sicurezza i pannelli delle auto (forse ad eccezione della Rolls Royce) non si possono fare di legno, ma solo di plastica, per prevenire danni in caso di incidenti. Me lo dissero alla Lancia, vai a verificare. Allora, delle due l’una: o il legno suona come la plastica (ed allora come mai gli strumenti, non dico il Guarneri, ma quelli costruiti oggi, non li fanno così? Costerebbero meno per avere uguali prestazioni certificate da te), oppure non era proprio del tutto così vero che fosse il legno a dare quella sonorità che tu dichiaravi di sentire.
Mi venne qualche dubbio, aumentato dalla valutazione di miglioramenti straordinari che descrivesti a proposito di alcune pallette di plastilina messe nei nodi di forza delle casse, o qualcosa del genere, vado a memoria. Credimi, ebbi molte difficoltà a crederti, a meno di non voler giustamente apprezzare l’elemento onirico che riuscivi a sollevare nel lettore.
Per tornare al concetto di prima, il fatto che te la sia presa con la sinistra, la destra o tutto il centro, l’alto ed il basso, non fa che confermare quello che io penso (e ti ripeto, per l’ennesima volta, che è solo il mio parere personale e non credo sia la verità rivelata): sei fuori come un balcone! Vallo a scrivere dove questi giudizi (perché tu dai giudizi, lo dici tu stesso; io mi limito a semplici pareri su tutto perché sono un sempliciotto ignorante) sono ritenuti patrimonio prezioso e non ammorbare chi vuole leggere altre cose. Che oltretutto sei perfettamente capace di scrivere con gran godibilità.
Passiamo al tuo diploma ISF. Forse ti sei assopito un pochino durante il corso, o magari addormentato del tutto… All’inizio della tua collaborazione con DVHT mi sono divertito a sottolineare ed a fare vedere a Roberto Lucchesi tutti i piacevoli “fiori” che collezionavi parlando di video.
Li ho forse ancora da qualche parte, e se vuoi li possiamo cercare assieme. Poi hai fatto esperienza, ed hai scritto delle cose che sai per certo, ossia dell’audio.
Solo che, amico mio, la perla della “tripla videocomposito” parlando di un’uscita a componenti non credo che all’ISF te l’abbiamo insegnata così!
Anche perché, vedi, non è un errore di distrazione: evidentemente tu, che dichiari di usare un TV color “rigorosamente a 50 Hz (per inciso, mi spieghi perché è meglio di un 100 Hz? Lo sai per sentito dire? Hai fatto delle prove, hai delle motivazioni tecniche?), probabilmente non usi un ingresso a componenti, e pensi che abbiano messo 3 pirulini di colori diversi così se ne rompe uno ce ne sono altri due, ed uno non si sbaglia.
Invece è una questione di contenuto del segnale, che è completamente diverso. Se lo sai, non puoi confonderli.
Come è diverso il contenuto informativo (bit, non pallette di plastilina: qualcosa conteranno pure in termini di linee di definizione) tra un LD ed un DVD: tu sei libero di dire che ti piaccia di più, ma che si possa vedere meglio avendo meno informazioni, per favore, raccontalo alla casalinga di Carugate di Sopra.
Magari mi dici una volta che prove hai fatto e come: e ti prego di non dirmi che hai usato il tuo TV da 32”, perché su quello non vedi le differenze tra un DVD ed un LD: ci vedi le tue trasmissioni televisive preferite.
Non è razzismo, è il potere discriminante dell’occhio e la capacità di distinguere linee di risoluzione, che ti costringe, come tu usi impianti audio fantascientifici, ad usare altri strumenti, per poter cercare di capire e valutare le differenze.
Quindi, visto che studi, e su questo siamo almeno perfettamente d’accordo, ti invito a farlo meglio: così almeno eviterai di scrivere sulla rivista che hai messo a confronto un DVD a scanning progressivo con uno interlacciato, per scoprire che il primo andava meglio.
Complimenti! Abbiamo la rivelazione del secolo! Non credo ci volesse la tua illustre firma e presenza sul mercato editoriale per leggere una banalità del genere.
Hai usato un Cine 7 in duplicazione, triplicazione, quadruplicazione? Hai usato il Limo interno? Hai solo duplicato? Cosa hai confrontato? L’uscita progressiva del DVD con il Limo? Che fa abbastanza schifo, credimi… Ho fatto prove in commutazione simultanea tra lettori progressivi, DVDO, QuadScan ed HTPC, e le differenze ci sono, eccome: anche tra stesse uscite progressive. Hai confrontato il lettore progressivo con quello interlacciato? Con quali regolazioni? Ti assicuro che ti posso starare il Cine 7 in 5 minuti (l’ho tenuto a casa per più di un anno usandolo parecchio) e fartici vomitare sopra…
... è quasi finito, ma segue...