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Cosa può succedere quando si disdice il canone RAI
Se la disdetta è avvenuta in modo regolare, seguendo alla lettera le disposizioni indicate nel documento allegato, è possibile (anche se molto improbabile) che i funzionari della Rai escano per suggellare il televisore. Il suggellamento consiste nel rivestire l’apparecchio tv con un sacco di iuta che viene sigillato con un sigillo metallico fornito dal Ministero delle finanze. In questa evenienza, l’utente che ha richiesto il suggellamento, deve permettere che l’operazione venga effettuata. L’operazione può avvenire in un luogo esterno alla propria abitazione (per esempio, sul pianerottolo, in cantina, o addirittura in strada).
Nessun funzionario del S.A.T. e neppure la finanza infatti, può entrare in casa vostra senza il mandato di un Magistrato.
Effettuando la disdetta, avete esercitato un diritto, quello di recedere dall’abbonamento, e avete chiesto e pagato un servizio, che la GDF deve eseguire.
L’operazione di suggellamento è sempre accompagnata dalla stesura di un verbale che a vostra richiesta può essere integrato da eventuali dichiarazioni. Se il funzionario, per esempio, si rifiuta di suggellarvi il tv perché non lo avete fatto entrare in casa, dovete far verbalizzare "che il sig. Tal dei Tali si è rifiutato di suggellarmi il televisore nonostante glielo avessi messo a disposizione".
Ultimate le operazioni di suggellamento ricordatevi che, a vostra discrezione, potete sottoscrivere un nuovo abbonamento alla televisione richiedendo in posta il bollettino per il pagamento dell'anno in corso. In questo modo peraltro, potete richiedere il dissuggellamento del televisore che vi hanno chiuso seguendo le procedure specificate nel verbale rilasciato dalla Finanza, o andare a comprare un nuovo televisore.
Il nuovo canone di abbonamento potrà in ogni caso essere di nuovo disdetto.
Se il S.A.T., trascorso un po’ di tempo dal giorno della disdetta, invia l’ingiunzione di pagamento, vuol dire che la stessa è stata compilata in modo scorretto. L’invio dell’ingiunzione di pagamento è sempre anticipata da una serie di comunicazioni da parte del S.A.T. che riportano il motivo per cui la disdetta non è stata accolta dall’ufficio.
Preso atto dell’errore, il richiedente può rettificare la domanda di disdetta con raccomandata ricevuta di ritorno, sempre che si sia ancora nei termini prescritti dalla legge per produrre la documentazione mancante o errata. (31 dicembre).
Coloro che hanno ricevuto l’ingiunzione di pagamento, e non hanno provveduto ad onorare il presunto debito entro i termini prescritti, oppure non hanno fatto ricorso, vanno incontro al pignoramento. Il pignoramento può essere effettuato su un bene qualsiasi (a scelta del proprietario) purché il valore dello stesso sia pari all’importo che il S.A.T. vi ha ordinato di pagare, al quale vanno aggiunte le spese legali per l’avvenuto pignoramento (al massimo viene raddoppiato l’importo del valore dei beni pignorati). A pignoramento avvenuto, nessuno potrà entrare nella vostra casa e potrete disdire nuovamente il canone per l’anno successivo seguendo la procedura corretta.
A tutti coloro che intendono disdire il canone Rai si raccomanda di verificare che non sussistano pendenze con il S.A.T. Onde evitare problemi consigliamo, infatti, di saldare eventuali debiti e solo in un secondo momento di procedere alla disdetta.