erick81 ha scritto:
1)Mi indichi gli stravolgimenti apportati alla legge sul DTTapprovata dalla sinistra?Thanks!
2)Europa7, fantastico baluardo!Come mai non trasmette in DTT, potrebbe farlo, nessuno glielo vieta...nemmeno la legge Gasparri!Ma forse è meglio tenerselo come baluardo. Come il conflitto d'interessi: qualcuno, dal 1996 al 2001, ha avuto 5 anni per risolverlo, ma è meglio avere dei baluardi, non si sa mai!!
4)Gli incentivi dovevano darli su delle baracche?Chiunque può tramettere in PPV su DTT, la stessa LA7 lo fa.
5)Chi paga di più, ottiene i diritti, i conflitti d'interessi non c'entrano nulla. Come mai l'FC Internazionale, che annovera nel board Tronchetti Provera (guarda caso proprietario di LA7) ha venduto i diritti per il DTT a MS Premium?Soldi, soldi, soldi...
6)Tutti lo fanno, senza distinzione di colore politico: business is business!
Ciao
1).La sinistra non ha approvato un bel nulla; La sinistra si è solo limitata a descrivere le linee guida relative al CONCETTO di digitale terrestre e a porre la data di switch all'utopico 2006.
Erick, la legge sul DTT è tutta di destra e non a caso prende il nome "Gasparri".
ANzi ti diro' di più; la sinistra ha forse più colpe;Innanzitutto, l'Ulivo non ha presentato un progetto di legge suo, unico: che disegnasse il modello di televisione e di servizio pubblico che ha in mente . Per la verità, non si è neppure tentato seriamente di arrivare a questo traguardo. Aggiungendo questo dato alla incapacità dimostrata di varare una riforma del settore nel periodo in cui l'Ulivo è stato maggioranza, ne deriva nel modo più evidente che il "modello di televisione e di servizio pubblico" dell'Ulivo non c'è. Purtroppo.
Vuoi anche i documenti che confermino il fatto che la legge e tutte le proproste sono di destra??!
2)Europa 7 sul Dtt; dimentichi che lo sperperio di risorse dovute all'illegalità dello scippo da parte di rete 4 sull'analogico non permette di riproporsi sul digitale e, come già detto, l'approvazione di contenuti e palinsesti vari sono sotto indiretta sorveglianza del ministero comunicazioni congiuntamente al garante telecomunicazionicomunicazioni nonchè ai maggiori gruppi già presenti sul dtt
3)ribadisco appunto
4)in base a cosa affermi i decoder non MHP "baracche"? Mi sembra un giudizio soggettivo. Perdipiù aggiungo che è la stessaa legge "Gasparri" a definire i decoder MHP unici possibili a ricevere contributi in quanto dipensatori di servizi di pubblica utilità essendo interattivi. Quindi è Gasparri che ha deciso che entrano a far parte del concetto di "servizio pubblico" solo i servizi interattivi mandando a puttane il concetto(secolare e condiviso in europa) che servizio pubblico fa riferimento L’art. 22 della legge 192/90. Questo definisce servizi pubblici quelli che hanno per oggetto la produzione dei beni ed attività rivolti a realizzare fini SOCIALI ed a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali. Da tale norma si evince che la natura pubblica del servizio viene individuata sia in chiave contenutistica, attraverso la produzione di beni e lo svolgimento di attività in favore della collettività, sia in chiave teleologica, attraverso la realizzazione di fini sociali ed il conseguimento dello sviluppo economico e civile della comunità .
Si è creata una immensa contraddizione di fondo. Il fatto di aver messo a disposizione contribuiti statali atti all'acquisto agevolato di decoder che ricevano anche canali non RAI e quindi NON del servizio pubblico, ha portato tendenzialmente a stravolgere il concetto stesso in sè. Ora si dovrebbe definire servizio pubblico non solo la rai ma il digitale terrestre in sè, nuilla di più assurdo
5) tu dici che chi paga di più e ottiene più diritti. Ma qui si parla di beni limitati e estremamente delicati dal punto di vista socio culturale. E' proprio questo che si fa finta di non capire. Non si scherza con un bene cosi' prezioso come la TV, in grado di proporre e creare atteggiamenti, stili di vita e in grado di influenzare le masse politicamente e culturalmente. Già si sono viste le differenze che la Tv commerciale ha portato negli stili di vita degli italiani , europei e tutto il mondo nel giro di un decennio. Caro Erick, non sempre si puo' ragionare solo in termini di vantaggi e possibilità economico-commerciali.
6) Il settore è delicato e diverso completamente dal resto dei settori industriali.
Magari quando ricominceremo a mettere al centro l'uomo e non il mero business la gente ridiventerà meno nevorotica e più rilassata E i 16enni torneranno a vestirsi in maniera più personale. Culture is not business!
P.S. abbasso Costantino!