Musica liquida: addio supporti ed emozioni?

kaljeppo

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Inutile nasconderlo, l'ennesimo cambio epocale non è più alle porte: le ha già varcate!
Mi sono deciso a scrivere su questo argomento nel momento in cui ho aperto una rivista specializzata di hi fi ed ho letto di un nuovo cd player di simaudio dotato di connessione usb per file "liquidi".....
Se i costruttori "hi end" capiscono che anche l'audiofilia volge le spalle al supporto fisico in luogo di "freddi" archivi informatici, allora siamo già oltre il futuro.

Per i nostalgici, che come me hanno mal digerito all'epoca il passaggio dal vinile al cd, si prospetta una nuova era di sofferenza e di sospetto.
Certo, bisogna ammettere che la superiorità dell'informatica, con file di dimensioni di un cd, loseless e quant'altro, almeno tecnicamente è palese.
Ma gli archivi potranno mai restituire l'emozione di un supporto? E le copertine? quelle di alcuni vinili quasi un oggetto di culto....
E vedere poi costruttori, tipo meridian o linn, che si affidano al digitale "estremo" con oggetti molto più simili ad un pc che ad una sorgente "vecchio stampo", infonde un pò di sana depressione da nostalgico amatore dell'analogico.

Sarebbe stato forse più opportuno aprire un sondaggio ma vorrei capire quanti di voi preferiscono l'uno o l'altro sistema di riproduzione e sopratutto perchè.....
 
collezionista ed ascoltatore di supporti fisici for ever, sono un feticista in ciò e non cambierò mai.
il 50% della mia soddisfazione sta nell'acquistare, scartocciare, catalogare e porre fisicamente il cd o l'lp nella vaschetta o sul piatto.
Delle volte non uso nemmeno il tele ....
 
guarda, io non sto ne dalla parte dei supporti fisici ne da quella della musica liquida.
utilizzo correndemente cd, dvd, vinile, audiocassette, e musica liquida (embrionale) e sinceramente ciò che ti permette di fare quest'ultima ha del fantastico, ma vuoi mettere cercare un disco, bestemmiare perchè non lo trovi, scovarlo impolverato, lavarlo, guardarlo, toccarlo, metterlo sul piatto (in movimento 24/7) ed abbandonarti alla musica?
comodità e qualità su un piatto e qualità e feticismo sull'altro, quale piatto sarà più pesante?
sai bene che non lo sapremo mai vero?;)
ciao ale!
 
E' più buono lo champagne bevuto da un bicchiere di plastica o da un flute di cristallo ? Se lo champagne è lo stesso dovrebbe avere lo stesso sapore, giusto ?

A mio giudizio invece, il modo in cui viviamo un'esperienza (che sia un sapore, un film, una canzone...) ne cambia radicalmente il gusto.
 
Personalmente ritengo prioritario l'obiettivo della qualità di riproduzione e quindi di ascolto rispetto al fattore "collezionistico" del supporto.

Ritengo la musica "liquida" un ottimo mezzo per raggiungere tale obiettivo grazie all'eliminazione della meccanica di lettura nella riproduzione di audio a 16 bit/44.1 kHz e alla possibilità di riprodurre audio ad alta risoluzione fino a 24 bit/192 kHz.
 
Le meccaniche però, dalla loro, consentono una serie di personalizzazioni che, a volte, costituiscono l'anima del nostro hobby. Pensate solo ad uno stupido tappetino antivibrazioni per cd fino ad arrivare alle estreme possibilità di personalizzare un piatto....Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha svitato il coperchio del proprio cd player.

Dunque, la musica liquida e le relative apparecchiature, tutto questo non lo consentono. Ad una indubbia qualità della riproduzione si contrappone una sorta di appiattimento "celebrale" che, rispettando il trend delle moderne tecnologie, tende ad impigrirci in maniera sempre più imbarazzante.
Pensare di possedere una catena interamente digitalizzata ed informatizzata, per me che utilizzo ancora apparecchi a valvole, mi mette un pò di ansia....
 
Collezionista di supporti fisici forever, sono un feticista in ciò e non cambierò mai. Il 50% della mia soddisfazione sta nell'acquistare, scartocciare, catalogare il CD.

Ho quotato la sostanza del precedente post di Ziggy Stardust perché rispecchia il mio pensiero: il piacere di aprire stasera la confezione dell'edizione in 3 SACD di Jazz at the Pawnshop e della Sinfonia Fantastica diretta da Munch in XRCD è stato impagabile.
Il fatto che io ormai preferisca estrarre i file e salvarli sul server piuttosto che inserire il CD nel lettore non credo che cambi la sostanza più di tanto... I miei mille CD ben ordinati nella libreria ho intenzione di conservarli a lungo...
 
Anche io continuo ad acquistare CD.

La musica "liquida" non è da intendersi come mezzo esclusivo di riproduzione, ma solo come ulteriore metodo di fruizione della musica con la qualità di ascolto come obiettivo. Che poi possa convivere con altri metodi più "tradizionali" quali vinile, SACD o più innovativi, come il Blu Ray, è fuori di dubbio.
 
Peccato che non ho spazio a casa perchè da quando ho ascoltato alcuni nastri di jazz su un vecchio registratore a bobine Revox mi è venuta la voglia di prenderne uno...
Questi sono periodi di miniaturizzazione e inscatolamento (anche di altissima qualità per fortuna)..ma vedrete che così come c'è stato il ritorno del vinile fra qualche anno ritornerà di moda il cd...corsi e ricorsi storici..
 
kaljeppo ha detto:
Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha svitato il coperchio del proprio cd player.

sì quando si rompono.
Poi nell'utimo caso ho cercato di tenere la porta usb e l'ottima sezione audio e sbarazzarmi dell'inutile meccanica... :D
 
Avenger ha detto:
Ritengo la musica "liquida" un ottimo mezzo per raggiungere tale obiettivo grazie all'eliminazione della meccanica di lettura nella riproduzione di audio a 16 bit/44.1 kz e alla possibilità di riprodurre audio ad alta risoluzione fino a 24 bit/192 kHz.

La riproduzione ad alta risoluzione non sempre è sinonimo di qualità migliore! Dipende sempre dalla qualità con cui è stato inciso il master.

C'è gente che si "ostina" a d utilizzare vecchi lettori cd con lettura a 16 bit e mai e poi mai cambierebbero con i moderni convertitori 24 bit/192 Khz, ritendoli sì dettagliati, ma senza personalità e calore...

In ogni caso, anch'io, pur adorando il mio iPod classic che mi consente di portare ovunque la mia cd-teca, quando sono a casa ritengo insostitubile il rito della scelta fisica del cd, lo sguardo alla copertina, l'inserimento nel lettore, ecc. ecc..
 
wolf ha detto:
...Dipende sempre dalla qualità con cui è stato inciso il master...

Sono d'accordo, ma almeno, i master, non sono compressi dinamicamente come i CD.

wolf ha detto:
...e poi mai cambierebbero con i moderni convertitori 24 bit/192 Khz, ritendoli sì dettagliati, ma senza personalità e calore...

Ecco, personalità e calore sono due aggettivi che, personalmente, ritengo il più lontani possibile dal concetto di alta fedeltà. Elettroniche e diffusori non devono aggiungere nulla alla registrazione: se queste caratteristiche sono presenti nell'incisione ok, altrimenti non devono assolutamente caratterizzare il suono.
 
kaljeppo ha detto:
Inutile nasconderlo, l'ennesimo cambio epocale non è più alle porte: le ha già varcate!

ed io aggiungo meno male!

il fruire di musica liquida nomn pregiudica l'acquisto del supporto, anzi ad oggi sono poche le possibilità di acquistar musica online in formati lossless per cui il CD rimane lo strumento migliore.

per me invece aver la discografia completamente "rippata" sul NAS dal dal quale attingo in ogni ambiente domenstico è una ENROME comodità.

se si utilizzano alcuni player o front end poi, è possibile mostrare, copertina, biografia dell'artista, testo della canzone per arricchire l'ascolto in maniera molto più interattiva.

per quel che mi riguarda anche in macchina ho un HDD collegato alla AMI (Audi Music Interface) dove ho salvato tutti i miei CD in formato MP3 a 320Kbps 44.1 KHZ (purtroppo legge solo formati lossy) e non ho da portarmi dietro un baule di CD.
 
Avenger ha detto:
Ecco, personalità e calore sono due aggettivi che, personalmente, ritengo il più lontani possibile dal concetto di alta fedeltà. Elettroniche e diffusori non devono aggiungere nulla alla registrazione: se queste caratteristiche sono presenti nell'incisione ok, altrimenti non devono assolutamente caratterizzare il suono.

eheh, ma qui siamo nel campo delle considerazioni squisitamente soggettive.
Come fai a sapere, tu, come si sentiva la musica in sala di registrazione?
QUALSIASI passaggio (master, supporto, impianto, diffusori) apporta inevitabilmente delle variazioni, rispetto al segnale originale.
Persino l'impianto che ognuno di noi allestisce, a casa sua, non è altro che una interpretazione del messaggio sonoro, che il propriotario apprezza a discapito di altre soluzioni.
C'è chi apprezza dettaglio e "campanellini", chi vuole sparare la musica al massivo volume cercando solo impatto e chi, invece, preferisce una resa più "analogica"....
Non a caso il vinile continua ad essere il supporto di gran lunga preferito da moltissima gente, nonostante presenti molte imperfezioni, in termini di misure e risposte in frequenza, ..
 
wolf ha detto:
...Come fai a sapere, tu, come si sentiva la musica in sala di registrazione?
...

Appunto, a me interessa la fedeltà al risultato finale: l'incisione presente nel supporto così come inteso e voluto dall'artista, dal tecnico di registrazione e da quello di produzione.

In merito al dubbio sulla qualità della musica liquida ad alta risoluzione, a parità di registrazione, meglio sicuramente il formato 24 bit 88.2 o 96 kHz piuttosto che i 16 bit 44.1 kHz.
 
Avenger ha detto:
Appunto, a me interessa la fedeltà al risultato finale: l'incisione presente nel supporto così come inteso e voluto dall'artista, dal tecnico di registrazione e da quello di produzione.

Già, peccato che, spesso, tecnici di registrazione e di produzione siano così incompetenti che sarebbe meglio non sentire "fedelmente" le schifezze che combinano... :cry:
Gli artisiti, poi.. Che dire? Sono davvero pochi quelli che seguono e curano tutti gli aspetti relativi alla registrazione.
Molti cd sono incisi per essere ascoltati sui compattoni da supermercato (scarsa dinamica ed enfatizzazioni abnormi su determinate frequenze).
Appena, quindi, li ascolti con un sistema minimamente decente, viene il voltastomaco...
 
wolf ha detto:
...Molti cd sono incisi per essere ascoltati sui compattoni da supermercato (scarsa dinamica ed enfatizzazioni abnormi su determinate frequenze)...

Hai pienamente ragione. Ed infatti uno dei tanti vantaggi della musica "liquida" è che i master studio venduti online non sono compressi dinamicamente: volendo puoi anche realizzarti da solo il CD, senza quindi livellamenti di range dinamico e "azzeramento" delle componenti armoniche.
 
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