Dalla maggior parte dei commenti postati da parte di chi apprezzi questo 3D, emerge quasi la sensazione di sentirsi defraudati, ma la scure non è calata così a caso, si basa su ciò che è stato rilevato fra la massa degli utenti.
Defraudato potrà sentirsi sopratutto chi ad esempio abbia messo in stack un paio di vpr costosi con tutto ciò che ne consegue, ma la stragrande maggioranza di chi apprezza il 3D non ha assolutamente fatto questo.
Il flop del 3D inoltre era tutto sommato prevedibile o quantomeno assai possibile.
Oltre alla già menzionata mancanza di rispetto per come lavora l'occhio negli esseri umani (e non solamente), c'è stata l'inosservanza di uno dei suggerimenti che da tempo immemore l'uomo dà a sè stesso.
E' ben sintetizzato nella massima alchemica "Ci vuole dell'oro per fare dell'oro"; varrebbe praticamente a tutti i livelli.
"It takes money to make money" sono soliti dire negli Stati Uniti, ma lo sappiamo benissimo anche noi.
Questo significa che è necessaria un'autentica rappresentazione tridimensionale per fare la televisione tridimensionale.
Ne può bastare poca per poterne fare molta e arrivare quindi allo spettacolo puro, ma deve essere già presente.
Serve quindi un complesso sistema di proiezione che crei vari piani di profondità effettivamente rappresentati in uno spazio reale a tre dimensioni e non servono metri e metri di spazio, basterà meno.
A quel punto diventerà possibile la variazione della messa a fuoco in concomitanza con la variazione della convergenza oculare e molte cose andranno per il verso giusto.
Allo stato attuale della tecnologia non è ancora praticabile e ci vorrà parecchio per arrivare a questo, ma ci si arriverà.
Tutto questo nel 3D odierno non avviene, gli occhi non possono variare la convergenza in quanto lo schermo sta sempre alla stessa distanza e la messa a fuoco rimane sempre eguale per lo stesso motivo.
A cosa sarebbe servito provarci lo stesso e che razza di rappresentazione tridimensionale sarebbe questa?
Alla fin fine cosa ci saremmo mai persi?
Nella realtà, volendo chiamare le cose con il loro nome, secondo me questa era una specie di 3D "psichedelico", dove la tecnologia si è sostituita all'assunzione di sostanze finalizzate alla visione di quello che non c'è, perchè davanti a noi c'è solo uno schermo.
Nell'evidenza di sondaggi con questo genere di risultati:
...dove quasi il 40% lamenta disturbi, come poteva andare a finire?
Do You Suffer From 3D Sickness?
E cosa ci sarebbe da rimproverare alle grandi case di produzione e società di broadcasting?
Intanto si è anche perso dell'altro tempo; inoltre la corsa alla luminosità ha fatto diventare alcuni videoproiettori HT dei mezzi fari da stadio, senza che venisse implementata una più raffinata gestione di questa luminosità sovrabbondante nella proiezione 2D.
Il bel risultato è che adesso se ad esempio uno volesse un secondo vpr per fare un piccolo schermo in un ambiente di dimensioni ridotte e non si volesse replicare l'acquisto di vpr più impegnativi come JVC o Sony, rivolgendosi ad esempio ai vpr Epson di gamma alta, si farà fatica a trovarne uno che non abbia inclusa l'abbronzatura.
Defraudato potrà sentirsi sopratutto chi ad esempio abbia messo in stack un paio di vpr costosi con tutto ciò che ne consegue, ma la stragrande maggioranza di chi apprezza il 3D non ha assolutamente fatto questo.
Il flop del 3D inoltre era tutto sommato prevedibile o quantomeno assai possibile.
Oltre alla già menzionata mancanza di rispetto per come lavora l'occhio negli esseri umani (e non solamente), c'è stata l'inosservanza di uno dei suggerimenti che da tempo immemore l'uomo dà a sè stesso.
E' ben sintetizzato nella massima alchemica "Ci vuole dell'oro per fare dell'oro"; varrebbe praticamente a tutti i livelli.
"It takes money to make money" sono soliti dire negli Stati Uniti, ma lo sappiamo benissimo anche noi.
Questo significa che è necessaria un'autentica rappresentazione tridimensionale per fare la televisione tridimensionale.
Ne può bastare poca per poterne fare molta e arrivare quindi allo spettacolo puro, ma deve essere già presente.
Serve quindi un complesso sistema di proiezione che crei vari piani di profondità effettivamente rappresentati in uno spazio reale a tre dimensioni e non servono metri e metri di spazio, basterà meno.
A quel punto diventerà possibile la variazione della messa a fuoco in concomitanza con la variazione della convergenza oculare e molte cose andranno per il verso giusto.
Allo stato attuale della tecnologia non è ancora praticabile e ci vorrà parecchio per arrivare a questo, ma ci si arriverà.
Tutto questo nel 3D odierno non avviene, gli occhi non possono variare la convergenza in quanto lo schermo sta sempre alla stessa distanza e la messa a fuoco rimane sempre eguale per lo stesso motivo.
A cosa sarebbe servito provarci lo stesso e che razza di rappresentazione tridimensionale sarebbe questa?
Alla fin fine cosa ci saremmo mai persi?
Nella realtà, volendo chiamare le cose con il loro nome, secondo me questa era una specie di 3D "psichedelico", dove la tecnologia si è sostituita all'assunzione di sostanze finalizzate alla visione di quello che non c'è, perchè davanti a noi c'è solo uno schermo.
Nell'evidenza di sondaggi con questo genere di risultati:
...dove quasi il 40% lamenta disturbi, come poteva andare a finire?
Do You Suffer From 3D Sickness?
E cosa ci sarebbe da rimproverare alle grandi case di produzione e società di broadcasting?
Intanto si è anche perso dell'altro tempo; inoltre la corsa alla luminosità ha fatto diventare alcuni videoproiettori HT dei mezzi fari da stadio, senza che venisse implementata una più raffinata gestione di questa luminosità sovrabbondante nella proiezione 2D.
Il bel risultato è che adesso se ad esempio uno volesse un secondo vpr per fare un piccolo schermo in un ambiente di dimensioni ridotte e non si volesse replicare l'acquisto di vpr più impegnativi come JVC o Sony, rivolgendosi ad esempio ai vpr Epson di gamma alta, si farà fatica a trovarne uno che non abbia inclusa l'abbronzatura.