Forse non è stato afferrato o ben compreso il punto fondamentale del mio intervento o, cosa probabile, non mi sono spiegato bene.
Non metto assolutamente in dubbio i valori rilevati cona attrezzature che neanche la NASA sicuramente ha (anche se uno spettroradiometro e Colorfacts, che credo sia lo standard per questo genere di misure non costano così tanto), nè la competenza e la professionalità di chi ha eseguito le misure, se utilizza tali attrezzature saprà anche usarle.
Però io ho letto che i valori ottenuti durante le loro misure e che, sicuramente, sono quelli che hanno portato ad una colorimetria perfetta dei loro vpr sottoposti alla prova, vengono "consigliati" ai lettori.
In altre parole: "usate questi valori ed avrete anche voi dei risultati perfetti".
E' su questo punto che non sono d'accordo, anzi, che non sono d'accordo personaggi sicuramente molto più famosi ed importanti di me e che fanno tale lavoro da anni.
I valori che si rilevano durante le misure sono infuenzate da alcuni fattori, quanto meno:
- il vrp in prova:
non il modello, ma proprio quel vpr, con la sua taratura che, anche se ben fatta, rientra in un range di tolleranze ammesse dal produttore per metterlo in commercio, con l'età di quella lampada, con le tolleranze dei componenti (variarare un settaggio di un punto può non avere lo stesso effetto su due distinti vpr);
- l'ambiente in cui si fa la prova:
quasi sicuramente avranno fatto le misure in un camera nera, per cui non ci sono riflessioni da parte delle pareti e dell'arredo, con dominanti varie date dagli stessi (la luce riflessa dallo schermo colpisce un mobile o una parete, si colora e ritorna sullo schermo alterando un pochino i colori originali); se la misura è stata fatta in un ambiente normale il discorso è ancor più valido (maggiori correzioni);
- lo schermo di proiezione:
dal modo e di quanto riflette l'immagine si creano più o meno riflessioni che vanno ad influenzare il risultato finale.
-la sorgente
se si utilizza un disco test per generare i segnali quando si fanno le misure e le conseguenti regolazioni, si corregge tutta la catena: sorgente, vpr, ambiente per cui viene presa in considerazione anche l'elettronica del lettrore DVD. Se invece i segnali sono generati strumentalmente sarà l'utente finale che, necessariamente, deve utilizzare un lettore a dover mettere in conto l'influenza di quest'ultimo.
Penso che tutto questo basti per far comprendere come il consigliare dei settaggi, esattissimi ma ottenuti in un determinato e ben preciso contesto, sia cosa assolutamente priva di significato.
Tutto questo si applica non solo ai vpr, ma anche ai TV; motivo per il quale, nonostante la moda imperante di scambiarsi i setting, la cosa viene sconsigliata nel modo più assoluto.
Ciao