Premessa: il matrimonio può essere anche solo civile e non religioso.
Il problema del matrimonio (civile o religioso che sia) è uno solo: si sposano anche coppie che non dovrebbero affatto sposarsi.
Lo fanno per pressioni esterne od interne, perchè lo fanno anche gli altri perchè e lanorma, ecc. ecc.
Ci si sposa, a volte, solo per "convenzione" e non per "convinzione" (di entrambi).
Personalmente non ho mai visto la convivenza (che pure ho sperimentato due o tre volte) come una soluzione "definitiva" che sia convincente. E' un ottima soluzione solo per chi non è convito fino in fondo di aver trovato l'anima gemella e vuole riservarsi una facile via d'uscita.
Se uno ha trovato l'anima gemella e non desidera null'altro al mondo...(e posto che vi sia una reciprocità in questo... altrimenti siete masochisti

) non vedo perchè non sposarla. Solo che trovare l'anima gemella è cosa che accade meno frequentemente di quanto si pensi.
Il fatto è che spesso il presupposto per lo "sposalizio" è soltanto: "
stiamo insieme da due tre anni.... abbiamo + di trent'anni... non è ora che...." Sbagliatissimo.
Il presupposto del matrimonio è un pò più serio: già nel matrimonio civile, figurarsi in quello religioso (dove ci sarebbe anche un vincolo diverso).
Altrimenti - come troppo spesso accade - alle prime ed inevitabili avversità ci si manda a quel paese.
Se non volete o non sopportate vincoli, o se non li sopportate con la vs. attuale donna, non date colpe al matrimonio: non sposatevi, punto. E quantomeno, se vi siete sposati ma non ne siete convinti/contenti, evitate di figliare....
