a questo punto mi arrendo...e non vado oltre.posso solo provare a farti leggere questa rece:
Marie Antoinette, di Sofia Coppola
Punk a Versailles
"Chi era Maria Antonietta? Forse una ragazza sola, intrappolata in un ruolo pubblico pesante come un macigno. Sofia Coppola racconta la sua voglia di evasione a tempo di rock, i suoi eccessi, il lusso della sua vita a corte. E con la regista diventiamo tutti fan della giovane regina di Francia
Scegliendo di rispettare il taglio del film ci verrebbe da esclamare "God Save The Queen". Un po' perché questa biografia cinematografica dedicata a Maria Antonietta porta lo spettatore a parteggiare per la giovane regina di Francia e un po' perché la regista Sofia Coppola sceglie una colonna sonora con brani rock, riff chitarristici che producono un effetto straniante così immersi nel clima ovattato dei giardini di Versailles.
Già la locandina del film richiama nella grafica e nei colori la scritta *** Pistols che campeggiava sulla copertina di uno degli album simbolo del punk Never Mind The Bollocks (1977). Maria Antonietta come Johnny Rotten? Il paragone può apparire forzato. Ma forse un parallelo tra la voce isterica, fanciullesca e dissacratoria di Rotten e la spregiudicata condotta della sedicenne austriaca nella corte più importante d'Europa non è poi così azzardato.
Lo stile di Sofia Coppola è subito riconoscibile. Dietro i costumi, le porcellane e gli arredi, ritroviamo i ritratti che avevamo conosciuto nei suoi precedenti lavori Il giardino delle vergini suicide e Lost in traslation. Maria Antonietta è prima di ogni cosa una ragazza, una teenager dentro un sistema che funziona a orologeria. Tenterà di ostacolare gli ingranaggi, di guadagnarsi degli spazi. Tenterà di essere felice. È sola. Soffre per l'iniziale indifferenza del marito, il futuro re di Francia, per le malignità che circolano a corte. Reagisce a questo malessere con il caos. Una vita di feste, gioco, shopping sfrenato, piaceri. Centinaia di scarpe, acconciature che per altezza non hanno nulla da invidiare alle creste punk, dolci, gioielli... Attraversa vari momenti. Addiritura la Coppola ci offre una Maria Antonietta hippy, con scene bucoliche. La giovane regina è anche una madre. I figli cambieranno e addolciranno la sua malinconia mettendo anche a tacere le malelingue che l'accusavano di sterilità.
La solitudine di Maria Antonietta, come titola il libro di Antonia Fraser a cui il film si ispira, è rappresentata dalla regista con un taglio che avevamo già visto nelle sue precedenti produzioni. In Lost in traslation Scarlett Johansson trascurata dal suo fidanzato fotografo, sola nella grande Tokio, deambulava tra le luci e i colori della città giapponese. Kirsten Dunst invece passeggia tra i geometrici e ampi giardini di Versailles con uno stuolo di comparse attorno e affoga la sua malinconia nel consumismo. La corte è un microcosmo. Solo a volte ci sono riferimenti al mondo esterno, il mondo che va avanti: la rivoluzione americana, i vagiti insurrezionali di Parigi… Dentro Versailles invece tutto è immobile e lento. Anche nel momento in cui tutto sembra essere perduto, con il popolo armato e affamato sotto il palazzo, la famiglia reale consuma la sua cena rispettando tutte le etichette. È la scena in cui Sofia Coppola lancia uno sguardo forte sul mondo fuori, sulla rivoluzione francese, su chi desidera la morte della regina. Maria Antonietta da ragazzina immatura e spensierata si trasforma improvvisamente in una donna che non teme il destino di fronte a lei e decide di restare a fianco del marito.
Sofia Coppola decide di “salvare la regina“. Il film infatti non tratta il periodo finale con la condanna a morte dei sovrani. E anche gli spettatori non possono che partecipare con simpatia e salvare questa figura di adolescente moderna dall’accusa della storia.
Il libro
La regista Sofia Coppola si è ispirata al libro Maria Antonietta. La solitudine di una regina. L'autrice, Antonia Fraser ha partecipato alla sceneggiatura.
Altri titoli
Il diario segreto di Maria Antonietta
Maria Antonietta
Maria Antonietta e lo scandalo della collana
Maria Antonietta. L'ultima regina
La colonna sonora
Tra le band che hanno prestato la loro musica al film vi sono i Bow Wow Wow, gruppo anni 80 in cui militava Boy George, i New Order, i Phoenix, gli Strokes, i Cure.
Il brano Il secondo giorno degli Air (ricordiamo la celebre colonna sonora de Le vergini suicide, ndr.) è stato composto per il reading City di Alessandro Baricco.
Il particolare
Ecco la copertina di Never Mind The Bollocks (*** Pistols) citata nella locandina del film e nei titoli di apertura del lungometraggio. Questo disco è considerato il manifesto del punk. È l'unico album registrato in studio dalla band. Pubblicato nel 1977 contiene al suo interno i migliori singoli del repertorio dei *** Pistols: God Save the Queen, Anarchy in the U.K., Problems, No Feelings...
Curiosità
Tra le scarpe color pastello di Maria Antonietta compaiono anche un paio di Converse All Star blu, un anacronismo per rendere ancora più pop il personaggio.
Il ruolo della madre di Maria Antionietta, la regina d’Austria Maria Teresa è interpretato dalla cantante Marianne Faithfull"