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Mandelbrot prima di essere mangiato

skimer

New member
La foto non mi è venuta benissimo però rende abbastanza bene.
Sono rimasto impressionato dalla bellezza di questo cavolo; un vero capolavoro di arte frattale viva. Magari è un cavolo come questo che ha ispirato quel genio supremo di Mandelbrot.:D

immagine0079ny.jpg
 
complimenti al cavolo ma non al fotografo del cavolo


prima regola mettere a fuoco
seconda regola usare tempi che evitino il micromosso



.....via basta cavolate :rolleyes:
 
Vero? Avreste dovuto vedere le guglie più piccole in dettaglio..copie esatte delle guglie più grosse ( in puro stile frattale).
Parlo come se l'avessi fatto io quel cavolo:D
 
jago ha scritto:
complimenti al cavolo ma non al fotografo del cavolo


prima regola mettere a fuoco
seconda regola usare tempi che evitino il micromosso



.....via basta cavolate :rolleyes:

Sono un fotografo del cavolo lo ammetto :D :D
Avrei bisogno di un buona guida per usare decentemnte la mia piccola canon A75. Che tempi dovrei mettere per fare buoni primi piani ?
Grazie dei consigli
 
skimer ha scritto:
Già .. un vero peccato mangiarlo.
Cos'è la corota di Giulia ??:confused:

Se non ricordo male , ma qui ci sono fior fior di matematici fisici e agronomi :) mi potranno correggere.

z=z^2 +c questa e' la formula che genera , detta alla buona, il frattale dove z e c sono numeri complessi mantenendo costante z si genera l'insieme di Mandelbrot , mantenedo costante c si genera l'insieme di Julia.

Ciao

Luca
 
skimer ha scritto:
Che tempi dovrei mettere per fare buoni primi piani ?

Corso fotografico in due parole. :p

Più che i tempi qui il problema è la profondità di campo, ovvero, facendo la messa a fuoco di un particolare di un oggetto, quanto rimane a fuoco dell'oggetto stesso; nella foto del cavolo (inteso come ortaggio) bisognava fare in modo di avere a fuoco il più possibile dello stesso, dalla parte più vicina a quella più lontana dall'obbiettivo.

Un caso tipico è la foto di una persona in primo piano con un paesaggio in lontananza.

Questo si ottiene regolando il diaframma: più lo si chiude e più aumenta la profondità di campo; purtroppo la chiusura del diaframma fa diminuire la luce che giunge alla pellicola/sensore, per cui bisogna aumentare proporzionalmente il tempo di esposizione.

Per poter usare tempi lunghi senza problemi di mosso bisogna ricorrere ad un cavalletto, oppure utilizzare una pellicola con sensibilità più alta, che permette, a parità di luce, di impostare diaframmi più chiusi mantenendo un tempo di esposizione non troppo lungo.

La foto con diaframma aperto invece è molto indicata per ritratti di persone, per avere a fuoco solo il viso sfocando in macchie confuse tutto lo sfondo.

Tanto per complicare un po' le cose: anche la lunghezza focale dell'obbiettivo influenza la profondita di campo: più aumenta la focale è più diminuisce la profondità di campo ottenibile.

Sembra complicato, ma non lo è, però andrebbe spiegato con più parole.

Ciao
 
Allora non sono malato!

Mia mamma li compra regolarmente e io tutte le volte le rompo le palle su come è matematica questa verdura, su come possa essere descritta semplicemente la sua geometria, sull'invarianza di scala...e lei mi guarda con tanta pena!:rolleyes:

Almeno non sono il solo!:)
 
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