Senza la benzina di alta qualità, rappresentata oggi dai supporti fisici Blu Ray, il mercato dell’.H.T, così come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi è destinato lentamente a sparire. l’H.T si sviluppò intorno alla metà degli anni ‘80 quando le videocassette VHS furono disponibili per la vendita diretta. Nacque l’Home Video e, per la prima volta, i films poterono essere acquistati e collezionati. A dire la verità non fu la sua pessima qualità video della VHS a solleticare gli interessi degli appassionati ma l’audio in standard VHS Hi Fi Dolby Surround che , per la prima volta, consentì di replicare tra le mura domestiche l’ audio DOLBY Stereo matriciale dei Cinema . Grazie all’audio di qualità nacque l’Home Theater e , grazie ad esso, cominciarono a diffondersi una serie di prodotti dedicati (Amplificatori audio/Video, pre decoder DOLBY Surround pro logic, diffusori dedicati , amplificatori) che diedero un primo deciso impulso allo sviluppo del mercato. Il LaserDisc anticipò un’altra rivoluzione: l’audio digitale in DOLBY DIGITAL e DTS sui dischi in formato ntsc. Nella seconda metà degli anni ‘90 il testimone passò al DVD che ereditò le caratteristiche più importanti del Laserdisc, l’ audio digitale e i contenuti extra migliorando sensibilmente anche la qualità del video utilizzando la codifica Digitale. La premessa era necessaria per sottolineare che la benzina, rappresentata dai vari supporti che si succedettero in quegli anni, fu disponibile con qualità sempre crescente. il Laserdisc era migliore della VHS; il DVD migliore del LaserDisc. Un crescendo di qualità audio e video che giustificava gli upgrade degli impianti con l’acquisto di un nuovo player o di un nuovo amplificatore aggiornato alle nuove codifiche e ai nuovi formati .Ci si divertiva e si sosteneva il mercato con soddisfazione reciproca di tutti i players del settore . Con il nuovo millennio arrivò la tanto attesa “Alta Definizione” addirittura con due formati concorrenti : l’HD DVD e il Blu ray Disc . Si impose definitivamente il formato della SONY e, di lì a poco, sarebbero iniziati i guai. Le Majors “inspiegabilmente” (eccetto Sony) decisero di non aggiornare più l’audio delle tracce localizzate ai nuovi standard Lossless “HD” e, ancora oggi , salvo le eccezioni a noi note , l’audio italiano disponibile sui dischi BD è rimasto sostanzialmente quello di 20 anni fa. Uno stallo tecnologico che, a mio parere, ha prodotto i primi effetti negativi. Fatta salva la traccia inglese, la benzina fù, depotenziata del 50%. Non ho più aggiornato l’impianto. Avrei potuto cambiare il pre , acquistare 4 diffusori e un nuovo finale per ascoltare le nuove codifiche. Avrei speso dei soldi ma non l’ho fatto per colpa dell’assenza della “ benzina Atmos italiana “. Il concetto iniziale fu ribaltato. Tutto fu spostato sul video . Con il BD è finalmente uguale per tutti e, soprattutto, più economico da gestire. Può essere condiviso evitando le complicazioni tecniche e divisive che avevano gli standard analogici ntsc e PAL. L’audio localizzato di qualità rappresenta invece una complicazione; diventa costoso perchè deve essere preparato per ciascun mercato e, come abbiamo potuto vedere nel corso degli anni, concesso solo a precise condizioni. L’altro elemento è stato l’ effetto della crisi economica internazionale scoppiata nel 2008 che ha lasciato segni profondi presenti ancora oggi. Il formato BD ne fu pesantemente travolto dopo un paio di anni dall’introduzione nonostante il debutto fosse stato sostanzialmente positivo. Infine, la novità dei servizi streaming che affronterò più avanti . Sia ben chiaro, la crisi del settore è generale, globalizzata ed è iniziata diversi anni fa. Basta aver visto le tendenze e le tipologie di prodotti che sono state presentati al CES appena concluso per rendersi conto che di nuovi prodotti H.T. non c’è stata traccia . Solo TV, PC, telefonia , Gaming . L’aspetto più preoccupante è rappresentato dalle condizioni del nostro mercato che sta molto peggio di altri. I segnali di una crisi ormai profonda sono sotto gli occhi di tutti.
I dischi (ma anche l’ Hardware per l’H.T.) stanno scomparendo dai negozi fisici e grandi punti vendita perché le vendite stanno diminuendo. Nel momento in cui un prodotto perde la visibilità , viene dimenticato. E’ solo questione di tempo ; il disco sarà destinato a morire o a ridimensionarsi pesantemente . Probabilmente rimarrà l’acquisto online.
Non si fa più divulgazione e informazione tecnica di qualità da molti , troppi anni . Preziose furono le pagine delle riviste cartacee che tanto hanno contribuito alla formazione e alla crescita degli appassionati della mia generazione.
In questi ultimi due decenni si è speso pochissimo per promuovere e far conoscere i dischi. Nulla per quello 4K. La stragrande maggioranza delle persone ha in casa almeno un televisore full HD eppure continua a comprare DVD in percentuale più che doppia rispetto ai formati BD messi insieme. Questo nonostante la differenza di prezzo tra un dvd e BD è di pochi euro. Se poi si ha la pazienza di aspettare i dischi (anche quelli 4K) ormai te li tirano dietro. Questo comportamento è indicativo del fatto che oggi, alla stragrande maggioranza delle persone la migliore qualità non interessa minimamente. Basta che il film si vede e basta che si sente. Eppure, una migliore qualità video potrebbero apprezzarla semplicemente, evitando di compare il DVD e acquistando il disco Blu Ray con relativo lettore. Il televisore “giusto” è già presente in casa.
A differenza di altri Paesi, fatta eccezione per AFDigitale, nessuno recensisce più i dischi.
I forum italiani. Mi correggo, Il nostro forum - visto che è l’unico rimasto - ha perso lo smalto di un tempo. Ne sono dispiaciuto e mi domando se vale ancora la pena discutere del nostro hobby e scrivere le recensioni sulle nuove uscite se poi nessuno le legge e /o interviene. C’è ancora interesse? Ci siamo?
Lo streaming. Tengo a precisare che non mi ritengo un talebano contrario all’innovazione se questa porta con se benefici e miglioramenti. Anzi, lo ripeto, l’ho sempre sostenuta con acquisti finalizzati al miglioraramento. I punti a favore dello streaming : è comodo, economico, offre l’accesso ad un numero di titoli notevole ed ha una qualità più o meno sufficiente , sapientemente dosata per accontentare le aspettative della stragrande maggioranza delle persone. Sulla carta ha tutto per convincere: l’HD, il 4K, l’HDR, il DOLBY ATMOS e addirittura il DOLBY VISION a volte assente sul BD. Sappiamo però che non bastano i loghi HD , 4K o quello Atmos per garantire un’ ottima immagine e un grande suono perchè di mezzo c’è la compressione che condiziona più o meno pesantemente il risultato finale . Giacché la “qualità” audio e video è l’elemento che più mi sta a cuore , quello che qualifica la visione di un film facendo accendere le emozioni , non posso e non riesco a rinunciarci. Lo streaming è un servizio, una valida alternativa al noleggio, un ‘opportunità per scoprire nuove opere che non avrebbero altrimenti visibilità ma , purtroppo, la sua attuale qualità riduce il piacere della visione e mi toglie il privilegio di possedere la preziosa copia fisica del film al TOP, questa si, della qualità. L’auspicio è che in futuro i servizi potranno migliorare . Il video, aumentando il bitrate o utilizzando codec più efficienti , ma non penso che a medio termine raggiungeranno la qualità del disco. Vedo meno possibilità per l’audio , ovvero la disponibilità di tracce Lossless; fosse solo quella Inglese. Credo che non ve ne sia la necessità perchè la stragrande maggioranza degli abbonati non la cerca , non sa neppure che esiste e non saprebbe cosa farne se la fruizione si finalizza attorno ad una TV e, se va bene, ad una soundbar. Recentemente ho ascoltato da streaming alcune tracce ATMOS codificate in DOLBY DIGITAL plus@ 768 Kbsec riprodotte con un ottimo impianto H.T. La delusione è stata totale e ha messo bene in evidenza come senza il giusto software l’hardware di qualità non è più in grado di sfruttare al meglio tutte le sue potenzialità rendendone perfino inutile l’acquisto. Si auspicava a servizi di streaming in qualità Blu Ray e 4K blu ray dedicati agli appassionati più esigenti. Magari. Ricordo che l’esperimento di Kaleidescape è naufragato nel 2016 con la chiusura dell’attività per via dei costi relativi ai diritti troppo onerosi richiesti dalle Majors all’azienda e, conseguentemente , girati agli abbonati. Prezzi altissimi per i server/player proprietari e per gli abbonamenti. Non credo esista la possibilità di avere, direttamente da parte delle Majors, un servizio High Quality ad un prezzo più alto ma accessibile. Mi domando invece se lo streaming rappresenta una ulteriore semplificazione per le Majors e chi ne trarrà i maggiori benefici.