Gian Luca Di Felice ha detto:
Non sono un addetto ai lavori in senso stretto (anche se mi sto molto documentando a riguardo nell'ultimo periodo), quindi se qualcuno di voi più esperto di me ritiene che possa aver scritto qualche inesattezza lo prego di correggermi in modo da favorire tutti i nostri lettori!
Nel complesso è esatto... lavorando nell'esercizio e non nella produzione, posso solo riferirti quanto mi è stato spiegato da varie fonti.
Come scrivi, ormai la quasi totalità dei titoli distribuiti passa da un
Digital Intermediate: ovvero, tutto il girato viene scannerizzato in alta risoluzione (4K e dintorni) ed editato, fino a generare un file sorgente che viene sottoposto al color grading.
Quel file, il
DI, prende poi due strade: può rimanere nel regno digitale, e venire diversamente compresso per generare i
DCP (le copie D-Cinema, in JPEG2000 a circa 250Mbit/s) e tutti i vari formati video, oppure può essere inviato ad un
film recorder per la stampa di un primo internegativo in pellicola, che comunque resta di qualità più che adeguata.
I problemi che anche voi vedete oggi nelle sale partono da qui. Non tanto dal DI di partenza, quanto dai processi di
stampa seriale delle copie. Per risparmiare tempo e denaro, la riproduzione avviene in maniera sempre meno accurata, e forse anche le pellicole stesse non sono all'altezza...
Il risultato - sotto gli occhi di chi è nelle cabine e pure degli spettatori - è che le 2500 linee sbandierate sono
pura utopia (uno studio francese sulle copie effettivamente in distribuzione ne ha misurate circa 700
nella migliore delle ipotesi), e che anche il contrasto ottenibile da una macchina DLP Cinema è, tranne rari casi, superiore. Su quest'ultimo punto, poi, sarei curioso di sentire il parere di Christopher Nolan [edit: sembra che in USA, alla fine, il film sia uscito in D-Cinema. Sorry Chris, ma la domanda a questo punto, passa a WB Italia. Se quella della "scelta autorale" era una balla, perchè far uscire in 35mm il film più importante della stagione?] ... il suo film (peraltro: incredibile, attenti alle matite

) l'ho visto qualche ora fa, e sarebbe stato meglio chiamarlo
"Il Cavaliere Sbiadito".
Neanche l'ombra di un paragone con il trailer in D-Cinema, e da quanto ho letto mi pare che la situazione sia la stessa un pò ovunque.
Il Digitale può (leggi:
deve) contribuire a cambiare tutto questo, senza parlare del 3D stereoscopico e delle possibilità di presentare contenuti alternativi... altrimenti, nel giro di qualche anno, con la diffusione di massa dei vari Kuro, HD100 e compagnia, questo enorme giocattolone che è il Cinema rischia di rompersi e rimanere confinato alle mura domestiche.
Dobbiamo migliorare, e dobbiamo farlo tutti.
E il rollout su larga scala è
solo una questione economica: i costi degli impianti sono ancora alti e la durata presunta minore rispetto al 35mm, e negli altri mercati le case di distribuzione hanno deciso di collaborare con noi esercenti contribuendo in gran parte alla conversione delle sale, utilizzando allo scopo gli
enormi risparmi sulla stampa e sul trasporto delle copie 35mm (per intenderci: una copia in 35mm costa 2000$, e poi va al macero. Un DCP ha il costo di un disco USB da 500GB, e si riutilizza). In pratica, l'unico soggetto che oggi
guadagna dalla diffusione del D-Cinema ha deciso di investire per 4 o 5 anni risorse che, in seguito, permetteranno di eliminare completamente la filiera della distribuzione in pellicola.
In Europa (e più nello specifico in Italia) qualcosa in questo senso si sta muovendo, ed è possibile che il 2009 sia l'anno decisivo... vedremo.