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La (pessima) qualità del Vinile Italiano. :-(

antani ha detto:
Ma siete sicuri che esistano ancora dei master realmente analogici? Io non credo. Tutte le incisioni vecchie e nuove ormai sono memorizzate su supporti digitali

Sì, ce ne sono ancora. Ultimamente poi c'è una certa "riscoperta" dei master in formato analogico, tant'è che alcuni studi permettono di usare apparecchiature analogiche in tutto il processo.

Attenzione comunque ad una cosa: io non sono contrario a priori a vinili provenienti da master digitali, purchè questi ultimi siano fatti avendo in testa il supporto finale sul quale andranno a finire. In altre parole, dipende sempre dal "manico". :)
 
dintro ha detto:
Credimi, la maggior parte dei vinili stampati attualmente proviene da master che hanno avuto almeno un passaggio nel mondo degli 0 e 1, e a quel punto viene meno la loro ragion d'essere, perlomeno dal punto di vista della qualità d'ascolto.

Non è sempre così: se parliamo di album commerciali ti posso anche dare (parzialmente) ragione, ma le case specializzate che stampano su vinili speciali quando dichiarano che il master ha avuto solo passaggi analogici non hanno motivo di dichiarare il falso.

Considera comunque che anche alcuni artisti italiani (ma anche stranieri) sono tornati ad usare apparecchiature analogiche per i loro ultimi lavori. Ad esempio, l'ultimo lavoro di Gianni Togni.
 
Ultima modifica:
dintro ha detto:
Si, ha senso.

Perchè il digitale è attualmente la migliore tecnologia per conservare e distribuire a basso costo e ottima fedeltà qualunque informazione, anche se di origine analogica.

Su questo non ci sono dubbi. Ma rimane il fatto che i primi CD degli anni '80 (e non solo), facevano letteralmente pietà se confrontati con il corrispondente vinile.

Alla fine, non conta il supporto finale ma tutte le fasi precedenti: se queste saranno state fatte in maniera corretta, il risultato su CD o vinile sarà sempre e comunque elevato.

E ora, non sarebbe il caso di rientrare in topic? ( :ot: ) ;)
 
Marlenio ha detto:
Purtroppo, il vinile italiano è forse il peggiore in assoluto, e negli ultimi anni è ulteriormente peggiorato come qualità.

Anch'io non ascolto piu' vinile da meta' anni '80 ma sono d'accordissimo con te: il piu' delel volte le copie italiane di un vinile straniero erano nettamente inferiore. Al punto che, pur spendendo di piu', si prendevano i cosiddetti "dischi d'importazione", nettamente migliori.

Un esempio: Quadrophenia degli Who. Avevo l'LP originale della Track Records acquistato a Liverpool nel lontano 1977 e suonava benissimo. La copia Polydor Italia di un mio compagno di classe (che avrebbe dovuto essere "uguale") suonava decisamente peggio. :rolleyes:
 
querelle61 ha detto:
Anch'io non ascolto piu' vinile da meta' anni '80 ma sono d'accordissimo con te: il piu' delel volte le copie italiane di un vinile straniero erano nettamente inferiore. Al punto che, pur spendendo di piu', si prendevano i cosiddetti "dischi d'importazione", nettamente migliori.

Esatto, cosa che faccio ancora adesso: se sulla copertina dell'LP vedo la scritta "Stampato in Italia", mi fiondo a prendere lo stesso lavoro su CD.

In questo momento sto ascoltanto un vinile dei Twelfth Night, "Live at the Target", prima stampa del 1981 originale inglese: dopo 27 anni il vinile è ancora perfetto, silenzioso e con le alte frequenze al loro posto. Ho delle stampe italiane dello stesso periodo che potrei usare come sottopiatti, tanto sono ridotte male. :(

Invece, ho preso di recente degli LP degli Anekdoten, un gruppo neo-prog svedese, e sono rimasto stupido dalla qualità del vinile, a livello dei migliori giapponesi.
 
Una mosca bianca tra le registrazioni in vinile è Don Giovanni di Lucio Battisti...una meraviglia di registrazione

Io non ascolto nè tantomento compro più dischi di artisti che non sono in grado di far registrare dignitosamente le loro opere, vinile o cd che sia..
 
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