gianky69
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Dopo aver provato il pre phono Box X5 della Fosi Audio, ho attualmente a disposizione il DAC Fosi Audio ZD3 per testarlo approfonditamente.
L’ho inserito nel mio sistema d’ascolto: Raspberry Pi con Roon come sorgente di musica FLAC, collegato al ZD3 via USB per la massima qualità, e da qui all'amplificatore Octave V40 SE. Per le prove d’ascolto ho utilizzato principalmente dischi di Marillion, Pink Floyd, Tina Turner, Massive Attack, Eric Burdon, ma anche altri generi e artisti, valutandolo in particolare a confronto con l’HiFiBerry DAC+, anch’esso collegato al Raspi.
Setup e installazione
Come detto, l’ho connesso via USB al Raspberry Pi configurato con Moode e Roon Bridge per lo streaming lossless, impostando il bypass del preamp del ZD3 per un'uscita fissa pulita verso l'Octave V40. L'integrazione è stata immediata: telecomando intuitivo, display OLED chiaro per input/volume (anche se un po’ piccolo per essere letto da lontano) e trigger in/out per sincronizzare l'accensione con il resto dell’impianto.
Dalla scheda tecnica e dalle misurazioni che si possono trovare online, il ZD3 è dotato di chip ESS ES9039Q2M, con THD+N dichiarato <0.00008% e SNR ≥126 dB, dati che sulla carta dovrebbero assicurare un’eccellente pulizia, dinamiche naturali e un soundstage stabile.
Alcuni ascolti specifici
Marillion: su "Kayleigh" la voce di Fish e in "Easter" quella di Steve Hogarth, pur così diverse, appaiono precise e articolate; il basso di Pete Trewavas è profondo e ritmico e le chitarre e le tastiere sono sempre ben leggibili, con una notevole musicalità generale.
Pink Floyd: "Shine On You Crazy Diamond" rivela un’ampia spazialità, con synth e chitarre di Gilmour fluidi e un soundstage avvolgente, che si sposa molto bene con il carattere del valvolare V40.
Tina Turner: la sua voce appare potente e strutturata, senza particolari sibilanti, mettendo in luce dettagli e sfumature che mi erano sfuggiti in altri ascolti con DAC meno raffinati.
Massive Attack: le frequenze basse elettroniche di Mezzanine sono ben presenti e non “soffocano” strumenti e voce, che spesso si eleva rispetto al resto del mix, rimanendo pulita e accattivante.
Conclusioni
Nel mio sistema con Raspi + Roon e Octave V40, il ZD3, messo a confronto con l’HiFiBerry DAC+, migliora in modo evidente la scena e il dettaglio, senza affaticare l’ascolto neppure dopo diverse ore.
Purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di utilizzarlo in sistemi audio dal costo più elevato, cosa che farò quanto prima; al momento, però, mi sembra il DAC ideale per chi cerca un’elettronica dal prezzo corretto che permette, volendo, di sperimentare facilmente anche l’upgrade degli op‑amp.
Il risultato complessivo mi ha soddisfatto: lo ZD3 è un DAC compatto e versatile che sorprende per il rapporto qualità‑prezzo, con un suono tendenzialmente neutro e dettagliato che si integra bene in setup audio di buona qualità. Lo consiglierei in particolare a chi utilizza sorgenti digitali pure (meglio se lossless), perché per la cifra richiesta è, a mio avviso, un ottimo affare.
L’ho inserito nel mio sistema d’ascolto: Raspberry Pi con Roon come sorgente di musica FLAC, collegato al ZD3 via USB per la massima qualità, e da qui all'amplificatore Octave V40 SE. Per le prove d’ascolto ho utilizzato principalmente dischi di Marillion, Pink Floyd, Tina Turner, Massive Attack, Eric Burdon, ma anche altri generi e artisti, valutandolo in particolare a confronto con l’HiFiBerry DAC+, anch’esso collegato al Raspi.
Setup e installazione
Come detto, l’ho connesso via USB al Raspberry Pi configurato con Moode e Roon Bridge per lo streaming lossless, impostando il bypass del preamp del ZD3 per un'uscita fissa pulita verso l'Octave V40. L'integrazione è stata immediata: telecomando intuitivo, display OLED chiaro per input/volume (anche se un po’ piccolo per essere letto da lontano) e trigger in/out per sincronizzare l'accensione con il resto dell’impianto.
Dalla scheda tecnica e dalle misurazioni che si possono trovare online, il ZD3 è dotato di chip ESS ES9039Q2M, con THD+N dichiarato <0.00008% e SNR ≥126 dB, dati che sulla carta dovrebbero assicurare un’eccellente pulizia, dinamiche naturali e un soundstage stabile.
Alcuni ascolti specifici
Marillion: su "Kayleigh" la voce di Fish e in "Easter" quella di Steve Hogarth, pur così diverse, appaiono precise e articolate; il basso di Pete Trewavas è profondo e ritmico e le chitarre e le tastiere sono sempre ben leggibili, con una notevole musicalità generale.
Pink Floyd: "Shine On You Crazy Diamond" rivela un’ampia spazialità, con synth e chitarre di Gilmour fluidi e un soundstage avvolgente, che si sposa molto bene con il carattere del valvolare V40.
Tina Turner: la sua voce appare potente e strutturata, senza particolari sibilanti, mettendo in luce dettagli e sfumature che mi erano sfuggiti in altri ascolti con DAC meno raffinati.
Massive Attack: le frequenze basse elettroniche di Mezzanine sono ben presenti e non “soffocano” strumenti e voce, che spesso si eleva rispetto al resto del mix, rimanendo pulita e accattivante.
Conclusioni
Nel mio sistema con Raspi + Roon e Octave V40, il ZD3, messo a confronto con l’HiFiBerry DAC+, migliora in modo evidente la scena e il dettaglio, senza affaticare l’ascolto neppure dopo diverse ore.
Purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di utilizzarlo in sistemi audio dal costo più elevato, cosa che farò quanto prima; al momento, però, mi sembra il DAC ideale per chi cerca un’elettronica dal prezzo corretto che permette, volendo, di sperimentare facilmente anche l’upgrade degli op‑amp.
Il risultato complessivo mi ha soddisfatto: lo ZD3 è un DAC compatto e versatile che sorprende per il rapporto qualità‑prezzo, con un suono tendenzialmente neutro e dettagliato che si integra bene in setup audio di buona qualità. Lo consiglierei in particolare a chi utilizza sorgenti digitali pure (meglio se lossless), perché per la cifra richiesta è, a mio avviso, un ottimo affare.