maurocip
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Ci sono quelle occasioni, nella vita di un individuo, che ti danno l'impressione di essere testimone di qualcosa di epocale.
Credo che la mia occasione sia stata ieri sera in quel di Perugia, in una magica serata di Umbria Jazz.
Già la cosa era iniziata sotto i migliori auspici: dopo aver acquistato il biglietto per il concerto del John Scofield Trio (bella serata anche quella...), mi arriva la notizia dal mio amico perugino di un biglietto omaggio per la serata di Domenica 11 all'arena di S. Giuliana. Incredulo prendo il programma e... proprio loro JARRET, PEACOCK, DEJOHNETTE!!!!!!!!!!
Ieri sera quindi, in congruo anticipo, passato lo spavento del temporale ad ora di pranzo (Jarret è piuttosto "particolare": per contratto non suona se la temperatura è inferiore ai 20°) mi godo il tramonto all'arena ed attendo il momento in cui si accenderà la MUSICA.
Alle 21,15 sale sul palco l'uomo di Umbria Jazz che fa capire come le stranezze di Jarret unite al comportamento del pubblico possano determinare la serata da indimenticabile a fallimentare: per contratto quest'anno l'artista ha fatto inserire la clausola che può interrompere il concerto in qualsiasi momento in caso di uso di flash da parte del pubblico...
Quindi l'annuncio: JARRET, PEACOCK, DEJOHNETTE!!!!!!!!!!
Il concerto inizia subito in maniera entusiasmante, è un Jarret in vena intimista, tutt'uno con il suo piano, lirico e "liquido" nel far fluire le note. Sembra quasi che l'unica possibile forma musicale sia quella che esce dalle sue magiche dita.
L'artista, purtroppo, non interagisce col pubblico, per cui ignoro la composizione della scaletta. Il terzo brano quasi mi commuove, è quanto di più bello mi sia capitato di sentire, sono 10 minuti di musica divina (penso, da ateo quale sono, che se proprio dovessi ricredermi è per i livelli divini che solo la musica in alcuni, rari momenti sembra poter elevare l'uomo verso qualcosa di superiore...), l'applauso finale è liberatorio.
Finisce dopo 50 minuti la prima parte di un concerto che sembra proprio essere quello giusto.
Dopo 20 minuti i tre si ripresentano sul palco, suonano per altri 35 minuti brani stupendi, forse più ritmati di quelli della prima parte ed il concerto si conclude dopo un assolo di Dejohnette. Inchino verso il pubblico, ovazione e se ne vanno.
Sarà la serata Indimenticabile? L'anno scorso non lo fu (Jarret se ne ando' stizzito per i troppi flash), quest'anno lo è: doppio bis (indimenticabile il secondo) in una apoteosi di pubblico che continuerà ad acclamarlo per 15 minuti sperando nel terzo bis.
Gli agettivi sono esauriti, come uomo Jarret è poco disponibile e porbabilemnte piuttosto schizoide, ma dategli un piano ed una magica, tiepida serata di estate, i suoi fidi compagni di 20 anni di musica e se siete fortunati potrete dire come me....
IO C'ERO
Credo che la mia occasione sia stata ieri sera in quel di Perugia, in una magica serata di Umbria Jazz.
Già la cosa era iniziata sotto i migliori auspici: dopo aver acquistato il biglietto per il concerto del John Scofield Trio (bella serata anche quella...), mi arriva la notizia dal mio amico perugino di un biglietto omaggio per la serata di Domenica 11 all'arena di S. Giuliana. Incredulo prendo il programma e... proprio loro JARRET, PEACOCK, DEJOHNETTE!!!!!!!!!!
Ieri sera quindi, in congruo anticipo, passato lo spavento del temporale ad ora di pranzo (Jarret è piuttosto "particolare": per contratto non suona se la temperatura è inferiore ai 20°) mi godo il tramonto all'arena ed attendo il momento in cui si accenderà la MUSICA.
Alle 21,15 sale sul palco l'uomo di Umbria Jazz che fa capire come le stranezze di Jarret unite al comportamento del pubblico possano determinare la serata da indimenticabile a fallimentare: per contratto quest'anno l'artista ha fatto inserire la clausola che può interrompere il concerto in qualsiasi momento in caso di uso di flash da parte del pubblico...
Quindi l'annuncio: JARRET, PEACOCK, DEJOHNETTE!!!!!!!!!!
Il concerto inizia subito in maniera entusiasmante, è un Jarret in vena intimista, tutt'uno con il suo piano, lirico e "liquido" nel far fluire le note. Sembra quasi che l'unica possibile forma musicale sia quella che esce dalle sue magiche dita.
L'artista, purtroppo, non interagisce col pubblico, per cui ignoro la composizione della scaletta. Il terzo brano quasi mi commuove, è quanto di più bello mi sia capitato di sentire, sono 10 minuti di musica divina (penso, da ateo quale sono, che se proprio dovessi ricredermi è per i livelli divini che solo la musica in alcuni, rari momenti sembra poter elevare l'uomo verso qualcosa di superiore...), l'applauso finale è liberatorio.
Finisce dopo 50 minuti la prima parte di un concerto che sembra proprio essere quello giusto.
Dopo 20 minuti i tre si ripresentano sul palco, suonano per altri 35 minuti brani stupendi, forse più ritmati di quelli della prima parte ed il concerto si conclude dopo un assolo di Dejohnette. Inchino verso il pubblico, ovazione e se ne vanno.
Sarà la serata Indimenticabile? L'anno scorso non lo fu (Jarret se ne ando' stizzito per i troppi flash), quest'anno lo è: doppio bis (indimenticabile il secondo) in una apoteosi di pubblico che continuerà ad acclamarlo per 15 minuti sperando nel terzo bis.
Gli agettivi sono esauriti, come uomo Jarret è poco disponibile e porbabilemnte piuttosto schizoide, ma dategli un piano ed una magica, tiepida serata di estate, i suoi fidi compagni di 20 anni di musica e se siete fortunati potrete dire come me....
IO C'ERO