Seppur non sia mai stato dimostrato scientificamente che l'esposizione alle frequenze radio possa avere effetti nocivi sulla salute umana[89], sono nati gruppi e movimenti di protesta contro l'avvento della rete 5G.
La trasmissione di Rai Tre, Report, nella puntata del 26 Novembre 2018, ha messo in evidenza alcuni studi effettuati dall'Istituto Ramazzini di Bologna e, negli Stati Uniti, dal NIEHS nell'ambito del National Toxicology Program. In tale studio, condotto sui ratti, è stato riscontrato un aumento di tipo statistico dell'incidenza di alcune patologie neoplastiche. L'Istituto Ramazzini ha dunque appuntato che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle probabili cancerogeni[90]. Nella trasmissione, invece, vengono invitati i politici a valutare con attenzione l'impatto sulla salute umana delle reti di telefonia a onde millimetriche[91].
Un gruppo di scienziati internazionali ha promosso una campagna per la messa al bando del 5G per gli effetti dannosi che potrebbe causare sull'ambiente e sulla salute umana[92].
Il 5 aprile 2019, il Ministro dell'ambiente della regione di Bruxelles, Céline Fremaul, ha bloccato le sperimentazioni della rete nella regione fino a quando una garanzia tecnica non assicurerà che le antenne 5G non superano gli standard sulle emissioni di frequenze radio[93]