gianmoschi
New member
Salve a tutti.
Dopo qualche anno di evoluzione ho deciso di proporvi un resoconto dello stato attuale del mio ambiente living attrezzato per l'uso audio-video.
I motivi sono due: il primo è che desideravo rendere omaggio al forum, ed in particolare agli utenti anziani (inutile fare i nomi, sappiamo tutti chi sono), dai quali ho tratto non solo l'ispirazione ma anche tutte le conoscenze necessarie alla realizzazione di un impianto che, per quanto semplice, mi regala grandi soddisfazioni.
Il secondo motivo è che per preparare questo report sono stato finalmente costretto a chiudere il cantiere
Questo mi permetterà di valutare il lavoro svolto e pianificare i prossimi step in maniera più razionale, facendo tesoro dei vostri suggerimenti (e delle vostre critiche) che spero davvero vorrete darmi, intervenendo in questa discussione:
http://www.avmagazine.it/forum/showthread.php?p=1736269
Un'ultima considerazione prima di cominciare; in un mondo perfetto le sole variabili determinanti per la realizzazione di un impianto sarebbero quelle tecniche tipo il gain del telo di proiezione o i coefficienti di rifrazione acustica. Nel mondo reale, e nel mio in particolare, i fattori chiave con cui fare i conti sono due: il WAF ed il BUDGET. Potete immaginare combinazione peggiore?
Comunque basta chiacchiere, iniziamo!


Le misure dell'ambiente sono 5 x 4 x 2,5mt.
Si tratta di una stanza al piano terra di un rustico ristrutturato con mura in pietra di oltre 40cm di spessore. Il soffitto è rivestito di pannelli in legno spessi 3cm.
Tra l'attuale parquet ed il precedente pavimento sono stati inseriti uno strato di materiale isolante ed uno insonorizzante.
Fortunatamente, come potete vedere dalle foto, la sala è attraversata per tutta la sua lunghezza da una trave al di sopra della quale è stato possibile nascondere la maggior parte dei cavi di segnale diretti alle casse surround ed al proiettore; fare delle tracce aggiuntive nei muri in pietra sarebbe stata una vera impresa!

Il principio ispiratore del progetto, che ha dettato il layout dell'intero impianto (per non dire dell'intero arredamento), è stato ottenere la massima area di proiezione possibile, l'effetto "immersione" tipico del cinema.
Sin dagli inizi (circa quattro anni fa) mi sono concentrato su diagonali intorno ai 100 pollici, disposto ai compromessi sulla qualità complessiva dell'immagine che l'uso dei proiettori DLP con matrice da 480 punti di allora comportava.
Il punto di arrivo è stato uno schermo motorizzato Visivo da 106" (235x132cm) nel classico formato 16:9 posto ad una distanza di visione di 4,3mt
Il cassonetto dello schermo è stato inserito all'interno di un piano in cartongesso da me realizzato.
Lo stesso piano funge da sostegno per una coppia di casse da scaffale ESB CDX-L3 e alloggia i tre faretti alogeni (dimmerati con telecomando IR) che forniscono l'illuminazione ambientale durante l'impiego dell'impianto AV.

segue...
Dopo qualche anno di evoluzione ho deciso di proporvi un resoconto dello stato attuale del mio ambiente living attrezzato per l'uso audio-video.
I motivi sono due: il primo è che desideravo rendere omaggio al forum, ed in particolare agli utenti anziani (inutile fare i nomi, sappiamo tutti chi sono), dai quali ho tratto non solo l'ispirazione ma anche tutte le conoscenze necessarie alla realizzazione di un impianto che, per quanto semplice, mi regala grandi soddisfazioni.
Il secondo motivo è che per preparare questo report sono stato finalmente costretto a chiudere il cantiere
Questo mi permetterà di valutare il lavoro svolto e pianificare i prossimi step in maniera più razionale, facendo tesoro dei vostri suggerimenti (e delle vostre critiche) che spero davvero vorrete darmi, intervenendo in questa discussione:
http://www.avmagazine.it/forum/showthread.php?p=1736269
Un'ultima considerazione prima di cominciare; in un mondo perfetto le sole variabili determinanti per la realizzazione di un impianto sarebbero quelle tecniche tipo il gain del telo di proiezione o i coefficienti di rifrazione acustica. Nel mondo reale, e nel mio in particolare, i fattori chiave con cui fare i conti sono due: il WAF ed il BUDGET. Potete immaginare combinazione peggiore?
Comunque basta chiacchiere, iniziamo!


Le misure dell'ambiente sono 5 x 4 x 2,5mt.
Si tratta di una stanza al piano terra di un rustico ristrutturato con mura in pietra di oltre 40cm di spessore. Il soffitto è rivestito di pannelli in legno spessi 3cm.
Tra l'attuale parquet ed il precedente pavimento sono stati inseriti uno strato di materiale isolante ed uno insonorizzante.
Fortunatamente, come potete vedere dalle foto, la sala è attraversata per tutta la sua lunghezza da una trave al di sopra della quale è stato possibile nascondere la maggior parte dei cavi di segnale diretti alle casse surround ed al proiettore; fare delle tracce aggiuntive nei muri in pietra sarebbe stata una vera impresa!

Il principio ispiratore del progetto, che ha dettato il layout dell'intero impianto (per non dire dell'intero arredamento), è stato ottenere la massima area di proiezione possibile, l'effetto "immersione" tipico del cinema.
Sin dagli inizi (circa quattro anni fa) mi sono concentrato su diagonali intorno ai 100 pollici, disposto ai compromessi sulla qualità complessiva dell'immagine che l'uso dei proiettori DLP con matrice da 480 punti di allora comportava.
Il punto di arrivo è stato uno schermo motorizzato Visivo da 106" (235x132cm) nel classico formato 16:9 posto ad una distanza di visione di 4,3mt
Il cassonetto dello schermo è stato inserito all'interno di un piano in cartongesso da me realizzato.
Lo stesso piano funge da sostegno per una coppia di casse da scaffale ESB CDX-L3 e alloggia i tre faretti alogeni (dimmerati con telecomando IR) che forniscono l'illuminazione ambientale durante l'impiego dell'impianto AV.

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