Tacco
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Questo, come altri concetti espressi nei post precedenti, sinceramente non ha alcun fondamento economico. Io non so quale sia la situazione reale in questo caso specifico, ho espresso solo il mio pensiero personale, e probabilmente avrete ragione voi alla fine. Però ti assicuro che sulla base delle leggi economiche e di mercato, le cose non stanno affatto così. Uno stesso bene non ha costi di produzione (così come quelli di ricerca e sviluppo) oggettivi, ossia assoluti (non comprimibili) per tutti gli attori sulla scena, almeno entro un certo livello. I fattori in gioco sono molteplici: il luogo in cui avviene la produzione con le relative condizioni salariali/sindacali, lo spreco di risorse, l'incapacità di prevedere l'andamento del mercato di quel prodotto finale negli anni a venire, un posizionamento del prezzo finale errato, la durata eccessivamente lunga di un processo di sviluppo di nuove tecnologie che porta a costi eccessivi sulla base delle previsioni di vendita... e potrei continuare a lungo. Per cui, il concetto "se Pioneer non ci è riuscita, non ci riuscirà nessuno" è assolutamente fallace. Il mondo è pieno di esempi di "incredibili innovatori" che hanno fallito sul mercato, spianando la strada a coloro che sono venuti dopo, rilevando quell'eredità tecnologica con il vantaggio di non dover sostenere i costi che quella ha comportato fino a quel momento. A meno che non si voglia pensare che aziende come Panasonic non siano in grado di proseguire su quel sentiero ormai tracciato. E non è certo così. Perché non l'hanno fatto fino ad ora? Forse sarebbe lecito pensare che, forse, percorrere quella strada, con quei costi, e con questa situazione del mercato (prezzo di vendita dei display al plasma in forte calo da ormai due anni, anche a causa dell'impennata delle vendite dei display lcd, con prezzi relativi di vendita analogamente in discesa), non sarebbe stato redditizio. E l'esempio di Pioneer ne è la controprova. Tra l'altro, la scelta fatta da Pioneer solo un anno fa di collocarsi definitivamente sul segmento alto del mercato A/V si è dimostrata, alla prova dei fatti, completamente errata, tanto è vero che in rapida successione Pioneer ora ha stretto accordi con Panasonic per i dispaly al plasma, con Sony nel settore dvd (e attuali BR) e con Sharp per quello Blu Ray a venire.Onslaught ha detto:al che si ritorna ai motivi per cui pioneer ha smesso di produrre pannelli: se non è redditizio per pioneer,temo non lo sia per nessuno
Tra l'altro... per concludere, tra i prezzi attuali dei plasma Pioneer e i prezzi popolari di cui parlavi, ci sono moltissime sfumature, che sono proprio quelle che IMHO risulteranno vincenti sul mercato (a prezzi troppo alti si rischia il fallimento, a prezzi troppo bassi - fornendo la stessa qualità - idem.). La scelta dell'esatta collocazione di un bene sul mercato è, forse, la scelta strategica più importante per l'affermazione commerciale di quel bene. E mi pare che Pioneer l'abbia in questo caso totalmente sbagliata (un esempio opposto è stata la PS3 di Sony, che per lungo tempo è stata venduta in perdita proprio perché il prezzo reale non ne avrebbe permesso l'affermazione. Sony, evidentemente, aveva fatto bene i suoi conti, ed è riuscita a sostenere economicamente una scelta del genere per il tempo necessario all'affermazione del prodotto. Pioneer, probabilmente, non era in grado di comportarsi nella stessa maniera per i propri plasma, ma la decisione di venderli a quel prezzo è stata comunque perdente). Ciao.
Ettore