Lino Mazzocco
Operatore
Oggi chiunque difenda una propria tesi con anino acceso e
poco disponibile a concessioni puo' essere tacciato di "integralismo"
e da li' all'attribuzione del termine "talebano" il passo puo' essere breve.
Alla presentazione della nuova show-room dell'amico Andreoli mi sono
imbattuto, mio malgrado, in una discussione a dir poco vivace con
Gian Piero Matarazzo, aizzati da quella peste del nostro Nicola D'Agostino.
Come voi tutti sapete GPM e' noto progettista, studioso e teorico di
sistemi di diffusori nonche' apprezzato redattore di Audio Review.
Mi sono ritrovato, contrariamente ad ogni previsione a difendere la categoria
degli "ascoltoni" e non poteva essere diversamente visto che mi trovavo
al cospetto di GPM, e anch'egli, a sostenere oltremodo quella dei "misuroni".
Su questo forum mi sono sempre tenuto abbastanza distante da questo genere
di discussioni anche perche' di solito non portano da nessuna parte.
Quello che io cercavo di far capire, considerato che non sono ne' un progettista
di diffusori, ne' un costruttore, ne' un venditore, ne' un divulgatore (riviste),
durante il processo di valutazione di un sistema di altoparlanti c'e' un
momento in cui abbandono il lato tecnico e considero solo in funzione dell'ascolto
vero e proprio, libero da altri condizionamenti.
Su questo punto io sono stato fortemente attaccato e accusato di essere privo
dei fondamenti elementari di conoscenza sull'argomento e quindi non in grado
di poter dare una corretta valutazione.
A questo punto vorrei fare un esempio. La mia azienda progetta, produce,
realizza le attrezzatura e vende componenti per sistemi di serramenti di qualita'.
In vent'anni che io seguo da vicino questi processi non c'e' stata mai una volta
che un dato pezzo in plastica, anche semplice, fosse uscito corretto gia' alla
prima stampata. Nonostante i progettisti tengano sempre conto dei ritiri
percentuale del materiale plastico utilizzato, della temperatura dello stampo,
del tempo di estrazione, ecc. ecc. ecc., bisogna sempre poi intervenire
per esperienza, praticita' e buon senso.
Al tempo stesso, se un cliente mi contesta un componente per un qualche motivo,
certamente non posso dirgli "tu stai zitto, siccome non conosci il livello di
deformazione del teflon da 1 mm di spessore in uno stampo a 60° non hai
i requisiti minimi per capire se il pezzo sia giusto o no".
E' tacito che a quel punto il cliente e' leggittimato a tirarmelo in testa.
Lui vuole che quell'articolo faccia il lavoro previsto nel modo corretto
e dello spessore e dei gradi non gliene puo' fregare di meno,
anzi mi prende per scemo. Lui ha un livello di conoscenza tecnica adeguata
al suo ruolo e cosi' io al mio. Non fa un "eccesso di intelligenza" andandosi
a preoccupare di cose di cui si devono preoccupare altri.
Nel giudicare un diffusore io sono come il mio cliente, ossia faccio il cliente in quel
momento. Adesso, visto che esami di Fisica Tecnica, Impianti, Acustica,
Scienze delle Costruzioni li ho anche dati all'universita' non mi costerebbe nulla
sorbirmi un altro tomo da 1000 pagine che tratti l'argomento, ma per me avrebbe solo
un valore nozionistico e di curiosita', perche'al momento dell'acquisto io deciderei
sempre in funzione delle mie esigenze, delle mie esperienze di ascolto,
conoscenza musicale e perche' no, anche stato d'animo.
Tutta questa pappardella per dire che un "ascoltone" puo' essere facilemnte definito
"talebano", ma anche un "misurone" puo' essere facilmente definito tale,
cioe' "talebano" quando pecca dello stesso "integralismo".
Alla fine GPM ha ammesso che anche a lui capita di fare delle sistemazioni finali
ad orecchio sui propri sistemi e questo e' servito almeno a far temporaneamente
rappacificare gli animi ... ma potrebbe esserci un seguito.
In conclusione, io sono un empirico con contorno tecnico (giusto un assaggio),
GPM e' un tecnico con contorno empirico (giusto un assaggio)!
...
In un'altra occasione vi raccontero' cosa questi signori pensano dei forum come
questo e della gente che li frequenta, e qui sara' meglio stendere un velo pietoso
sui limiti da loro mostrati.
poco disponibile a concessioni puo' essere tacciato di "integralismo"
e da li' all'attribuzione del termine "talebano" il passo puo' essere breve.
Alla presentazione della nuova show-room dell'amico Andreoli mi sono
imbattuto, mio malgrado, in una discussione a dir poco vivace con
Gian Piero Matarazzo, aizzati da quella peste del nostro Nicola D'Agostino.
Come voi tutti sapete GPM e' noto progettista, studioso e teorico di
sistemi di diffusori nonche' apprezzato redattore di Audio Review.
Mi sono ritrovato, contrariamente ad ogni previsione a difendere la categoria
degli "ascoltoni" e non poteva essere diversamente visto che mi trovavo
al cospetto di GPM, e anch'egli, a sostenere oltremodo quella dei "misuroni".
Su questo forum mi sono sempre tenuto abbastanza distante da questo genere
di discussioni anche perche' di solito non portano da nessuna parte.
Quello che io cercavo di far capire, considerato che non sono ne' un progettista
di diffusori, ne' un costruttore, ne' un venditore, ne' un divulgatore (riviste),
durante il processo di valutazione di un sistema di altoparlanti c'e' un
momento in cui abbandono il lato tecnico e considero solo in funzione dell'ascolto
vero e proprio, libero da altri condizionamenti.
Su questo punto io sono stato fortemente attaccato e accusato di essere privo
dei fondamenti elementari di conoscenza sull'argomento e quindi non in grado
di poter dare una corretta valutazione.
A questo punto vorrei fare un esempio. La mia azienda progetta, produce,
realizza le attrezzatura e vende componenti per sistemi di serramenti di qualita'.
In vent'anni che io seguo da vicino questi processi non c'e' stata mai una volta
che un dato pezzo in plastica, anche semplice, fosse uscito corretto gia' alla
prima stampata. Nonostante i progettisti tengano sempre conto dei ritiri
percentuale del materiale plastico utilizzato, della temperatura dello stampo,
del tempo di estrazione, ecc. ecc. ecc., bisogna sempre poi intervenire
per esperienza, praticita' e buon senso.
Al tempo stesso, se un cliente mi contesta un componente per un qualche motivo,
certamente non posso dirgli "tu stai zitto, siccome non conosci il livello di
deformazione del teflon da 1 mm di spessore in uno stampo a 60° non hai
i requisiti minimi per capire se il pezzo sia giusto o no".
E' tacito che a quel punto il cliente e' leggittimato a tirarmelo in testa.
Lui vuole che quell'articolo faccia il lavoro previsto nel modo corretto
e dello spessore e dei gradi non gliene puo' fregare di meno,
anzi mi prende per scemo. Lui ha un livello di conoscenza tecnica adeguata
al suo ruolo e cosi' io al mio. Non fa un "eccesso di intelligenza" andandosi
a preoccupare di cose di cui si devono preoccupare altri.
Nel giudicare un diffusore io sono come il mio cliente, ossia faccio il cliente in quel
momento. Adesso, visto che esami di Fisica Tecnica, Impianti, Acustica,
Scienze delle Costruzioni li ho anche dati all'universita' non mi costerebbe nulla
sorbirmi un altro tomo da 1000 pagine che tratti l'argomento, ma per me avrebbe solo
un valore nozionistico e di curiosita', perche'al momento dell'acquisto io deciderei
sempre in funzione delle mie esigenze, delle mie esperienze di ascolto,
conoscenza musicale e perche' no, anche stato d'animo.
Tutta questa pappardella per dire che un "ascoltone" puo' essere facilemnte definito
"talebano", ma anche un "misurone" puo' essere facilmente definito tale,
cioe' "talebano" quando pecca dello stesso "integralismo".
Alla fine GPM ha ammesso che anche a lui capita di fare delle sistemazioni finali
ad orecchio sui propri sistemi e questo e' servito almeno a far temporaneamente
rappacificare gli animi ... ma potrebbe esserci un seguito.
In conclusione, io sono un empirico con contorno tecnico (giusto un assaggio),
GPM e' un tecnico con contorno empirico (giusto un assaggio)!
...
In un'altra occasione vi raccontero' cosa questi signori pensano dei forum come
questo e della gente che li frequenta, e qui sara' meglio stendere un velo pietoso
sui limiti da loro mostrati.