Ho fatto il Flambe' (Fiammate elettriche)

continua

Il modulo va' a 120V. Poco male mi sono detto tiro fuori il vecchio trasformatore che mi ero fatto fare per il mio vecchio tritubo VPH 1270 e lo faccio andare.

Il trasformatore l'ho collegato come da immagini sotto:



Qui ho collegato l'output per i 120V. Risultato nessun segno di vita. Neanche il Led si accende.





Controllo con il tester che escano 120v. Faccio per inserire le due sonde nello 0 e nel 120 come da immagine ed il tester mi fa' una fiammata... Il tester era configurato come da immagine sotto:



Dove ho sbagliato?
 
da quello che vedo hai configurato il tester per misurare un amperaggio con fondo scala 2000 uA e tra l'altro in continua e quindi lo hai fritto mettendolo in corto sull'uscita del trasformatore.
Ciao
 
Acc..verissimo. E ora che faccio: mi procuro un'altro trasformatore?

Qualcuno dell'area di Torino che ci capisca qualcosa piu' del sottoscritto che sia disponibile a vedere se da lui funzia?

Vi prego datemi una mano...
 
Portamillo,
a casa ho installato sia una rete a 115 che a 230, dato che ho spesso a che fare con materiale originario USA....Guarda che lo faccio per comprensione dei tuoi vicini e famigliari, prima che tu dia fuoco al palazzo con qualche altro disastroso test, che non per semplice amicizia, visto che ti sei rivolto altrove per l'acquisto di un modulo per sub!:D

Scherzi a parte, dai solo un colpo di telefono per avvisare e passa quando vuoi: gli attacchiamo un woofer e vediamo subito se funge o meno, è roba di 5 minuti.
Ciao,

Andrea
 
hai fuso il tester ma il finale già non si accendeva, non credo che il trasformatore si sia danneggiato

mi sa che ti conviene approfittare di Andrea
 
Fai ovviamente la prova che ti ha proposto Andrea, vista la sua disponibilità.

Comunque (notizia buona), forse il trasformatore 220 --> 120 dovrebbere essere ancora sano, in quanto il tester si è comportato come un "fusibile" ed è saltato immediatamente interrompendo il collegamento.

Se ne hai voglia, nel frattempo, STANDO ATTENTO A QUELLO CHE FAI :D , puoi provare a collegargli una qualsiasi normale lampadina, se si accende, ovviamente meno del normale, il trasformatore è ancora sano.

Rimane il problerma del mancato funzionamento del modulo, ma lì, senza vederlo, non si può dire nulla.

Ciao
 
Luigi Somenzari ha scritto:
Acc..verissimo. E ora che faccio: mi procuro un'altro trasformatore?


Intanto comincia a procurarti un altro Tester.

Ma forse ti va bene se il fusibile interno a fatto il suo dovere, anche se guardando meglio hai commesso purtroppo un doppio errore, settando la rotella del commutatore sulla misura della corrente e ancor più per aver messo lo spinotto rosso sulla presa sopra, che serve a misurare le correnti con portate sotto i 10 ampere e, spero di sbagliarmi, non credo che quell'ingresso sia protetto da un fusibile. Anche se larotella del commutatore non è sulla portata 10 A, quell'ingresso è comunque abilitato (è il modello che ho anch'io).

Per una corretta musura della tensione alternata 110 V devi collegare lo spinotto rosso all'ingresso sotto e girare il commutatore su ACV 200.

Ciao
 
Sob...Sob...sono commosso grazie a tutti per la comprensione e la collaborazione.

Per Andrea: grazie di cuore, accetterò volentieri la tua "ciabella di salvataggio" che mi hai lanciato.
 
Una domanda: ma se uno - per avventura - vuole verificare se su una qualche superficie scorre una corrente elettrica e non ha idea se sia continua o alternata come fa' a testarla senza esplosioni di sorta?
 
Non mi è chiaro il concetto di "superficie" :p .

Comunque la vecchia e sana regola in fatto di misure dice: "utilizzare sempre la portata più alta a disposizione, poi scendere sino ad ottenere un valore leggibile".

Solitamente si ha una idea del valore e del tipo (AC - CC, nel dubbio partire in AC) di tensione che si può trovare in un circuito, o in un punto di esso; negli apparecchi che interessano a noi solitamente non si può avere una tensione più alta di quella massima erogata dall'alimentatore; in alcuni circuiti ed apparecchiature particolari invece sì.

Gli apparecchi a valvole hanno un range ben diverso da quelli a transistors, i circuiti in cui vi sono CRT ancora un altro.

Comunque consolati, quello che è capitato a te capita anche a chi è vecchio del mestiere (a me ancora no - per ora); capita anche di tentare di misurare la resistenza di un circuito sotto tensione, ovvero la stessa disattenzione che hai commesso tu, ma con il tester commutato su Ohm, il risultato è il medesimo.

Ciao
 
Luigi Somenzari ha scritto:
Una domanda: ma se uno - per avventura - vuole verificare se su una qualche superficie scorre una corrente elettrica e non ha idea se sia continua o alternata come fa' a testarla senza esplosioni di sorta?
L'errore che hai fatto tu non è stato di voler misurare una alternata con il tester in continua, ma di voler misurare una Tensione con il tester in Corrente.
Le misure di tensione si fanno tra due punti fra i quali vi è una differenza di potenziale (una tensione appunto), non importase il tester è posizionato in DC od in AC, in ogni caso leggerà il valore per cui è impostato, ovvero se all'uscita del trasformatore leggi una DC ocnil tester leggerari uno zero, mentre se leggi una AC troverai il valore giusto (in questo caso 110/120 Vac); sullo stesso punto possono esserci sia una continua che una alternata e puoi leggerle entrambe con il tester.
Le misure di corrente si fanno con lo strumento in serie al carico di cui si vuole conoscere l'asorbimento, in questo caso hai messo in corto il secondario del trasformatore con il tester. Facilmente la portata di corrente più alta (10 A mi pare) non è protetta da fusibile, dovrebbe esserci scritto sull'apparecchio "unfused" in corrispondenza del morsetto di ingresso.
In questo caso hai sicuramente "fritto" il tester, il trasformatore non ha subito certo alcun danno, tantomeno l'amplificatore, anche se era collegato al trafo durante la misura con il testre lo hai bypassato, quindi no problem.
 
nordata ha scritto:
Non mi è chiaro il concetto di "superficie" :p .

Comunque la vecchia e sana regola in fatto di misure dice: "utilizzare sempre la portata più alta a disposizione, poi scendere sino ad ottenere un valore leggibile".

Solitamente si ha una idea del valore e del tipo (AC - CC, nel dubbio partire in AC) di tensione che si può trovare in un circuito, o in un punto di esso;
Ciao

Mi hai risposto pienamente.

Il problema e' che chi come me avrebbe anche la passione di apprendere rudimenti e metodologie in campo elettrico (ad esempio) si trova con una formazione in tasca (liceo scientifico + laurea in giurisprudenza) totalmente inutile.

Che faccio? Mi iscrivo ai corsi serali di formazione promossi dalla Regione?
 
Purtroppo non c'è più la cara e vecchia Radio Elettra, almeno credo; nel bene e nel male qualcosa si imparava.

Neanche io ho fatto studi tecnici (Scientifico e Fisica) ma le mie conoscenze me le son fatte leggendo le riviste di elettronica del tempo (valide).

Purtroppo ora il panorama delle stesse è abbastanza scarso, impegnate più a pubblicizzare i propri kit che ad insegnare.

Da qualche breve occhiata che ho dato, mi sembra che la rivista edita dalla ditta Futura elettronica (che non ricordo se è Elettronica2000 o Fare Elettronica) mi sembra abbastanza valida, per il settore Hi-Fi sicuramente "Costruire HiFi"; ne esistono anche un paio ma prettamente dedicate ai radioamatori (trasmissione/ricezione radio e simili).

Io sono abbonato da anni a Elektor (edizione inglese), credo la migliore a livello europeo, edita appunto in vari paesi (per un po' anche in Italia).

Con l'imperversare dei PC e il cambio graduale dell'elettronica il numero di riviste dedicate a questo settore si è radicalmente ridotto, o hanno modificato il proprio contenuto.

Fino a pochi anni fa acquistavo regolarmente l'inglese Wireless World (credo la numero 1 al mondo - ora ha cambiato il nome e un po' il contenuto), Electronics Today, altra inglese, ottima, ora si è fusa con un'altra e l'americana RadioElectronics, idem come sopra e, per finire, la francese Haut-Parleur (cambiata un po').

Il bello di vivere in una grande città è che almeno un paio di queste le puoi trovare regolarmente in alcune edicole, tipo La Stampa, (costi a parte), prima si trovavavno tutte (e spendevo una fortuna).

Puoi iniziare con una di quelle italiane, leggi i vari articoli, non ci capirai molto, leggi le spiegazioni, cerca di digerirle e continua così, pian piano qualcosa incominci a mettere insieme.

Ci sono poi articoli divulgativi/costruttivi dedicati ai principianti.

Consiglio personale: evita Nuova Elettronica.

Ciao
 
nordata ha scritto:
Da qualche breve occhiata che ho dato, mi sembra che la rivista edita dalla ditta Futura elettronica (che non ricordo se è Elettronica2000 o Fare Elettronica) mi sembra abbastanza valida, per il settore Hi-Fi sicuramente "Costruire HiFi"; ne esistono anche un paio ma prettamente dedicate ai radioamatori (trasmissione/ricezione radio e simili).

Ciao

Ho provato a comprarle un paio di volte. Mancandomi le basi teoriche non ci capisco nulla...
 
Quando ho iniziato ad appassionarmi di elettronica non avevo la benchè minima cognizione teorica sulla materia, qalche conoscenza ed esperimento fatto con quelle scatole tipo "Il piccolo elettricista" (siete pregati di non ridere).

Ho iniziato a leggere qualche rivista del settore (più o meno in seconda liceo), non ci capivo nulla, ma a forza di leggere la descrizione del funzionamento dei circuiti presentati e di smontare vecchie radio ho cominciato a mettere le prime pietre.

In effetti c'erano più articoli per i principianti, descritti bene, ecc.

Ora, con il digitale e i vari PIC e simili i circuiti sono diventati complessi; dovresti iniziare con articoli di base, che però non sono tantissimi.

Credo esistano dei libri per iniziare, ma non saprei indicarti nulla; dovresti provare in qualche libreria tecnica.

Ciao
 
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