Dario 76 ha scritto:
Io non so se a livello legale ci sia o meno qualche sentenza chiarificatrice,però sarebbe strano che un soggetto non possa rivolgersi a qualsiasi centro di assistenza europea;paradossalmente è come se comprassi una tv in sicilia e poi mi rivolgessi a milano per l' assistenza.
Dario,
ti facco un esempio usando me stesso come riferimento, in modo che non si pensi stia cercando di dare addosso o favorire qualche altra azienda.
Dunque, io son il distributore del marchio Pinco in Italia.
In quanto tale, mi sarò allestito un laboratorio con del personale per effettuare l'assistenza dei prodotti da me distribuiti, o avrò demandato questo servizio ad un qualche laboratorio esterno: in ogni caso, prestare l'assistenza in garanzia mi comporta comunque un certo costo aziendale in termini di ore/uomo, anche ammettendo che la casa madre mi fornisca a tiitolo gratuito i componenti o i pezzi da sostituire nel corso dell'operazione.
Ora, ipotizziamo che per qualche ragione una azienda tedesca o francese o lussemburghese per qualche ragione pone sul mercato lo stesso prodotto Pinco che io distribuisco in Italia, ad un prezzo del , che so, 20% inferiore.
Ecco che molti potenziali acquirenti italiani potranno decidere, nel loro pieno ed incontestabile diritto, che comprando in Lussemburgo spenderanno 80 euro, mentre da Aghemo ne spenderebbero 100, per cui acquisteranno il prodotto all'estero.
A questo punto ipotizziamo pure che alcuni esemplari del prodotto Pinco presentino dei malfunzionamenti. Ecco che l'utente si dirà: ma perchè mi devo prendere il mal di pancia di spedire l'apparecchio in Lussemburgo? C'è qui comodo il distributore Italiano, diamine....
Peccato che quel distributore italiano dovrebbe pagare le ore uomo del laboratorio (esterno od interno) tramite i profitti delle proprie vendite: al mio posto, tu saresti disposto a sborsare di tasca tua dei quattrini per offrire un servizio che dovrebbe essere invece prestato da chi ha realizzato il profitto sulla vendita, e cioè il Lussemburghese, il quale se ne starebbe tranquillo a contare le banconote lasciando al sottoscritto l'onere ed i costi del risolvere i problemi?
Le cose sarebbero diverse se la casa madre riconoscesse al distributore un importo X per l'intervento in garanzia: a quel punto, il laboratorio assistenza potrebbe essere svincolato dalla matrice dei costi del distributore, e potrebbe serenamente riparare in garanzia un prodotto proveneiente da qualsiasi parte d'Europa (purchè importato legalmente!). In ogni caso, vi sarebbero dei costi non banali per il flusso aggiuntivo di comunicazioni necessarie: se io ho un database con le matricole di tutti gli apparecchi da me importati e distribuiti, e verificare se una riparazione debba essere o meno prestata in garanzia mi comporta pochi secondi di ricerca su di un PC, nel caso mi arrivassero prodotti introdotti sul mercato da altre aziende dovrei ogni volta interfacciarmi con la casa madre, per verificare che l'apparecchio in questione sia stato regolarmente importato e venduto da un mio "collega" di un altro stato membro...
Ora, nella marea dei dettagli del rapporto leganti il distributore/produttore la parte della garanzia vede accordi diversi a seconda di una molteplicità di fattori, come i volumi di fatturato, la difettosità concordata , e quant'altro possa venirvi in mente.....il che genera situazioni e comportamenti diversi da parte delle varie aziende sul mercato.
Giusto? Sbagliato? Non sta a me dirlo, ma al mercato stesso, che d solito premia le politiche più logiche e razionali, nel lungo termine: ho solo voluto spiegare meglio perchè, a volte, un distributore locale si rifiuta di offrire un certo servzio, dandovi modo di avere una visione del problema dall'interno, invece che solo dall'esterno.
Ciao,
Andrea