GARANZIA EUROPEA.qualche avvocato risponda

antani ha scritto:
Cerchiamo di non fare confusione. Non ha alcuna rilevanza se in un paese è presente un importatore o la casa madre. Solitamente tu non compri dalla casa madre o da un importatore, ma da un distributore (cioè una società di vendita al dettaglio, un rivenditore). La garanzia "europea" di due anni impone di rivalersi lungo la catena di distribuzione, cioè DA CHI HAI COMPRATO, tutto qui. "Qualora un rivenditore abbia acquistato beni sia da un produttore o distributore Italiano che da aziende stabilite in altri paesi, o direttamente dalla casa madre, lo stesso potrà agire solo in regresso nei confronti del precedente venditore della catena di distribuzione, non valendo la circostanza che i prodotti hanno lo stesso marchio". Inoltre è applicabile solo al consumatore privato, se l'oggetto è stato fatturato ad un'azienda la normativa non si applica.
Si chiama garanzia europea unicamente perché è stata introdotta da una legge europea.
Ciao

antani

quello che dico io è che bisogna guardare a monte della catena di distribuzione :)
 
pintazza ha scritto:
in sostanza è quello che dico io ;)
in pratica se il prodotto in italia lo distribuisci tu, persona giuridica diversa dalla casa madre, nessuno ti obbliga.
Ma se è la casa madre che vende direttamente in italia, credo si possa parlare di garanzia europea nel vero senso della parola.
Per questo bisogna capire chi vende in un determinato paese, se un importatore o la casa madre stessa.

Miseriaccia, Pintazza,
mi fai sentire come "l'uomo in ammollo" di una pubblicità di un sacco di anni fa, che scuoteva l'indice e diceva"...nooooo.....".

Non esiste casa madre che vende direttamente in Italia, nè in altro paese d'Europa.
Al massimo esistono società od azienda italiane controllate da una casa straniera, e che sono persone giuridicamente diverse dalle loro cugine tedesche o francesi, controllate dalla stessa società.
Per le legge, nel momento in cui avviene una vendita, garanzia e tutto il resto devono essere gestite tra i due contraenti, e cioè il rivenditore e l'acquirente.
Che mi risulti, nessuno in Italia ha uno scontrino od una fattura rilasciata dalla holding JVC, Panasonic, o Sony o che dir si voglia, ma al massimo, da Panasonic Italia, da Sony Italia e così via....e lo stesso vale negli altri paesi europei.
Quindi, per l'acquirente, se si è comprato un prodotto da Sony Germania (che non so neanche se esiste, ed uso il nome solo a titolo di esempio), il semplice fatto che il nome dell'azienda includa la parola "Sony", per la legge, non significa nulla, e non dà il diritto di andare a farsi riparare la telecamera da Sony Italia (e men che meno dalla casa madre, ovvio)!
Mi spiego?
Al di là delle belle parole o dei concetti aulici, il fatto è che la legge non dà il diritto al consumatore di rivalersi più di tanto, in realtà.
Se per assurdo un domani Sony Italia fallisse, sarebbero delle belle gatte da pelare per gli acquirenti, e ci vorrebbe un intervento della casa madre giapponese che coinvolga qualche altra realtà europea o affidi a terzi la gestione dell'assistenza, perchè rivalersi su Sony Giappone, Germania o Groenlandia è di fatto, per il privato, impossibile.

Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:
Miseriaccia, Pintazza,
mi fai sentire come "l'uomo in ammollo" di una pubblicità di un sacco di anni fa, che scuoteva l'indice e diceva"...nooooo.....".

Non esiste casa madre che vende direttamente in Italia, nè in altro paese d'Europa.
Al massimo esistono società od azienda italiane controllate da una casa straniera, e che sono persone giuridicamente diverse dalle loro cugine tedesche o francesi, controllate dalla stessa società.
Per le legge, nel momento in cui avviene una vendita, garanzia e tutto il resto devono essere gestite tra i due contraenti, e cioè il rivenditore e l'acquirente.
Che mi risulti, nessuno in Italia ha uno scontrino od una fattura rilasciata dalla holding JVC, Panasonic, o Sony o che dir si voglia, ma al massimo, da Panasonic Italia, da Sony Italia e così via....e lo stesso vale negli altri paesi europei.
Quindi, per l'acquirente, se si è comprato un prodotto da Sony Germania (che non so neanche se esiste, ed uso il nome solo a titolo di esempio), il semplice fatto che il nome dell'azienda includa la parola "Sony", per la legge, non significa nulla, e non dà il diritto di andare a farsi riparare la telecamera da Sony Italia (e men che meno dalla casa madre, ovvio)!
Mi spiego?
Al di là delle belle parole o dei concetti aulici, il fatto è che la legge non dà il diritto al consumatore di rivalersi più di tanto, in realtà.
Se per assurdo un domani Sony Italia fallisse, sarebbero delle belle gatte da pelare per gli acquirenti, e ci vorrebbe un intervento della casa madre giapponese che coinvolga qualche altra realtà europea o affidi a terzi la gestione dell'assistenza, perchè rivalersi su Sony Giappone, Germania o Groenlandia è di fatto, per il privato, impossibile.

Ciao,
Andrea

quindi sostieni che quando una casa garantisce il prodotto qualunque sia la sua provenienza (europea), è semplicemente per un accordo interno tra il distributore e il produttore, e che cmq non sono tenuti a farlo. Mi sembra strana come cosa, però può essere.
in pratica la situazione per noi consumatori è molto più "disperata" di quello che ci vogliono far credere. :( :(
 
pintazza ha scritto:
quindi sostieni che quando una casa garantisce il prodotto qualunque sia la sua provenienza (europea), è semplicemente per un accordo interno tra il distributore e il produttore, e che cmq non sono tenuti a farlo.
Più che un accordo interno fra distributore e produttore, si tratta della modalità in cui ogni produttore decide di erogare la garanzia ai consumatori. La "garanzia europea" non sostituisce ma affianca la garanzia tradizionale. Non è assolutamente una cosa negativa, anzi. La nuova normativa tutela molto di più il consumatore rispetto a prima.

antani
 
antani ha scritto:
Più che un accordo interno fra distributore e produttore, si tratta della modalità in cui ogni produttore decide di erogare la garanzia ai consumatori.

non credo che sia solo il produttore a questo punto a decidere, in quanto per lui non dovrebbe cambiare niente se io acquisto un denon in germania, in italia, in francia o in portogallo.
mentre le cose cambiano per audiodelta, la quale, se compro un denon in germania, non guadagna niente sul mio acquisto.
 
pintazza ha scritto:
quindi sostieni che quando una casa garantisce il prodotto qualunque sia la sua provenienza (europea), è semplicemente per un accordo interno tra il distributore e il produttore, e che cmq non sono tenuti a farlo. Mi sembra strana come cosa, però può essere.
in pratica la situazione per noi consumatori è molto più "disperata" di quello che ci vogliono far credere. :( :(

Ma no che non è disperata, dai.
La garanzia in Italia, per chi compera in Italia, è sempre esistita.
Se poi uno compra all'estero per risparmiare dei quattrini, mette in conto qualche costo in più in caso di trasporto per far valere la garanzia, et voilà.
Se poi l'acquisto è fatto ad un prezzo stracciato e cinque minuti dopo il rivenditore ha chiuso bottega...si manda lo stesso alla filiale italiana e si paga l'intervento invece di averlo in garanzia.

D'altronde, parliamo di beni "statici", che si presuppone si acquistino vicino alla propria residenza e non si portino a spasso per i cinque continenti: infatti per le auto, le moto ed i camion, le norme di assistenza sono di solito diverse (attenzione: assistenza, perchè la garanzia, in realtà, funziona allo stesso modo).
Poco per volta, probabilmente, anche questa situazione cambierà, e ci troveremo, italiani in viaggio, a poter portare in assistenza in francia, dove stiamo vivendo una vacanza, un prodotto magari acquistato in Germania.
Ciao,
Andrea
 
andrea aghemo ha scritto:
Ma no che non è disperata, dai.
La garanzia in Italia, per chi compera in Italia, è sempre esistita.
Se poi uno compra all'estero per risparmiare dei quattrini, mette in conto qualche costo in più in caso di trasporto per far valere la garanzia, et voilà.
Se poi l'acquisto è fatto ad un prezzo stracciato e cinque minuti dopo il rivenditore ha chiuso bottega...si manda lo stesso alla filiale italiana e si paga l'intervento invece di averlo in garanzia.

D'altronde, parliamo di beni "statici", che si presuppone si acquistino vicino alla propria residenza e non si portino a spasso per i cinque continenti: infatti per le auto, le moto ed i camion, le norme di assistenza sono di solito diverse (attenzione: assistenza, perchè la garanzia, in realtà, funziona allo stesso modo).
Poco per volta, probabilmente, anche questa situazione cambierà, e ci troveremo, italiani in viaggio, a poter portare in assistenza in francia, dove stiamo vivendo una vacanza, un prodotto magari acquistato in Germania.
Ciao,
Andrea

non a caso ho scritto disperata tra virgolette ;)
 
pintazza ha scritto:
non credo che sia solo il produttore a questo punto a decidere, in quanto per lui non dovrebbe cambiare niente se io acquisto un denon in germania, in italia, in francia o in portogallo.
Questo è vero solo in linea teorica. In realtà, a titolo di esempio, la Denon Italia è una società diversa rispetto alla Denon Germania, con un management diverso che deve rispondere di ricavi e costi diversi. Per cui sei io, dirigente Denon Italia, sul conto economico della mia società mi trovo unicamente dei costi di riparazione e nessun ricavo perché molti clienti italiani hanno comprato in Germania, sicuramente non sono contento, anche perché facilmente questo si riflette sul mio stipendio a fine anno. Da qui il fatto che si tende a disincentivare questo fenomeno. Non sto dicendo che questo sia corretto, ma è il modo in cui funzionano molte società commerciali.
Ciao

antani
 
antani ha scritto:
Questo è vero solo in linea teorica. In realtà, a titolo di esempio, la Denon Italia è una società diversa rispetto alla Denon Germania, con un management diverso che deve rispondere di ricavi e costi diversi. Per cui sei io, dirigente Denon Italia, sul conto economico della mia società mi trovo unicamente dei costi di riparazione e nessun ricavo perché molti clienti italiani hanno comprato in Germania, sicuramente non sono contento, anche perché facilmente questo si riflette sul mio stipendio a fine anno. Da qui il fatto che si tende a disincentivare questo fenomeno. Non sto dicendo che questo sia corretto, ma è il modo in cui funzionano molte società commerciali.
Ciao

antani

si, perfetto, per questo dicevo che non è solo il produttore a decidere (se non sbaglio denon è giapponese), ma anche il distributore locale deve essere daccordo per i motivi che hai menzionato tu pocanzi. :)
 
Provo a dire la mia.Inizialmente si è parlato di garanzia europea perchè accadeva che in italia,a differenza di tutta l' europa, i prodotti venduti venivano dichiarati in garanzia per solo un anno,in contrasto appunto con una direttiva europea.Ora è fuori di dubbio che se io compro in un negozio in germania non posso rivolgermi ad un negoziante italiano per un guasto ,ma mi devo poter rivolgere a qualsiasi centro di assistenza che si trovi nella comunita europea.
 
Dario 76 ha scritto:
Provo a dire la mia.Inizialmente si è parlato di garanzia europea perchè accadeva che in italia,a differenza di tutta l' europa, i prodotti venduti venivano dichiarati in garanzia per solo un anno,in contrasto appunto con una direttiva europea.Ora è fuori di dubbio che se io compro in un negozio in germania non posso rivolgermi ad un negoziante italiano per un guasto ,ma mi devo poter rivolgere a qualsiasi centro di assistenza che si trovi nella comunita europea.

il problema sta proprio nel "qualsiasi" nel senso che purtroppo non è sempre così. In pratica se compri un prodotto in germania,per alcune marche puoi rivolgerti ad un "qualsiasi" centro assistenza (italiano), altre no, devi rispedirlo in germania. Stavamo discutendo infatti proprio su questa faccenda, e circa le fondamenta legali di questa situazione. :)
 
Io non so se a livello legale ci sia o meno qualche sentenza chiarificatrice,però sarebbe strano che un soggetto non possa rivolgersi a qualsiasi centro di assistenza europea;paradossalmente è come se comprassi una tv in sicilia e poi mi rivolgessi a milano per l' assistenza.
 
Dario 76 ha scritto:
Io non so se a livello legale ci sia o meno qualche sentenza chiarificatrice,però sarebbe strano che un soggetto non possa rivolgersi a qualsiasi centro di assistenza europea;paradossalmente è come se comprassi una tv in sicilia e poi mi rivolgessi a milano per l' assistenza.
Certo che puoi rivolgerti a qualunque centro di assistenza, però non è detto che ti riconoscano la garanzia :rolleyes: .

antani
 
Dario 76 ha scritto:
Io non so se a livello legale ci sia o meno qualche sentenza chiarificatrice,però sarebbe strano che un soggetto non possa rivolgersi a qualsiasi centro di assistenza europea;paradossalmente è come se comprassi una tv in sicilia e poi mi rivolgessi a milano per l' assistenza.

Dario,
ti facco un esempio usando me stesso come riferimento, in modo che non si pensi stia cercando di dare addosso o favorire qualche altra azienda.

Dunque, io son il distributore del marchio Pinco in Italia.
In quanto tale, mi sarò allestito un laboratorio con del personale per effettuare l'assistenza dei prodotti da me distribuiti, o avrò demandato questo servizio ad un qualche laboratorio esterno: in ogni caso, prestare l'assistenza in garanzia mi comporta comunque un certo costo aziendale in termini di ore/uomo, anche ammettendo che la casa madre mi fornisca a tiitolo gratuito i componenti o i pezzi da sostituire nel corso dell'operazione.

Ora, ipotizziamo che per qualche ragione una azienda tedesca o francese o lussemburghese per qualche ragione pone sul mercato lo stesso prodotto Pinco che io distribuisco in Italia, ad un prezzo del , che so, 20% inferiore.

Ecco che molti potenziali acquirenti italiani potranno decidere, nel loro pieno ed incontestabile diritto, che comprando in Lussemburgo spenderanno 80 euro, mentre da Aghemo ne spenderebbero 100, per cui acquisteranno il prodotto all'estero.

A questo punto ipotizziamo pure che alcuni esemplari del prodotto Pinco presentino dei malfunzionamenti. Ecco che l'utente si dirà: ma perchè mi devo prendere il mal di pancia di spedire l'apparecchio in Lussemburgo? C'è qui comodo il distributore Italiano, diamine....
Peccato che quel distributore italiano dovrebbe pagare le ore uomo del laboratorio (esterno od interno) tramite i profitti delle proprie vendite: al mio posto, tu saresti disposto a sborsare di tasca tua dei quattrini per offrire un servizio che dovrebbe essere invece prestato da chi ha realizzato il profitto sulla vendita, e cioè il Lussemburghese, il quale se ne starebbe tranquillo a contare le banconote lasciando al sottoscritto l'onere ed i costi del risolvere i problemi?

Le cose sarebbero diverse se la casa madre riconoscesse al distributore un importo X per l'intervento in garanzia: a quel punto, il laboratorio assistenza potrebbe essere svincolato dalla matrice dei costi del distributore, e potrebbe serenamente riparare in garanzia un prodotto proveneiente da qualsiasi parte d'Europa (purchè importato legalmente!). In ogni caso, vi sarebbero dei costi non banali per il flusso aggiuntivo di comunicazioni necessarie: se io ho un database con le matricole di tutti gli apparecchi da me importati e distribuiti, e verificare se una riparazione debba essere o meno prestata in garanzia mi comporta pochi secondi di ricerca su di un PC, nel caso mi arrivassero prodotti introdotti sul mercato da altre aziende dovrei ogni volta interfacciarmi con la casa madre, per verificare che l'apparecchio in questione sia stato regolarmente importato e venduto da un mio "collega" di un altro stato membro...

Ora, nella marea dei dettagli del rapporto leganti il distributore/produttore la parte della garanzia vede accordi diversi a seconda di una molteplicità di fattori, come i volumi di fatturato, la difettosità concordata , e quant'altro possa venirvi in mente.....il che genera situazioni e comportamenti diversi da parte delle varie aziende sul mercato.

Giusto? Sbagliato? Non sta a me dirlo, ma al mercato stesso, che d solito premia le politiche più logiche e razionali, nel lungo termine: ho solo voluto spiegare meglio perchè, a volte, un distributore locale si rifiuta di offrire un certo servzio, dandovi modo di avere una visione del problema dall'interno, invece che solo dall'esterno.

Ciao,
Andrea
 
Io capisco quello che dici tu Andrea,ma dovreste essere appunto voi,intendo rivenditori e case produttrici , ad organizzarvi meglio in modo da tutelare il consumatore che si ritrova con un prodotto nuovo difettato.Purtroppo queste sono considerazioni utopiche visto che la prima ed unica regola del marketing è vendere,basta vedere quanti problemi e attese ci sono spesso con i prodotti in assistenza,quando invece bisognerebbe dare il massimo dato che è stato venduto un prodotto non conforme(sarebbe stupendo).Il problema in fondo siamo noi consumatori che spesso non ci ribelliamo e subiamo passivamente tutto quello che ci calano dall'alto.Seguimi;quindi abbiamo un mercato comune,un unica moneta,libera circolazione di uomini e beni,un parlamento europeo,ma non l'assistenza comune?non ti sembra strano?Se ne stanno approfittando di nuovo.
 
Dario,
ti dirò che a me non sembra per niente strano, anzi.

Il fatto è che la lamentela dei consumatori non dovrebbe essere quella dell'assistenza, che è solo una conseguenza: il problema è dato dalla differenza dei prezzi. Perchè se nessuno comprasse all'estero (per risparmiare), non ci sarebbe alcuna ragione di comprare in Belgio, per dire, e volere l'assistenza in Italia, a meno che non si sia fatto un trasloco da un paese all'altro (ed in questi casi, di solito, rivolgendosi all'importatore si ottiene comunque l'assistenza locale)...

Il primo passo sarà il livellamento dei prezzi nei vari paesi europei, al quale seguirà il fatto dell'assistenza generalizzata: non è un passo banale, e comporta un radicale cambiamento nelle politiche commerciali e distributive di molte case, che mi sembra stiano già puntando in questa direzione.

L'acquisto internazionale è una realtà derivata da Internet e dalla moneta elettronica: solo una decina d'anni fa era semplicemente impensabile, per la maggioranza degli utenti, acquistare un prodotto in Germania o Olanda, mentre oggi è una realtà concretizzabile con la pressione di qualche tasto.
Ecco che la necessità di una assistenza "globale", per così dire, non esisteva assolutamente e nessuno si sognava di metterne in piedi una!

La crisi economica che attraversa il modo occidentale sta facendo il resto: al punto che oggi abbiamo il paradosso delle frenesia di comprare fuori dai confini nazionali con la convinzione di risparmiare anche quando questo non è vero, il che aggiunge ulteriore confusione.

La sopravvivenza non è facile con i tempi che corrono per chi opera in questo settore, e sicuramente i prossimi anni vedranno cadere parecchie aziende: quelle che rimarranno in piedi lo faranno grazie soprattutto ai servizi, più che al prodotto in sè, ed ecco che il discorso dell'assistenza delocalizzata potrà fare il suo ingresso.

Fortunatamente i mercati, piaccia o meno, vanno sempre in una sola direzione, e cioè far corrispondere una offerta alla domanda: anche in questo settore succederà lo stesso, è solo questione di tempo.

Per quanto riguarda le considerazioni che poni a corollario, cioè il fatto di avere una moneta unica, libera circolazione di uomini e beni, etc, etc, consentimi di dre che è una cosa più vera a parole che nei fatti, purtroppo. Il parlamento europeo mi sembra più una creazione kafkiana che altro, visto che in pratica consta di un salone pieno di persone che pensano solo a trarre vantaggi per il proprio paese cercando di infinocchiare gli altri (ma direi che non sia una novità negli atteggiamenti delle umane genti).
La moneta unica esiste, peccato che le diversità di applicazione e le differenti economie facciano sì che un euro non abbia lo stesso valore nei vari paesi, vanificando in parte gli effetti desiderati al momento dell'introduzione, e la libera circolazione di uomini e beni lo è solo fino ad un certo punto; continuo a pensare che più che una moneta unica sarebbe opportuno avere una lingua unica, dato che le società e le economie sono fatte dagli uomini e non dalle banconote, ma mi sa che per questo ci vorrà un bel pò di tempo!

Ciao,
Andrea

Ciao,
Andrea
 
Le tue considerazioni sono giuste,ma alla fine i prezzi li fanno le aziende con spesso il bene tacito del governo/i,basta vedere il caso del latte in polvere o anche del minimac,che viene venduto in italia allo stesso prezzo degli usa senza prendere in considerazione minimamente il cambio.Oramai ci troviamo in un mercato globale e il fatto che il consumatore possa rivolgersi più facilmente nel resto di europa da fastidio alle aziende che avevano fatto sull' impossibilità spesso di comprare all' estero uno dei loro punti di forza(alla fine fanno i prezzi in base alla capacità dell' economia dei singoli paesi),addirittura spesso, quando possono, producono beni diversi per i vari mercati per impedire appunto lo scambio.E' giusto che il consumatore possa rivolgersi dove ritiene più conveniente per le sue tasche, io capisco il tuo punto di vista da commerciante molto bene perchè non hai nessun potere sulla cosa,però spesso e volentieri acquistiamo beni che hanno enormi ricarichi e di conseguenza portano enormi guadagni alle case produttrici.Se io compro per esempio Sony e si rompe non mi interessa dove l' ho comperato mi rivolgo alla sony per assistenza e loro dovrebbero indicarmi il punto più vicino dove potermi rivolgere per facilitarmi. Alla fine parliamo di un prodotto non conforme,non è una cosa banale anzi ;dovrebbero fare il massimo per provvedere.Queste sono alla fine sempre considerazioni utopiche perchè la realtà si sa non è così,ma questo però non significa che dobbiamo rimanere indifferenti e non ribellarci.Alla fine si tratta di nostri diritti
 
Dario,
come ti ho detto, il problema sta tutto nei prezzi, in realtà: non è l'assistenza ad essere in discussione, quanto il fatto che ci si senta spinti ad acquistare altrove per risparmiare e per la stessa ragione si voglia avere l'assistenza sotto casa.
Le aziende qualcosa lo possono fare: noi ad esempio abbiamo deciso di lavorare solo con realtà straniere che ci garantiscano un livello di prezzo identico nei vari paesi europei e soprattutto il più possibile allineato a quello nei paesi d'origine.
E' molto improbabile che un acquirente italiano si vada a comprare un apparecchio Fosgate, NHt o Bohlender al di fuori dell'Italia perchè i prezzi sono sostanzialmente identici in tutta europa.
Si tratta di un discorso di approcciare il mercato con maturità e rispetto del cliente finale, tutto qua.
E credo che molto presto capiterà la stessa cosa anche per tutti i nostri concorrenti che non sono allineati ad una simile politica, è solo questione di tempo.

Ciao,
Andrea
 
Mi sembra comunque che ci stiamo facendo delle segh@ mentali. In fin dei conti non mi sembra un particolare problema rivogersi al venditore se il prodotto è difettoso. La settimana scorsa ho acquistato un oggetto in Inghilterra. Era difettoso e gliel'ho rimandato indietro. Io ho un proiettore Infocus, nel caso si rompesse (sgrat sgrat) il centro di assistenza è in Olanda, e allora? L'importante è che qualcuno mi garantisca il prodotto, non il fatto che io possa portarlo sotto casa a far riparare, IMHO. Se poi uno non si fida del venditore, la domanda è perché comprare da lui?
Ciao

antani
 
antani ha scritto:
Mi sembra comunque che ci stiamo facendo delle segh@ mentali. In fin dei conti non mi sembra un particolare problema rivogersi al venditore se il prodotto è difettoso. La settimana scorsa ho acquistato un oggetto in Inghilterra. Era difettoso e gliel'ho rimandato indietro. Io ho un proiettore Infocus, nel caso si rompesse (sgrat sgrat) il centro di assistenza è in Olanda, e allora? L'importante è che qualcuno mi garantisca il prodotto, non il fatto che io possa portarlo sotto casa a far riparare, IMHO. Se poi uno non si fida del venditore, la domanda è perché comprare da lui?
Ciao

antani

Antani,
devo proprio quotarti in toto, perchè raramente sono stato più d'accordo con qualcuno, qui.
Avrai un nick che fa pensare alla supercazzora, ma la ferrea logica del tuo post fa sembrare mr. Spock un soggetto altamente emotivo ed irrazionale....
Parole davvero sacrosante.

Ciao,
Andrea
 
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