Easy-Off spegne lo spreco

Concordo, però quello che mi fa arrabbiare è che le grandi aziende dovrebbero dara l'esempio invece di lasciare a noi l'incombenza. E' vero che è un risparmi anche per le nostre tasche; ma che si diano da fare anche loro!!!
 
Non è una faccenda prettamente personale!!!

Anche fossero 10W per televisori, prendendo l'Unione Europa, mettiamo che ci siano 300 milioni di televisori.

Sapete quanto fa, per tenere in stand-by degli apparecchi mentre non si utilizzano?

Fa 3 GigaWatt... quindi, parecchie centrali elettriche sono in funzione, con la loro produzione di inquinanti, per lo stand-bye.

Anche fossero:

2,63 kWh anno * 300 milioni di apparecchi

sono 789 GigaWattH anno

La razza umana è stupida e si estinguerà.

L'economia, poi, come dimostra l'esempio inserito da Dave76, è completa idiozia.
 
Ci sono altri esempi in cui ci viene chiesto a NOI utenti di contribuire a ridurre inquinamento e consumi, ad esempio la raccolta differenziata. Da me è inutile farla perchè "l'inceneritore" della mia città riammucchia tutto senza distinguere nulla...ed allora cosa la faccio a fare??? E' andato anche su striscia un pò di tempo fa "PISA".

Così ti passa la vogli anche di contribuire!!! Idem per lo spreco di energia elettrica, il guadagno personale è ridicolo; ma in senso globale sarebbe enorme...però invece di incentivare noi al risparmio per il bene del mondo, perchè non fanno centrali elettriche moderne invece di farle andare ancora a CARBONE!?!?!? :rolleyes:
 
Il problema è piuttosto complesso e non sarà certo un 3d su un forum di appassionati di audio/video a dirimerlo.

Fatto sta che sicuramente noi utenti finali possiamo dare il nostro sebben misero contributo, ma la responsabilità maggiore deve ricadere sui produttori, che devono abbassare i consumi (non solo in stand-by, ma anche durante la normale operatività), ottimizzare i processi produttivi e prevedere politiche di smaltimento efficaci: chiaramente, i governi devono incentivare e monitorare l'applicazione di tali comportamenti virtuosi.

L'azione di Greenpeace va proprio in questa direzione: alcuni produttori hanno già intrapreso la giusta strada, adesso è necessario che tutti si prendano le proprie responsabilità.
 
Top