vernavideo
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Perche' no? Non dovrebbero esistere scuole gratuite e biblioteche?luipic ha detto:Caro Verna, scusa ma questo discorso dello scibile umano da rendere disponibile a tutti gratuitamente proprio non mi torna.
Quindi anche tu devi lavorare tutti i giorni per portare a casa la pagnotta, sbaglio?Non so quale sia la tua occupazione, ma per fare un banale esempio prendiamo il mio caso: sono un dottore commercialista che si occupa prevalentemente di problematiche fiscali e contenzioso tributario.
Mettiamo invece il caso che tu fossi un ricercatore medico che scopre una cura contro il cancro. gli ingredienti costano poco, ma decidi di brevettare il prodotto o il procedimento per ottenerlo. Per te sarebbe un affare, non dovresti piu' lavorare, ma solo chi puo' permettersi di pagare il prodotto al prezzo che decidi tu' puo' curarsi. E il bello e' che magari hai studiato in una scuola pubblica.
Ecco, per le cure per l'aids e' andata proprio cosi', e milioni di persone muoiono ogni anno per garantire profitti alle aziende farmaceutiche in virtu' del diritto sul prodotto (brevetto)
Ma e' proprio qui che ti sbagli: non a caso sempre piu' autori cercano di stare lontano dalle major che tendono a "pompare" solo prodotti commerciali, e permettono il download gratuito delle loro opere. Guarda un po', si sono accorti (e non solo loro) che facendo cosi' vendono molto di piu' visto che il danno provocato dalla minore circolazione della musica coinvolge tutte le professioni coinvolte:Allo stesso modo, non vedo come un autore o un editore potrebbe essere contento che la sua opera si diffondesse senza averne un ritorno economico.
1. Gli autori contemporanei, per i quali una scarsa circolazione delle proprie musiche significa minori possibilità di esecuzione e quindi minori introiti.
2. I musicisti, costretti a rivolgersi anche per studio personale alle opere di pubblico dominio, cioè all'editoria obsoleta, disincentivando la conoscenza dei testi prodotti dall'editoria corrente e interrompendo così il ciclo vitale 'studio musicologico/pubblicazione/esecuzione' su cui si basa lo sviluppo della cultura musicale;
3. I revisori ed i curatori delle edizioni critiche, che non vedono studiata e diffusa la loro produzione;
4. Le biblioteche, la cui attività istituzionale viene limitata, per non essere assimilata alla "pirateria" e scadere nell'illegalità;
5. Gli stessi editori, in quanto la minore conoscenza della musica e del loro operato è causa di mancati guadagni sulle esecuzioni.
6. E in fine al pubblico che, in assenza di una sufficiente diffusione della musica e di un costante incentivo al suo studio da parte degli esecutori, vede restringersi il repertorio delle opere presentate
Certo, finirebbero i guadagni favolosi per gli "strimpettari" da 4 soldi, ma non mi sembra un grande danno per l'umanita'...
Ciao,
Stefano
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