Quindi, le emittenti dovranno organizzarsi per trasmettere in DVB-T MPEG4 ma con una bella fetta di risorse frequenziali in meno. RAI, per esempio, passerà dai 100 mbit/s di banda cumulata di oggi per tutti i suoi canali a soli 60 mbit/s; questo la costringerà a una scelta tra due strade entrambe molto dolorose: spegnere qualche canale secondario o degradare fortemente la qualità d'immagine, aumentando la compressione;