Stiamo girando intortno al problema!
rinorho ha scritto:
Su questo non posso essere d'accordo perchè l'incapacità deriva dalla presenza della matrice. Ricordo che tutte le tecniche di Antiasialing, trattandosi di tecniche di interpolazione, non possono altro che introdurre grandissimi Artefatti.
In quanto alla maggior definizione dei digitali ricordo che quest'ultimi nascono per la rappresentazione DATI, mentre i CRT, per le applicazioni che più ci interessano... Solo ultimamente i CRT sono stati impiegati per applicazioni Dati e pertanto, dotati in alcuni modelli di ACCOPPIAMENTO A LIQUIDO.
I cultori, quelli che possiedono signori CRT tarati divinamente, preferiscono per l'HT l'accopiamento ad aria perchè, evidentemente, più che la definizione un CRT deve possedere ben altre caratteristiche.
Chi vuole intendere, intenda!
Ciao a Tutti.
Rino
Salvatore, per piacere.
I DLP (se di queste matrici vogliamo parlare) sono nati espressamente per utilizzo HT. Guarda caso il primo DMD uscito in commercio era un SVGA perchè andava bene per l'NTSC ed anche il PAL, ma era già evidentemente "poco risoluto" per qualsiasi PC dell'epoca (eravamo a fine 2000). Poi via via sono aumentate risoluzione, capacità di processamento e tutto si è adeguato allo standard ATSC (e sono anche nati i DLP per dati, ancora in risoluzione da PC o derivate).
Gli LCD sono nati per applicazioni dati, e difatti tutte le risoluzioni erano in standard VESA. Dall'avvento del Panny100 e sucessivi (espressamente dedicati al mondo HT) invece, anche questi hanno abbracciato lo standard ATSC (con matrici adirittura 16:9 native).
I CRT sono nati per due grosse applicazioni :
pubblic entertainment. Agganciavano solo i 15KHz, il massimo dei segnali visualizzabili era un RGB tramite SCART e quasi tutti avevano un tuner (se non anche un amplificatore/casse per l'audio) per mostrare i canali televisivi. I classici tritubo che si trovano ancora in qualche bar quando si va a vedere la partita. Attinenze con il mondo HT = ZERO.
dati. Ecco che l'unico ingresso era un RGBHV da 5 BNC o (forse) una DB15. Il "metro" di scelta di questi apparecchi era la loro banda passante (= risoluzione agganciabile) e nulla più. Le applicazioni più comuni erano sale di controllo, simulazione o quei luogi dove serviva uno schermo "grande" e possibilmente pieno di informazioni. Attinenze con il mondo HT = ZERO.
Solo col tempo i CRT sono stati dedicati all'intrattenimento domestico e quindi sono apparsi altri ingressi (anche i Componenti, progressivi e non), altre peculiarità di controllo dell'immagine fino ad arrivare ai prodotti che conosciamo. Prova a chiedere a Mimmo quali ingressi ha il suo Sony, o a pensare a cosa sarebbe un Marquee senza le mille modifiche necessarie per un utilizzo HT. Il tuo stesso 808 è il "papà" del Cine8 che è stato modificato per essere utilizzato in casa.
Il discorso che faceva Aurelio era doppio.
Uno riferito al tipo di fuoco che puoi ottenere con un digitale rispetto ad un analogico. Creando l'immagine sulla matrice (DLP ed LCD riflessivi) è più facile mettere a fuoco al 100% l'immagine (non sono un gran ottico, ma riesco a visualizzare nella mia testa il concetto) tramite le lenti di proiezione a focale variabile in base al "tiro" delle lenti stesse. Mettere a fuoco un'immagine di un CRT significa essere in grado di generare un fascio di luce (elettroni, come un laser) il più "preciso e senza aloni" possibile. Se fai caso, a parte le lenti in cristallo davanti al tubo ed all'applicazione della teoria di Theodor
Scheimpflug, in un tritubo la regolazione del fuoco è elettrica ed elettrostatica/elettromagnetica. L'accoppiamento a liguido delle lenti piuttosto che ad aria è funzione della dimensione del tubo in pollici e dell'elettronica che crea l'immagine. Il fatto che sia "più o meno luminoso" lo faccio discutere a chi ha altre argomentazioni, ma ti faccio solo riflettere che se per esempio un Cine9 (proiettore che stà a cuore a molti evidentemente

) ha le lenti accoppiate a liquido non è perchè in Barco erano ubriachi o autolesionisti, non credi? E se pur derivato da un modello Data, mi sembra che sia specificatamente dedicato all'uso HT, vero?
Riguardo alle sfumature che un digitale può creare, poi non credo che l'Antialiasing (la cui definizione è : Un procedimento che rende piu' morbidi i contorni di immagini e testi, che risultano così' piu' naturali e leggibili) abbia molto a che fare. Per "spalmare" l'immagine in un DLP per esempio di utilizza il dithering (o tecnica ad "error diffuso") cercando di aumentare il più possibile la il dettaglio della quantizzazione del segnale (dagli originali 8 bit fino a 9 o 10 oggi giorno) in modo da richiedere proprio sempre meno dithering per espandere il segnale stesso. Gli artifatti esistono, certo, ma lo scopo della ricerca è di eliminarli.
Ma a parte questo, quando guardi sul tuo CRT un DVD, in che dominio credi sia trattato il segnale prima di arrivare all'ingresso del tuo proiettore? Ed il processamento che ottinieni oggi con il più performante dei processori esterni, non è sempre e solo ad 8 bit (in ambito domestico) ? Ti è mai capitato di vedere i gradeinti di colore in un'immagine con un CRT ? Tipo come quando imposti la scheda video a 256 colori invece che 16 milioni ?? A me si, e non una volta sola. Di chi era la colpa li? Le sfumature, dov'erano?
Dato che hai glissato su una mia domanda in questo thread, te la ripropongo :
http://www.avforum.it/showthread.php?s=&threadid=24064&perpage=15&pagenumber=7
Solo per chiarezza.
Mandi!
Alberto
