Costruzione cavi segnale audio

gartydj ha detto:
Capacità ed induttanza nei cavi sono la classica "coperta corta" ;)

Se aumenti la distanza tra i conduttori cresce l'induttanza, se la cali cresce la capacità

Naturalmente lo schermo è uno dei conduttori


Solo che nei segnali audio, alle loro frequenze di riferimento, l'effetto dell'induttanza è poca cosa sull'attenuazione rispetto all'effetto che può avere l'aumento della capacità.

Ciao

Rino
 
Comunque dopo tante parole complicate ho preso questo:





0,75 € al metro e circa 6mm di spessore, dite che qualche cosa non si sentirà alla fine?

Stefano
 
RG 59

questo cavo lo uso per lavoro in almeno 10.000 metri l'anno.
Ci passa segnale 2Mbit per telecomunicazioni. Non so se vada bene 75 ohm per l'audio ( io non ci giurerei ).
In ogni caso consiglio a chi vuole migliorare eventualmente su base RG59 di comperare il cavo chiamato ST212 che ha sezione piccolissima ( 3 o 4 mm ) e va benissimo per passarlo nelle canaline.
Cmq l'RG59 costa meno di 1 € al metro...St 212 circa il doppio. E esiste anche multiplo ( cavo unico contenente 4/6/...32 cavi st 212 interni )

Per gli altri : andate nei negozi di HiFicar. Magari trovate li i cavi che cercate e i connettori a saldare. Ad esempio THENDER è molto diffuso nel settore. Altra buona marca è AUDISON CABLE che hanno in moltissimi.
 
Dunque, ho fatto 4 mesi fa una sessione di misure in laboratorio di ing elettronica (La Sapienza) sul cavo RG58.

Il cavo RG58 presenta una resistenza caratteristica di 50ohm e una capacità per unità di lunghezza di 98,68pF/m; l'induttanza per unità di lunghezza è invece 0,2636mH/m.

Una misura eseguita su un cavo lungo 100metri ha evidenziato un ritardo di propagazione del fronte di un onda quadra da un capo all'altro del cavo di 0,52usec.

L'attenuazione di segnale su un cavo lungo 100 metri vale 0,595dB.

Da questa attenuazione è possibile ricavare la costante di attenuazione ALFA.

ALFA= 0,000685 [1/m]

ALFA ci permette di calcolare l'attenuzione del cavo per una lunghezza generica

A= e^( - alfa * lunghezza_del_cavo).

(il risultato è ovviamente in lineare, potete convertirlo in db)
 
Io dico la mia sui 75ohm

In elettronica, per avere il massimo trasferimento di potenza ad un carico connesso all'estremità di una linea di trasmissione (esempio il cavo coassiale) l'impedenza del carico deve essere il più possibile uguale a quella del cavo.

quindi, se dovessi scegliere fra 75 o 50, io sceglierei 50.

Inoltre, un cavo coassiale ha sicuramente tanti tanti vantaggi, ma ha anche lo svantaggio di forti capacità parassite e perdite.

Anche qui se dovessi scegliere, prenderi un cavo a conduttori non coassiali, cioè paralleli o magari intrecciati, immersi in un dielettrico e con garza schermata attorno ad esso.
Beh certo costano, ovvio.
 
Bimoto ha detto:
....Ci passa segnale 2Mbit per telecomunicazioni. Non so se vada bene 75 ohm per l'audio ( io non ci giurerei )....

Sinceramente il commesso mi ha solo detto quello che volevo sentire :rolleyes: riguardo agli ohm.
MA sul cavo sta scritto " OFC High quality audio/video cables". Andrà bene, ne sono sicurissimo :D

Stefano
 
@ ronzino

Spero tu volessi dire "impedenza" e non "resistenza" elettrica, visto che stiamo parlando di segnali in alternata.

Esatto quanto dici sul trasferimento di un segnale, io aggiungerei, oltre all'adattamento con l'impedenza dell'ingresso cui è collegato, anche quella dell'uscita.

Cosa che avevo già scritto.

Però dimmi una cosa, qual'è l'impedenza caratteristica di un ingresso audio di un ampli/lettore/Tv ?

Forse 15 Kohm, oppure 22 Kohm, magari 47 Kohm, od anche i 200 Kohm di un ampli a valvole.

Tutti esempi presi da manuali di apparecchi.

E con quei valori, riscontrabili nel mondo reale, cosa utilizzeresti, un cavo da 50 o da 75 ?

Pensi che via sia qualche differenza collegando l'uno o l'altro su un ingresso da 22 Kohm ?

Ciao
 
si sorry impedenza non resistenza. la forza dell'abitudine

dunque per quanto riguarda l'altro discorso non ho ben capito se ti riferisci all'impedenza di uscita dall'amplificatore verso le casse, oppure all'impedenza di ingresso di un segnale in entrata all'ampli.

Cmq teniamo presente che stiamo parlando di cablaggi molto corti, 5-10-20 metri, non di certo 100-500 metri. Ed inoltre, qui stiamo operando ad audio frequenza e questi cavi, iniziano a dar problemi di forte attenuazione e distorsione attorno alle decine di mhz.

Ho fatto qualche ricerca sulle specifiche dei cavi rg59, oltre l'impedenza da 75, e ho fatto anche qualche simulazione su un cavi rg58 e rg59 di lunghezza 5metri.

Con entrambe i cavi, l'attenuazione è molto contenuta, dell'ordine di quella detta in precedenza (scalata sui 5 metri di cavo). Il cavo rg59 ha un attenuazione di 0.2 milli dB maggiore del rg58, cioè praticamente si comportano in modo identico a 10khz.

Il cavo rg59 ha però il vantaggio di avere una capacità più bassa del rg58, il che è sicuramente meglio, dell'avere "più attenuazione" (se cosi vogliamo definire 0.2 milli dB). Anche perchè ammesso pure che l'attenuazione fosse maggiore, il problema si risolve aumentando di 1dB il volume.


Passando dalla teoria ai fatti, ho visto che cavo comprai tanti anni fa (quando ancora queste cose non le sapevo) per il mio impianto. Cavo che pagai tantissimo, qualcosa come 5-6 mila lire al metro.

Il cavo è appunto un RG59 U.
Ora quello che "giustifica" i prezzi assurdi di un cavo rg59 appositamente fatto per l'audio e un cavo rg59 qualunque, è la qualità dei materiali.

Ad esempio, questo cavo qui che uso io è a basse perdite e (ora scusate ma a quest ora non mi viene il termine) ad alta tolleranza all'aria, cioè in sostanza non si ossida facilmente e il dielettrico che è stato usato garantisce una capacità più bassa di un comune rg59. Ed è una schermatura molto fitta.

Cmq se dovessi rifare un acquisto, penso che non ricomprerei cavi simili, ma dei normali rg59 (magari scegliendo fra il produttore che li fa meglio) o eventualmente degli rg6. E darei preferenza a cavi con buone schermature, che alla fine sono la vera cosa che contano. Il "nemico" non è tanto l'attenuazione e/o la capacità parassita quanto più i disturbi esterni che questi cavi captano.


I cavi sono importanti è vero, ma non dimentichiamoci che esistono anche i negozianti/produttori FURBI (per definirli in modo educato) che ti vendono cavi HDMI placcati oro o cavi SPDIF super mega fichissimi e costosissimi, quando invece questi cavi portano segnali digitali, per i quali queste accortezze servono solo a far buttar soldi.

Concludo ribadendo il concetto che secondo me un ottimo cavo coassiale audio analogico non costa più di 2-4 euro al metro al giorno d'oggi. Cose da 10 euro al metro non danno migliori risultati, anche perchè tutti i microscopici benefici che introducono, si perdono nelle connessioni e nelle saldature.
Se volete fare un esperimento, provate a collegare una cassa del vostro impianto usando due comuni cavi per la corrente domestica, di quelli che si mettono dentro i muri, ed ascoltateci qualcosa e ditemi se sentite delle differenze. Questi certo non son schermati ma hanno capacità quasi nulla ed un impedenza minore, avendo un diametro molto maggiore di quello di un cavo coassiale.
 
Ultima modifica:
Fermo restando che i cavi coassiali rispetto a quelli a conduttori affiancati rappresentano un riferimento assoluto nella trasmissione dei segnali Audio/Video, rimango basito quando si ritiene che un segnale digitale, per quanto tale, possa trasferirsi senza accorgimenti "per buttare soldi"...

La trasmissione di un segnale digitale è cosa delicata, altrimenti altro che RG6/RG11 sempre rigorosamente a 75Ohm per uso broadcast, ma il semplice doppino telefonico!

Si provi collegare con 60 metri di doppino telefonico la parabola con il ricevitore SAT ( a casa mia la distanza è anche più lunga)

Senza offendere nessuno, ma mi pare che vengono ignorate alcune fondamentali fenomenologie delle trasmissioni digitali. Altrimenti che senso avrebbe la complicazione delle fibre ottiche


Ciao

Rino
 
Qualche precisazione finale, poichè la discussioine, molto interessante, sta però diventando sempre più OT, spostandosi dalla mera realizzazione pratica di un cavo alla teoria riguardante tutti i cavi.

X Ronzino

Il mio discorso era rivolto eslusivamente ai cavi di segnale, anche perchè non utilizzerei mai un cavo schermato per segnali di potenza, sui quali, comunque ho lo stesse idee relative ai cavi di segnale.

X Rinorho

Non capisco il discorso che fai relativo a segnali digitali, doppino telefonico, parabole sat.

L'accenno che ho fatto circa l'uso di un banale doppino telefonico per trasportare segnali audio era solo come esempio circa l'effettiva influenza di disturbi esterni sul segnale, in una certa modalità operativa ed all'interno di certe specifche da rispettare.

Anche l'installatore più sprovveduto non userebbe mai tale doppino o qualsiasi altro cavo di tipo non schermato e con ben precisa impedenza per collegamenti a radio frequenza (antenne e simili), per le motivazioni di cui ho già più volte parlato, impedenze caratteristiche da mantenere, con tutto quello che ne conseguie, livelli dei segnali, protezione EMI.

Parli di collegamento della parabola in relazione ai segnali digitali, ma il segnale ricevuto dalla parabola e che va al ricevitore non è digitale, ma un segnala a R.F., come quello di una trasmissione TV o Radio; si potrebbe parlare, forse, di un segnale R.F. digitale se si modulasse ON/OFF la portante, cosa che non è.

E' il contenuto che vene utilizzato per modulare tale segnale R.F. che, una vola estratto dalla portante suddetta, è in forma digitale invece che analogica.

Così come la musica trasmessa da una emittente è in partenza un segnale audio, ma quello che arriva dall'antenna ovviamente non lo è, sarà in R.F. modulato in AM, FM, magari anche digitale o uno dei tanti altri metodi di modulazione possibile.

Che si usi la fibra ottica per trasportare il segnale è dovuto a un mix di fattori quali la larghezza di banda ottenibile (maggior numero di canali trasportabili), l'attenuazione, la durata, l'immunità ai disturbi esterni con necessità di minori interventi per salvaguardare l'integrità del segnale e che, a seconda dei casi, ne consigliano l'uso al posto del normale cavo coassiale e parliamo di trasporto di segnale su lunghe distanze; se andiamo sul metro o meno dei collegamenti esistenti in un impianto HT l'uso di un tipo di connessione rispetto ad un altro, in condizioni normali, è ininfluente.

Il segnale ottivo viene ricavato dal segnale elettrico digitale in forma molto banale (diodo led emittente collegato a tale segnale) e lo stesso per la parte ricevente (diodo led ricevente che riconverte il tutto in segnale elettrico per poi andare allo stesso ingresso dell'integrato).

Anzi, se vogliamo essere pignoli, sulle brevi distanze il segnale ottico, riconvertito e visto all'oscilloscopio ha una forma d'onda più distorta rispetto a quello elettrico, per cui si può ipotizzare un maggior lavoro dei circuiti di messa in forma e correzione del segnale (comunque del tutto ininfluenti ai fini del risultato).

Ciao
 
Ultima modifica:
Ho riletto il mio post, Mamma mia! Così come è venuto sembrerebbe avere il senso che ha dato nordata.

Comunque, sicuramente quello dell'esempio del collegamento LNB/ricevitore sat non era inteso per riferirmi ad un segnale digitale poichè è risaputio che al quel segnale non è associata nessuan grandezza tipica delle digitali (frequenza di clock, ec, )

Infatti, una volta che LNB ha ridotto la frequenza dal campo delle microonde fino alle frequenza "trasportabile" via cavo, è compito del ricevitore estrarre il flusso digitale.

Però era un ottimo esempio riscontrabile nelle nostre abitazioni dove le distanze possono essere significative. In alternativa, sarebbe stato meglio un se avessi proposto di realizzare con il doppino telefonico 100 metri di cavo da utilizzare sulla S/PDIF, ma gli effetti non sarebbero stati così macroscopici. Non perchè il segnale è digitale , ma semplicemente per il numero di informazioni correlate al segnale audio/video rispetto a quello audio.


Avete ragione, mi sono molto espresso male, intendevo far comprendere solo l'importanza del cavo adeguato, così come deve avvenire anche per i segnali digitali, di qui l'accostamento con i cavi ottici utilizzati appunto, quando le distanze divengono importanti nelle trasmissioni digitali.


Non mi sarei mai sognato di scrivere che il segnale LNB/ricevitore è soggetto ad esempio a Retun Loss o a JITTER, tipici fenomeni dei segnali digitali.


Tuttavia, la banalizzazione dei segnali digitali e della loro trasmissione è un errore assai comune.

Infine, che sulle distanze "corte" sia da evitare la doppia conversione elettro-ottica è risaputo, ma non tanto per la distorsione riscontrabile, che se vogliamo altro non che una conseguenza... ma esclusivamente perchè la doppia conversione necessaria per la trasmissione (ele-opt opt-ele) introduce Jitter in tutte le sue componenti; tipico di tutte le trasmissioni digitali.


Ciao

Rino
 
Ronzino ha detto:
In elettronica, per avere il massimo trasferimento di potenza ad un carico connesso all'estremità di una linea di trasmissione (esempio il cavo coassiale) l'impedenza del carico deve essere il più possibile uguale a quella del cavo.
e della sorgente, altrimenti semplicemente sposti le perdite all'altra estremita' della linea

Ronzino ha detto:
quindi, se dovessi scegliere fra 75 o 50, io sceglierei 50.
si, ma dove sta scritto che il carico sia a 50 ohm? anzi, di solito il carico (ingresso del pre nei confronti della sorgente o ingresso del finale dei confronti del pre) e' ad impedenza piu' alta proprio per non caricare l'apparecchio che sta a monte.

Ronzino ha detto:
Inoltre, un cavo coassiale ha sicuramente tanti tanti vantaggi, ma ha anche lo svantaggio di forti capacità parassite e perdite.
pero' mi sfugge un dettaglio: se parliamo di cavi di segnale, ci si riferisce nella quasi totalita' dei casi, a cavi schermati. Anche questi, geometricamente parlando, sono cavi coassiali. Rispetto ai cavi per rf non hanno un'impedenza caratteristica, tutto li'. E da notare che (almeno per quello che mi risulta), la quasi totalita' dei cavi di segnale commerciali, anche costosi, non usa cavi coassiali per RF.
Peraltro, ricordo che tempo fa feci una prova con dell'rg174 e l'effetto era di una totale perdita di acuti.
Ronzino ha detto:
Anche qui se dovessi scegliere, prenderi un cavo a conduttori non coassiali, cioè paralleli o magari intrecciati, immersi in un dielettrico e con garza schermata attorno ad esso.
Beh certo costano, ovvio.

cioe' un normale cavo per collegamenti bilanciati. Non sono costosissimi.

Adriano
 
Adri ha detto:
e della sorgente, altrimenti semplicemente sposti le perdite all'altra estremita' della linea

ovvio, già si era detto ;)
si, ma dove sta scritto che il carico sia a 50 ohm? anzi, di solito il carico (ingresso del pre nei confronti della sorgente o ingresso del finale dei confronti del pre) e' ad impedenza piu' alta proprio per non caricare l'apparecchio che sta a monte.

io stavo parlando del collegamento finale-utilizzatore ovvero amplificatore-casse. quello che dici è vero per quel tipo di connessione, ma meno vero per il collegamento ampli-casse. l'ampli esce in alta impedenza la cassa è a bassa impedenza. Il pilotaggio è dunque in corrente. Quindi resistenza d'uscita alta, carico a bassa impedenza.

pero' mi sfugge un dettaglio: se parliamo di cavi di segnale, ci si riferisce nella quasi totalita' dei casi, a cavi schermati. Anche questi, geometricamente parlando, sono cavi coassiali.

mmm non credo. realizzi una linea coassiale quando

1) colleghi un segnale riferito a massa al nucleo del cavo
2) colleghi la massa alla garza.

in questa condizione, l'energia viaggia nel dielettrico e non nei conduttori.


se invece hai due conduttori paralleli immersi in un dielettrico schermato, e colleghi in questo modo

1) un segnale riferito a massa al primo conduttore paralllelo
2) la massa al secondo conduttore parallelo
3) la garza flottante

in questa condizione l'energia viaggia nei conduttorie quello che hai realizzato non è un cavo coassiale ma un cavo schermato, o per essere precisi, una linea bifilare schermata.


Rispetto ai cavi per rf non hanno un'impedenza caratteristica, tutto li'.
esatto, o meglio, a bassa frequenza ce l'hanno più bassa di un coassiale

E da notare che (almeno per quello che mi risulta), la quasi totalita' dei cavi di segnale commerciali, anche costosi, non usa cavi coassiali per RF.
a me risulta l'esatto contrario, perchè ad alta frequenza le perdite su linea bifilare non son trascurabili. Tutti gli strumenti a radio frequenza che ho usato, fanno sempre uso di cavi coassiali per le connessioni. Se poi passi alle micronde si usano solitamente dei "cavi" che in realtà sono delle guide d'onda, ovvero si presentano come delle cannucce cilindirche cave (o parallelepipedi), che confinano il campo elettromagnetico.

Peraltro, ricordo che tempo fa feci una prova con dell'rg174 e l'effetto era di una totale perdita di acuti.
interessante, andrebbe approfondita la cosa, mi interessa. quanto era lungo il cavo, e cosa ci avevi collegato ?

cioe' un normale cavo per collegamenti bilanciati. Non sono costosissimi.

mi pare di ricordare, ma mi potrei sbagliare perchè parliamo di tempo fa, che costino comunque di più dei coassiali. Poi ci son da tutti i prezzi ;)
 
rinorho ha detto:
Ho riletto il mio post, Mamma mia! Così come è venuto sembrerebbe avere il senso che ha dato nordata.

Comunque, sicuramente quello dell'esempio del collegamento LNB/ricevitore sat non era inteso per riferirmi ad un segnale digitale poichè è risaputio che al quel segnale non è associata nessuan grandezza tipica delle digitali (frequenza di clock, ec, )

Infatti, una volta che LNB ha ridotto la frequenza dal campo delle microonde fino alle frequenza "trasportabile" via cavo, è compito del ricevitore estrarre il flusso digitale.

Però era un ottimo esempio riscontrabile nelle nostre abitazioni dove le distanze possono essere significative. In alternativa, sarebbe stato meglio un se avessi proposto di realizzare con il doppino telefonico 100 metri di cavo da utilizzare sulla S/PDIF, ma gli effetti non sarebbero stati così macroscopici. Non perchè il segnale è digitale , ma semplicemente per il numero di informazioni correlate al segnale audio/video rispetto a quello audio.


Avete ragione, mi sono molto espresso male, intendevo far comprendere solo l'importanza del cavo adeguato, così come deve avvenire anche per i segnali digitali, di qui l'accostamento con i cavi ottici utilizzati appunto, quando le distanze divengono importanti nelle trasmissioni digitali.


Non mi sarei mai sognato di scrivere che il segnale LNB/ricevitore è soggetto ad esempio a Retun Loss o a JITTER, tipici fenomeni dei segnali digitali.


Tuttavia, la banalizzazione dei segnali digitali e della loro trasmissione è un errore assai comune.

Infine, che sulle distanze "corte" sia da evitare la doppia conversione elettro-ottica è risaputo, ma non tanto per la distorsione riscontrabile, che se vogliamo altro non che una conseguenza... ma esclusivamente perchè la doppia conversione necessaria per la trasmissione (ele-opt opt-ele) introduce Jitter in tutte le sue componenti; tipico di tutte le trasmissioni digitali.


Ciao

Rino

si ci siamo tutti espressi e capiti male. Anche io non volevo banalizzare il problema dicendo che puoi trasmettere un segnale digitale pure sulle corde di una chitarra.

Quello che volevo dire forse si riassume bene con questo esempio.

Un cavo scart (di lunghezza 1,5 metri) (rgb) di quelli da 4 soldi, spesso causa problemi non solo di perdià di luminosità e colore dell'immagine, ma anche di canali terrestri che ti si vedono in trasparenza sotto mentre ti guardi un dvd. Comprare una presa scart sempre da 1,5 metri schermata e con connettori placcati oro a 18 euro, è un buon acquisto che risolve i problemi. Comprare una scart da 1,5 metri che costa 120 euro, secondo me è una FOLLIA, eppure le producono.

Usare un cavo dvi per collegare monitor e pc di quelli inclusi nella scatola (1,5 metri) non da mai problemi (salvo situazioni tipo, cavo che passa vicino ad un trasformatore o sorgente a micronde). Sostiuire questo cavo con uno più costoso (sempre da 1,5 metri) non porta a miglioramenti nella qualità dell'immagine. Comprare un cavo DVI da 1,5 metri e pagarlo 60 euro non ha senso.

IL DISCORSO cambia, se dobbiamo portare il segnale video digitale lontano. Allora si che diventa un casino e diventa necessario comprarsi un cavo che costi molto, altrimenti non si vede niente.

Con lo SPDIF uguale. Se devi percorrere una breve tratta, quello che non deve accadere, è confondere uno 0 con un 1 per qual si voglia motivo. Ora se questa confusione di valori non si verifica con un cavo che costa poco, comprarne uno che costa 10 volte tanto non migliora niente.
Se ci allontaniamo dalla sorgente o se i disturbi esterni aumentano, molto probabilmente il cavo scrauso che usavamo prima ci farà confondere 1 con 0, mentre quello più costoso no.


CONCLUDENDO, sperando di essermi espresso un po' meglio anche io,

ANALOGICO: spendere su un cavo la giusta cifra, senza ricorrere incrementi prestazionali impercettibili. Ad ogni modo, un prodotto di qualità superiore ci garantisce sempre un miglioramente della ricezione (anche se infinitesimo ma non udibile)

DIGITALE: anche qui spendere la giusta cifra, dove per giusta si intende un cavo che per quell'applicazione non da problemi. Se problemi non ce ne sono, spendere di più non porta a nessun giovamento, neanche matematico e non udibile/visibile
 
Ronzino ha detto:
CONCLUDENDO, sperando di essermi espresso un po' meglio anche io,

ANALOGICO: spendere su un cavo la giusta cifra, senza ricorrere incrementi prestazionali impercettibili. Ad ogni modo, un prodotto di qualità superiore ci garantisce sempre un miglioramente della ricezione (anche se infinitesimo ma non udibile)

DIGITALE: anche qui spendere la giusta cifra, dove per giusta si intende un cavo che per quell'applicazione non da problemi. Se problemi non ce ne sono, spendere di più non porta a nessun giovamento, neanche matematico e non udibile/visibile

Mi piace la tua conclusione :)

Stefano
 
Ronzino ha detto:
ovvio, già si era detto ;)

io stavo parlando del collegamento finale-utilizzatore ovvero amplificatore-casse. quello che dici è vero per quel tipo di connessione,

allora uno dei 2 si e' perso ;-) la discussione non era sui cavi di segnale?

Ronzino ha detto:
mmm non credo. realizzi una linea coassiale quando

1) colleghi un segnale riferito a massa al nucleo del cavo
2) colleghi la massa alla garza.

appunto. un cavo schermato (io mi riferisco sempre ai cavi di segnale), tipicamente e' un conduttore centrale, un dielettrico, calza e guaina.
Quello con 2 conduttori (sempre circondati da dielettrico, calza e guaina) si usa per i collegamenti bilanciati; si puo' usare anche per collegamenti sbilanciati....nulla lo vieta, ma rimane intrinsecamente un cavo schermato.
Dal punto di vista formale non so se puo' considerarsi, almeno costruttivamente, un coassiale, ma credo che sia una questione di lana caprina. ;-)

Ronzino ha detto:
in questa condizione, l'energia viaggia nel dielettrico e non nei conduttori.
sono passati decisamente troppi anni dall'esame di fisica2 e non ci penso minimamente a riprendere il resnick hallday, ma questa non mi convince del tutto

Ronzino ha detto:
in questa condizione l'energia viaggia nei conduttorie quello che hai realizzato non è un cavo coassiale ma un cavo schermato, o per essere precisi, una linea bifilare schermata.
perfetto. ma il cavo schermato e' anche monoconduttore + calza.
Da nessuna parte sta scritto che debba essere bilanciato. E infatti, la maggior parte dei nostri apparecchi hifi utilizza collegamenti sbilanciati


Ronzino ha detto:
interessante, andrebbe approfondita la cosa, mi interessa. quanto era lungo il cavo, e cosa ci avevi collegato ?

vediamo...la prova l'avevo fatta in seguito ad un articolo pubblicato su una rivista....credo nuova elettronica; in sostanza facevano proprio una disanima su capacita', induttanza ecc, concludendo che i cavi cosiddetti esoterici da (allora) N migliaia di euro potevano essere realizzati con conduttori coassiali per alta frequenza (nota che si riferivano sempre e solo ai cavi di segnale, non di potenza).
Dopo alcune pagine di formule, tabelle ecc, concludevano bellamente con: "...in pratica se usate cavi coassiali rg174 o, meglio, rg58, potrete fare un cavo con le caratteristiche dei migliori cavi esoterici".
Ora, ai miracoli fatico molto a crederci, ma avendo da poco comprato un discreto ampli e dvd, e avendo in giro qualche spezzone di rg174, non mi e' costato piu' di qualche minuto verificare in pratica quanto avevo letto.
Morale: lettore dvd sony 725D (avevo anche un lettore cd, sempre sony, modello xb720. Onestamente non ricordo quale dei 2 e' stato testato. Suppongo il cd, ma non ci giurerei), ampli yamaha dsp a2, cavetti lunghi una sessantina di cm con rg174 (fra l'altro era pure bellino, con doppia calza argentata, credo fosse un rimasuglio di qualche lavoretto di collegamento della parabola del meteosat all'lnb) e connettori rca niente piu' che decenti, cioe' non le solite ciofeche di plastica ma nemmeno roba in platino con diamanti incastonati, chiamato il solito amico a far da cavia e via con le prove. Beh, non c'e' stato nemmeno da provare molto: l'attenuazione degli acuti era talmente evidente che il cavo e' stato scartato senza pieta'. I cavetti bianco/rosso da 500 lire di allora che trovavi insieme a qualunque lettore dvd, andavano sicuramente molto meglio.

Ronzino ha detto:
mi pare di ricordare, ma mi potrei sbagliare perchè parliamo di tempo fa, che costino comunque di più dei coassiali. Poi ci son da tutti i prezzi ;)

no, ti assicuro. attualmente mi sono fatto tutti i cavi di segnale con cavo per collegamenti bilanciati...tasker C-qualchecosa. Credo di averlo pagato sui 50 centesimi al metro o giu' diu li'. Di sicuro all'euro al metro non ci arrivava.
Naturalmente non escludo che ce ne possano essere anche di cari come il fuoco, come per ogni altro cavo supposto piu' o meno miracoloso.

Adriano
 
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