Il Variac sicuramente no, poichè è semplicemente un reostato in cui si può regolare la tensione di uscita tramite una manopola, pertanto serve solo per ottenere una tensione diversa da quella standard, ma non regola nulla.
Si usa solitamente in laboratorio per verificare il comportamento di una apparecchio quando alimentato con tensione diversa da quella nominale.
Serve invece uno stabilizzatore, a questo punto però bisogna accertarsi di che tipo è il disturbo: impulsivo o costante.
In altre parole: se la tensione di rete è costantemente superiore (o inferiore) rispetto al valore nominale, variando magari nell'arco della giornata, ma comunque sempre con fluttuazioni lente attorno ad un valore medio (tipico di zone montagna o di campagna), oppure se la tensione ha sbalzi improvvisi e rapidi, più o meno lunghi che si ripetono nel tempo (tipico delle aree industriali).
Nel primo caso si può utilizzare uno stabilizzatore di tipo elettromeccanico, in pratica un trasformatore con uscita variabile (esattamente come un Variac) in cui però la regolazione avviene tramite un motorino che muove un contatto che scorre lungo l'avvolgimento, il tutto controllato da un circuito elettronico.
Il tutto funzioa benissimo se gli sbalzi sono lenti o il valore è costantemente errato, ma non può fare nulla se gli sbalzi sono improvvisi e di breve durata, in quanto l'inerzia del sistema elettromeccanico non riesce a seguire gli sbalzi.
In questo caso si deve utilizzare uno stabilizzatore interamente elettronico, completamente statico, in parole semplici si tratta di un "amplificatore di bassa frequenza" di grande potenza che eroga una tensione di 230 V a 50 Hz e la mantiene sempre allo stesso valore; essendo interamente elettronico la risposta ai transienti è praticamente istantanea.
E' il tipo migliore, ma costa.
Bisogna anche tenere presente che per questo tipo di stabilizzatore esiste lo stesso proboema dei gruppi di contoinuità, ovvero la forma d'onda in uscita.
Per risparmiare e semplificare solitamente si fa uso di una Onda Quadra, che impone meno requisti all'elettronica (potenza dei transistor di uscita e relativa alimentazione e dissipazione) ma tale onda non è adatta a pilotare apparecchi elettronici, specialmente in modo continuo come in questo caso (lo si può tollerare per i pochi minuti in cui serve un gruppo di continuità per salvare dei dati), leggermente migliori sono quelli "a onda corretta" in cui l'onda quadra è filtrata per farla assomigliare ad una sinusoide, ma per un uso continuo si deve optare per un tipo a vera onda sinusoidale (pesante e costoso).
In ogni caso non servono a nulla le ciabatte più o meno filtrate, anche contro le sovratensioni, perchè si limitano a tagliare oltre una certa soglia e solo per picchi brevissimi e istantanei, non cambiano il valore della tensione.
Ho visto in rete "stabilizzatori" da poche decine di Euro, non ho la minima idea di come possano funzionare, credo siano semplicemente delle protezioni contro le sovratensioni.
Un buon stabilizzatore elettronico costa diverse centinaia di Euro, dipende poi dalla potenza continua che possono erogare.
Quelli elettromeccanici costano un tantino meno, ma usabili solo nelle condizioni cui ho accennato.
Ai tempi ne ho installati per alimentare i ripetitori in momtagna delle radio FM per dare una tensione abbastanza stabilizzata.
Per completezza: esiste anche una variante del sistema a motore e trasformatore variabile, sistema che utilizza invece una serie di relè che prelevano la tensione da uscite diverse del trasformatore.
Ad esempio: 5 uscite distanziate di 5 V (in più o in meno) dai canonici 230 V, un circuito elettronico sceglie l'uscita che si avvicina di più al valore nominale; si ha quindi una regolazione più grossolana di quella tramite motorino, che è invece continua.