Consiglio per rete elettrica con tensione alta

gatsu76

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Come scritto in un altro topic, ho da poco portato in riparazione il tv (per la seconda volta) a causa di un problema alla scheda di alimentazione.

Da quando mi sono trasferito, circa 2 anni fa, ho notato su diversi apparecchi problemi "elettrici": oltre al sopra citato tv, due ciabatte (1 APC e 1 Belkin, quindi non proprio quelle da discount) hanno avuto problemi, guastandosi.

Ho fatto verificare l'impianto da 2 elettricisti ed entrambi hanno detto che non ci sono problemi in merito ma che dal contatore esce una tensione piuttosto alta, intorno ai 250.

Ho contattato il fornitore, il quale mi ha risposto che non può intervenire, in quanto è prevista una tolleranza del 10%...

Dopo questa lunga introduzione, la domanda: ha senso prendere uno stabilizzatore di tensione per proteggere la parte A\V (tv e ampli)? Avete qualche modello da consigliarmi? Purtroppo sono molto digiuno in materia...
 
250 Volt per apparecchi progettati per i 220 sono davvero troppi. Si potrebbe ricorrere ad uno stabilizzatore o ad un variac.
 
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Il Variac sicuramente no, poichè è semplicemente un reostato in cui si può regolare la tensione di uscita tramite una manopola, pertanto serve solo per ottenere una tensione diversa da quella standard, ma non regola nulla.

Si usa solitamente in laboratorio per verificare il comportamento di una apparecchio quando alimentato con tensione diversa da quella nominale.

Serve invece uno stabilizzatore, a questo punto però bisogna accertarsi di che tipo è il disturbo: impulsivo o costante.

In altre parole: se la tensione di rete è costantemente superiore (o inferiore) rispetto al valore nominale, variando magari nell'arco della giornata, ma comunque sempre con fluttuazioni lente attorno ad un valore medio (tipico di zone montagna o di campagna), oppure se la tensione ha sbalzi improvvisi e rapidi, più o meno lunghi che si ripetono nel tempo (tipico delle aree industriali).

Nel primo caso si può utilizzare uno stabilizzatore di tipo elettromeccanico, in pratica un trasformatore con uscita variabile (esattamente come un Variac) in cui però la regolazione avviene tramite un motorino che muove un contatto che scorre lungo l'avvolgimento, il tutto controllato da un circuito elettronico.

Il tutto funzioa benissimo se gli sbalzi sono lenti o il valore è costantemente errato, ma non può fare nulla se gli sbalzi sono improvvisi e di breve durata, in quanto l'inerzia del sistema elettromeccanico non riesce a seguire gli sbalzi.

In questo caso si deve utilizzare uno stabilizzatore interamente elettronico, completamente statico, in parole semplici si tratta di un "amplificatore di bassa frequenza" di grande potenza che eroga una tensione di 230 V a 50 Hz e la mantiene sempre allo stesso valore; essendo interamente elettronico la risposta ai transienti è praticamente istantanea.

E' il tipo migliore, ma costa.

Bisogna anche tenere presente che per questo tipo di stabilizzatore esiste lo stesso proboema dei gruppi di contoinuità, ovvero la forma d'onda in uscita.

Per risparmiare e semplificare solitamente si fa uso di una Onda Quadra, che impone meno requisti all'elettronica (potenza dei transistor di uscita e relativa alimentazione e dissipazione) ma tale onda non è adatta a pilotare apparecchi elettronici, specialmente in modo continuo come in questo caso (lo si può tollerare per i pochi minuti in cui serve un gruppo di continuità per salvare dei dati), leggermente migliori sono quelli "a onda corretta" in cui l'onda quadra è filtrata per farla assomigliare ad una sinusoide, ma per un uso continuo si deve optare per un tipo a vera onda sinusoidale (pesante e costoso).

In ogni caso non servono a nulla le ciabatte più o meno filtrate, anche contro le sovratensioni, perchè si limitano a tagliare oltre una certa soglia e solo per picchi brevissimi e istantanei, non cambiano il valore della tensione.

Ho visto in rete "stabilizzatori" da poche decine di Euro, non ho la minima idea di come possano funzionare, credo siano semplicemente delle protezioni contro le sovratensioni.

Un buon stabilizzatore elettronico costa diverse centinaia di Euro, dipende poi dalla potenza continua che possono erogare.

Quelli elettromeccanici costano un tantino meno, ma usabili solo nelle condizioni cui ho accennato.

Ai tempi ne ho installati per alimentare i ripetitori in momtagna delle radio FM per dare una tensione abbastanza stabilizzata.

Per completezza: esiste anche una variante del sistema a motore e trasformatore variabile, sistema che utilizza invece una serie di relè che prelevano la tensione da uscite diverse del trasformatore.

Ad esempio: 5 uscite distanziate di 5 V (in più o in meno) dai canonici 230 V, un circuito elettronico sceglie l'uscita che si avvicina di più al valore nominale; si ha quindi una regolazione più grossolana di quella tramite motorino, che è invece continua.
 
Vero (*) scopro tuttavia in questa occasione che un variac dal costo di poco più di 150 euro sopporterebbe 5KVA, non poco se si pensa che il vecchio contratto standard per utenze domestiche era 3KW (che non sono KVA ma ci somigliano assai e non stiamo qui a dir le differenze...)

Se il nostro amico ha stabilmente (e questa è la parola chiave) 250V invece di 230 potrebbe ridurre la tensione a 240, in modo che eventuali oscillazioni in basso restino comunque nella norma. Il rendimento trattandosi di un trasformatore dovrebbe essere molto alto.

Certo il bambinello pesa 18Kg ed andrebbe posizionato fuori dalla portata dei bambini e in qualche caso dei familiari in genere...

(*) il variac ovviamente è un autotrasformatore e non un reostato, ma dal testo sembra che la confusione sia solo lessicale

variac-transformer-500x500.jpg


Nota di colore: scopro anche che i 250V possono bloccare il prelievo di energia dagli autoproduttori ecologici (perché i loro dispositivi vanno in protezione e non erogano più corrente verso la rete) con conseguente risparmio da parte dei gestori elettrici. Sui siti di interesse ci sono grafici che mostrano sistematici picchi di tensione nelle ore di maggior rendimento degli impianti fotovoltaici. Detto per inciso aumentando la tensione del 10% il gestore aumenta i consumi di svariati apparecchi (tutti quelli a carico resistivo, salvo altri) sfilandoci dalla tasca dei bei soldini in più.
 
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Non ho nominato la questione dell'autotrasformatore poichè avevo dato per scontato l'inutilità dell'uso del Variac in questa situazione, ma se si dovesse usare è da tenere massimamente in considerazione poichè ci si verrebbe a trovare nella non gradevole situazione di mancato isolamento galvanico dalla rete di distribuzione.

Non sto a dilungarmi, dico solo che per questi usi è da evitare se non in un uso controllato, ovvero in laboratorio con le opportune precauzioni.
 
Avevo proposto il Variac perchè permette una regolazione fine della tensione e costa meno di uno stabilizzatore, ma forse ho sbagliato perchè Gatsu 76 si dichiara poco esperto in materia. Gli appassionati di apparecchi d'epoca lo usano per dare tensione progressivamente ad apparecchi che sono stati spenti per molto tempo per non stressare i condensatori elettrolitici col rischio di farli esplodere. So che non dà isolamento galvanico, se lo si vuole bisogna usare un vero trasformatore. Che poi ai fornitori di energia elettrica sia consentito alzare la tensione a 250 Volt è inaccettabile: nelle case ci sono ancora apparecchi a 220 che se alimentati a 250 sicuramente si guastano.
 
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trovo già abbastanza inaccettabile che, essendo su un ipotetico carico resistivo (esempio: phon) la potenza assorbita proporzionale al quadrato della tensione, ad un aumento del 10% di tensione corrisponde un aumento del 21% di potenza assorbita (stante che 1,1 x 1,1 = 1,21) e quindi del costo orario per quall'apparecchio... cosa che non è sempre vera per tutti gli apparecchi ma anche fosse un solo centesimo in più in bolletta perché glielo devo regalare?
 
Quel che fa più paura è il danno che può fare una tensione coisì alta ad elettrodomestici fatti per funzionare a 220 come frigo e lavatrici. Non si può pensare di mettere sotto stabilizzatore l'intero impianto elettrico di casa, sarebbe troppo costoso. Sarebbe meglio che l'ENEL fosse obbligata a mantenere la tensione alle utenze il più vicino possibile ai 230 Volt possibilmente senza mai superarli.
 
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Nelle normative a carattere internazionale sono fissati i valori e le date in cui eventualmente adeguarsi, nonchè le tolleranze da rispettare.

Attualmente la rete in Italia dovrebbe essere tutta (in effetti non lo è) stata portata a 230 V con tolleranza del +- 10%, ovvero il valore può variare tra 207 V e 253 V.

Gli elettrodomestici e le altre apparecchiature dovrebbero essere progettate per lavorare con il valore nominale di 230 V (tolleranze comprese).

Si parlava di passare successivamente a 240 V, però nel frattempo l'Inghilterra, che usava appunto i 240, è passata ai 230 V.

Un progetto a livello mondiale prevederebbe l'uniformità al valore di 400 V/50 Hz (in questo caso ovviamente bifase); molti anni fa in alcune aree italiane, compresa la mia, la fornitura "motrice" era bifase a 280 V, quella "luce" era monofase a 160 V.
 
Intanto grazie a tutti per la risposta :)

Ammetto di non aver capito tutto (anzi buona parte) ma ci sto provando :)

per capire se l'uscita è costantemente alta mi potete consigliare uno strumento (possibilmente non troppo costoso) usabile anche da un neofita assoluto?

Al momento sto utilizzando uno stabilizzatore (economico) ma non vorrei fare più danno che bene... il modello è questo: Link
 
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Parlando di stabilizzatori seri intendo cose di questo genere:

http://www.icar.com/prodotto/senza categoria/stabilizzatori-di-tensione/

I primi due modelli della lista, non dei giocattolini cinesi come quello del link di Gatsu76 che regola l'uscita ad un 8%, quelli indicati da me con una variazione dell'ingresso di +-15% assicurano una uscita regolata entro lo 0.5 %, direi che esiste una piccola differenza.

Ne esistono anche di altre marche, ma quello che intendo dire è che si tratta di prodotti seri non le cosette che si trovano sulla bancarella o on-line.

Meno costosi ci sono, ad esempio quelli di questa serie (varie potenze) con una regolazione accettabile e tempi di intervento velocissimi:

https://www.kert.it/it/catalogo/stabilizzatori-di-corrente/231-KTREK1

Se le variazioni non sono del tipo impulsivo può andar bene anche un tipo a regolazione tramite relè (più veloce di quelli tramite servomotore), ad esempio questa serie, che assicura una regolazione in uscita del 3% con velocità di intervento inferiore al secondo con differenze di 90 V.

Sono solo alcuni esempi, giusto per dare una idea della categoria di apparecchi di cui si sta parlando, quindi non degli scatolotti di plastica.

Le ditte indicate producono stabilizzatori per tutte le potenze, anche trifase,pertanto se ne può anche acquistare uno che può servire per tutta l'abitazione, collocandolo ad esempio in cantina all'ingresso della linea.
 
ok, immaginavo che il mio AVR fosse robetta (visto il costo), parlerò anche con l'elettricista per capire come intervenire.. appena ho novità aggiorno il post, grazie!
 
Ripensandoci mi è venuto un dubbio: e se certi apparecchi non reggessero i 250 Volt che alcuni si trovano nell'impianto elettrico di casa? Sono cerificati per sopportarli a tempo indefinito o sono una tensione limite da non superare mai? Se mi trovassi in casa una tensione così alta mi prenderei uno stabilizzatore come questo https://www.kert.it/it/catalogo/stabilizzatori-di-corrente/231-KTREK1 per l'impianto. Mi chiedo che bisogno ci sia di portare la tensione trifase a 400 Volt in tutto il mondo, non sarebbe meglio lasciare tutto com'è? Ci può essere un piccolo vantaggio per i produttori che non devono più commercializzare versioni a 240V per Paesi come la Gran Bretagna o l'Australia che sono a 240V ma ne vale la pena? A voler essere "cattivi" si può sospettare che lo facciano apposta per far guastare gli apparecchi più vecchi così la gente li ricompra oltre che per far consumare di più quello che c'è già. P.S. è possibile per un esperto di elettronica o di elettrotecnica modificare apparecchi progettati per i 220 Volt per funzionare a 240-250 senza guastarsi? Penso di sì, e con minor spesa rispetto ad uno stabilizzatore.
 
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Veramente si parlava di 400 V bifase; ho letto che l'Inghilterra pare sia tornata ai 230 V, non so se in tutto o parte del territorio.

Come ho scritto, gli apparecchi sono progettati per funzionare in un certo range di tensioni e le tensioni fornite dalla rete elettrica devono essere all'interno di un certo range pure loro, se tutto rimane entro quanto stabilito non ci dovrebbero essere problemi.

Sono sicuramente più dannose le sovratensioni improvvise e molto elevate.

Concordo sul tipo di stabilizzatore ed infatti è uno di quelli che ho linkato, giusto per fare un esempio e vedere di cosa si sta parlando.

Quanto al modificare entrano in gioco molte variabili.

Se l'apparecchio è dotato di un trasformatore la cosa diventa impossibile se non facendo riavvolgere il trasformatore stesso, cosa non proprio banale ed economica, magari riavvolgendolo il pacco lamellare non va più bene come dimensioni, il che vorrebbe dire sostituire il trasformatore con uno nuovo, cosa non proprio economica.

Se l'alimentazione è di tipo switching la cosa potrebbe essere leggermente più semplice nel caso che ci sia il margine per poter variare la tensione di uscita di quanto necessario, non è detto che sia possibile, in questo caso andrebbe modificato pesantemente e anche qui ci sarebbe il problema degli avvolgimenti presenti che potrebbero non essere adatti alle nuove tensioni.
 
Non ne ho la più pallida idea, bisognerebbe leggere tutta la proposta, ma penso che la risposta sia la stessa che solitamente si dà quando ci sono cambi negli standard nei vari settori: ci si adegua pian piano, magari non avverrà o avverrà tra 40 anni.

Ad esempio dalle mie parti moti anni fa si è passati dai 160 V monofase per la "luce" ed i 280 V bifase per la "motrice" alla 230 V monofase e poi ai 230 V attuali.

Dalla TV analogia a quella digitale, dal DTT attuale al prossimo T2, ecc. ecc.
 
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