Cinemax: L'HT High End

Massimo,
forse sono io che non mi sono spiegato bene...

quote:
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Mi dispiace usare questo linguaggio, ma a volte leggo dei post fatti come i discorsi al bar: è facile pontificare per tutti noi quando questo si risolve solo nel cercare di risparmiare 50 € per un hobby!
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Se alludi a me, non mi sembra di aver pontificato, e comunque sì, avrei dovuto fare come un qualsiasi utente, nell'edicola...


Non alludevo affatto a te, anche perché non avrei quella confidenza e quei fatti per potertelo dire: è una considerazione del tutto generica, da impressioni complessive, e, ti assicuro, non legata a nessuno in particolare. Se voglio riferirmi a soggetti particolari, lo faccio... ;) ;) ;)


"Allora, chiedo umilmente perdono per non essermi saputo spiegare. Per me l'Hi End è anche espressione della grande passione verso l'HT. Credo che solo un grande appassionato potrebbe lasciare ad esempio,la comodità di un lettore stand alone, in favore di un HTPC. E, come già detto, una rivista che trattasse Hi End, non potrebbe a mio avviso non occuparsene. Comunque, no problem, io ho solo fatto presente ciò che per me, e ribadisco per me, rende DVHT meno interessante di un tempo. Chiaro che per voi contino dati inerenti la diffusione della rivista, che immagino confortanti."

Ti rispondo sull'HTPC per quello che mi riguarda: è da giugno dell'anno scorso che ho qui il Rosebud di Alberto Andreoli, che per me rappresenta non voglio dire l'unico, ma almeno uno di pochissimi tentativi di dare una risposta all'HTPC.
Purtroppo il mio CRT si è rotto, e lo è ancora (riparare un 9" a Cuba non è semplicissimo...): e non mi sembra affatto serio provare un HTPC (per una recensione) con un DLP...
Le soluzioni singole potrebbero anche essere utili, ma io non sono all'altezza di andare alla ricerca dell'ultimo driver o dell'ultimo player software: semplicemente non ho il tempo per farlo, perché me lo leverebbe all'analisi dei sistemi di videoproiezione.
E quindi non sarei in grado di scrivere articoli su cose che non padroneggio (con il livello che posso avere io nella mia testa bacata, almeno... :p).


quote:
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Rimane comunque il fatto che MAI farei un acquisto solo per averlo letto su una rivista: dico sempre che bisogna ragionare con la propria testa, e finora non l'ho staccata neanche a chi sostiene che gli LCD sono proiettori da HT, figurati un pò...
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Di nuovo anche tu?
Guarda, ritengo di non aver nulla da dimostrare, ma come già detto, io acquisto riviste proprio per assistermi nella scelta dei componenti HT. Avevo già ascoltato il pre 9000es e ne ero rimasto favorevolmente impressionato e se avessi seguito le prove di una rivista concorrente, probabilmente quel pre non l'avrei mai acquistato. E francamente non so proprio, verso cosa mi sarei orientato, visto che il mercato non offriva nulla che per prestazioni e prezzo fosse lontanamente paragonabile. Quindi la tua recensione, è stata per me indicativa; se vuoi, la conferma alle mie valutazioni d'ascolto.


Ancora, un problema di comunicazione. Ma come, sei gentile con me, mi fai dei complimenti (non pagabili, sia ben chiaro! ;) ) ed io ti do del mancante di personalità? Voleva essere una forma di autoironia, indirizzata a me ed a tutta la categoria di quelli che scrivono, che spesso ritiene di essere metri sopra i comuni mortali.
Ma per me l'arma è sempre quella del ragionamento con la propria testa; anche se le situazioni sono talmente tanto variegate che non si può mai generalizzare: ci può essere uno che ha una capoccia così ma non ha il tempo e/o la voglia di perdere tempo a fare verifiche personali. Per questa gente la recensione sulla rivista ha una efficacia diversa, ovviamente.
Ma ancora, non era rivolto a te, ma una semplice osservazione qualunquista!!!

Ciao, e grazie!
Andrea
 
Riguardo i "peccati" (più o meno veniali), da te elencati nei confronti delle riviste AF e DVHT, vorrei aggiungere che gli articoli sulle riviste sono composti da gente, fatta di carne ed ossa.
Gente come Andrea Manuti, Gian luca di Felice, Emidio, me e tanti altri.
E la gente può ovviamente sbagliare nei giudizi, talvolta può farsi un'idea imprecisa, talvolta può azzeccare per filo e per segno il contenuto della sostanza, mentre in altri casi può interpretare alcuni aspetti tecnici in modo inesatto o eventualmente erroneo.

Romano,
Questo discorso mi vede assolutamente in disaccordo.
Mettere in relazione le pecche delle riviste con gli errori dei recensori, non mi sembra corretto o, quantomeno, mi sembra un "comodo" metodo per ovviare ad una mancanza di controllo su ciò che viene pubblicato.
E' vero che errare è umano, e che il recensore è un uomo, ma proprio perchè recensore, ha molto meno diritto di sbagliare degli altri in quanto, come abbiamo visto, ciò che scrive, può essere preso come oro colato dai lettori.


??? come si fa a conoscere a priori che ciò che si scrive è in errore??? e poi per quale motivo si dovrebbe pubblicarlo???

mi sa che c'è qualcosa di "incompreso", in questa frase. :eek: !!!

Comunque credo che sia impossibile (per chiunque) scrivere un qualcosa con la certezza di centrare sempre la verità o il "giusto".

Chi ci riesce... dovrebbe provare a scrivere su una rivista (esporsi vuol dire un bel mucchio di cose, ben diverso dal lanciare il sasso e nascondere la mano, oppure dare sempre suggerimenti infondati, senza contenuto e senza una precisa direzione)

Il discorso si focalizza sull'eventualità dell'errore umano, sulla fallibilità dei giudizi e dei paragoni, anche quando ottenuti sulla base di una solida e puntuale esperienza.

Scusa, ma se diamo corpo a questo discorso: tu e tutta la banda cosa scrivete a fare?


personalmente credo (penso) che il mio apporto sia relativo alla mia personale esperienza, magari più vasta in alcune cose di quella in possesso della maggioranza dei lettori.
Poi, esisteranno anche persone che ne sanno di più, ben vengano, magari acquisteranno la rivista per criticarne i contenuti così superficiali, oppure non la compreranno per niente... noi (come tutti) abbiamo un certo target.

Comunque, credimi, esistono moltissime persone che sono contentissime di leggere questa rivista, filtrandone i contenuti in modo idoneo. Io ne ricevo riscontro praticamente giornalmente.

Se utilizziamo questo metro: nessuno di noi, in quanto fallibile, può dare giudizi su alcuno: tutti possono dire ciò che vogliono senza curarsi del contenuto ma della fallibilità degli oppositori.

Ecco, è proprio questo il punto. A differenza di quanto tu scrivi, io (e con me tutti gli altri giornalisti e redattori di giornali tecnici che conosco) parto proprio da tutt'altro punto, cercando di dare il meglio per quello che posso, mettendo a disposizione la mia personale esperienza e conoscenza tecnica specifica.
Per questo motivo scrivo sulla rivista. Se partissi dal presupposto dal quale parti tu, potrei scrivere qualsiasi idiozia, senza cognizione di causa.
Ma cosa me ne verrebbe in tasca? questa attività la facciamo da appassionati, che impegnano un mucchio di tempo proprio per questi motivi e il compenso, bada bene, è veramente minimale.

Caro Romano, non è la prima volta che ravviso questo concetto nei tuoi scritti, ed anche stavolta, ribadisco la mia opinione contraria all'utilizzo che ne fai.
Errare è umano, ma considerarlo un meraviglioso limbo, mi pare assurdo se non pericoloso.
Gli spazi di miglioramento non necessitano assolutamente del limbo anzi, in sua presenza perdono ogni significato, perchè basati su qualche cosa di insicuro.
L'errore, pur essendo umano, deve essere una eventualità da cercare di evitare con tutte le proprie forze, a maggior ragione da parte del recensore che viene letto da migliaia di persone che ripongono in lui la propria fiducia.
Tu invece fai dell'errore umano un rifugio, una panacea per tutti i mali possibili, attenzione: da qui a diventare una comoda scusa per affermare ciò che si vuole, tanto se poi va male chiedo scusa, il passo è infinitesimale.


Credo proprio che tu invece abbia preso una direzione totalmente erronea... secondo me non hai "ravvisato" bene :D

Io (come tutti gli altri) mi concentro e spendo un mucchio di energie in direzione del raggiungimento della massima precisione. E fin'ora devo dire di aver raggiunto ottimi risultati (almeno consultandomi con un mucchio di altri tecnici di settore).

Non ho MAI preso in considerazione la fallibilità quale "panacea" o "comodo rifugio" per gli errori che si possono commettere, e credimi (ma forse non ti convincerò mai), esistono anche le persone intellettualmente oneste.
Quindi "non ne faccio una panacea per tutti i mali possibili", così come non faccio la birra di noce o le barbabietole trifolate con il succo d'acero... questo è quello che faccio io.

Comunque, ribadisco. Pur nella massima concentrazione è possibile che ognuno di noi sbagli. Chi non crede in questo... è destinato ad amare delusioni, prima o poi.

Ultima cosa: attenzione! per scrivere un qualcosa di interessante per gli altri occorre... "esporsi". Sai cosa vuol dire? Scrivere qualcosa di interessante, concreto, con contenuti, eventualmente riscontrabili da altri.
 
Originariamente inviato da Romano Consul

??? come si fa a conoscere a priori che ciò che si scrive è in errore???

Infatti non puoi saperlo, basta impegnarsi perchè ciò non accada e non utilizzare l'umana fallibilità come giustificazione ai peccati veniali delle riviste.
Un saltuario (se la frequenza è maggiore cambia mestiere:))errore di un recensore, non pregiudica il buon andamento di una rivista: i problemi, se ci sono, sono altri

Comunque credo che sia impossibile (per chiunque) scrivere un qualcosa con la certezza di centrare sempre la verità o il "giusto".

Non era questo il senso della mia osservazione e mi rifiuto di credere che tu non l'abbia colto.

Chi ci riesce... dovrebbe provare a scrivere su una rivista (esporsi vuol dire un bel mucchio di cose, ben diverso dal lanciare il sasso e nascondere la mano, oppure dare sempre suggerimenti infondati, senza contenuto e senza una precisa direzione)

A proposito di sassi e mano: spiegati meglio.

Ecco, è proprio questo il punto. A differenza di quanto tu scrivi, io (e con me tutti gli altri giornalisti e redattori di giornali tecnici che conosco) parto proprio da tutt'altro punto, cercando di dare il meglio per quello che posso, mettendo a disposizione la mia personale esperienza e conoscenza tecnica specifica.
Per questo motivo scrivo sulla rivista. Se partissi dal presupposto dal quale parti tu, potrei scrivere qualsiasi idiozia, senza cognizione di causa.


Sei forte, come al solito metti in bocca agli altri quello che ti viene contestato: se tu scrivi

Siamo sempre sicuri di ciò che diciamo? possiamo sempre "firmare" tutto incondizionatamente? Possiamo sempre sederci "in cattedra" ed insegnare, sicuri di essere i depositari della verità assoluta?
E i lettori? stessa cosa? ;)
quando mi "beccherò" gli ortaggi, sarà a causa di un altro giudizio (... forse?) ? il lettore che me li tirerà, sarà certo di non poter essere in seguito smentito sulle sue convinzioni e sui suoi convincimenti?

mi sembra che non ti interessi il contenuto del giudizio altrui, ma solo se l'altro può essere colto in fallo ma forse sono solo io a pensarla così.

Ma cosa me ne verrebbe in tasca? questa attività la facciamo da appassionati, che impegnano un mucchio di tempo proprio per questi motivi e il compenso, bada bene, è veramente minimale.

Non sto accusando te, sto discutendo il tuo pensiero: occhio alla coda!:)


Credo proprio che tu invece abbia preso una direzione totalmente erronea... secondo me non hai "ravvisato" bene

Può essere!

Io (come tutti gli altri) mi concentro e spendo un mucchio di energie in direzione del raggiungimento della massima precisione.

Mi sembra la strada giusta.

E fin'ora devo dire di aver raggiunto ottimi risultati (almeno consultandomi con un mucchio di altri tecnici di settore).

Questo magari dovrebbero dirlo gli altri!:)

Non ho MAI preso in considerazione la fallibilità quale "panacea" o "comodo rifugio" per gli errori che si possono commettere,

Rileggi il tuo scritto che vado a quotare:

Io, in cuor mio, dico questo.
Il giorno nel quale mi sentirò completamente sicuro di me, certo delle mie convinzioni, capace di asserire "verità definitive", senza quel meraviglioso limbo costituito dal "ragionevole dubbio, che in fin dei conti ci conforta tutti, assicurando continui spazi di miglioramento e perfezionamento, non scriverò più una sola parola. Ne su rivista ne su forum o altro...
Mi ritirerò da questo contesto, certo solo di un fatto:
di aver raggiunto la totale, completa, irreversibile, invalidante imbecillità?

Dunque "impossibilità delle verità definitive"="ragionevole dubbio"="meraviglioso limbo": secondo me questa equazione è estremamente pericolosa e la definizione di "meraviglioso limbo" mi suona come "caldo rifugio" per i miei sbagli, forse fraintendo, ma io la vedo così.

e credimi (ma forse non ti convincerò mai), esistono anche le persone intellettualmente oneste.

Non lo metto in dubbio, ma chi dovrebbe essere disonesto?

Ultima cosa: attenzione! per scrivere un qualcosa di interessante per gli altri occorre... "esporsi". Sai cosa vuol dire? Scrivere qualcosa di interessante, concreto, con contenuti, eventualmente riscontrabili da altri.

Spiegati meglio:
vuoi dire che i tuoi scritti sono interessanti e i miei no?
Può anche essere, ma non mi interessa, io sto discutendo delle idee che non condivido: chi è interessato risponde, gli altri non sono obbligati a farlo e soprattutto chi sei tu per giudicare?
 
Ultima modifica:
Ok,

ancora continuiamo a girare il discorso, e il can per l'aia, ma per me le chiacchiere "stanno a zero".

allora:

1) non voglio giustificare alcun errore;
2) non pretendo di celarmi dietro la fallibilità;
3) ogni volta che scrivo mi prendo le mie responsabilità;
4) cerco in ogni caso di sforzarmi all'estremo per scrivere sempre cose esatte. Non scrivo o parlo praticamente mai per sentito dire.
5) ogni cosa la sperimento;
6) non ritengo affatto corretto agire o scrivere "alla leggera" per poi avere la giustificazione del "limbo" di cui si parlava. Ciò che ho scritto aveva *totalmente* altro senso;
7) di errori finora non credo di averne commessi, mi sono consultato con tanti altri tecnici di settore. Può darsi in ogni caso che io ne abbia commessi, se ne hai traccia o dubbi in proposito ti prego di circostanziare i punti e le motivazioni;
8) ritengo in ogni caso che ogni essere umano possa essere fallibile, nonostante il massimo impegno e la suprema esperienza.
9) ritengo più che accettabile questo mio modo di pensare e di agire, in base a questo continuerò a scrivere.

Speriamo che questa volta il mio discorso sia più chiaro, anche se come al solito mi tocca rispiegarlo più volte (anche se tutte le persone da me sentite dopo il primo post sono state d'accordo con me, il discorso era chiarissimo anche la prima volta). Non metto in bocca parole a nessuno, ma mi limito a scrivere il mio punto di vista. Quando questo viene palesemente travisato, "rigirato", o male interpretato sono pronto a correggere il tiro, dichiarando apertamente il senso di ciò che ho scritto, preciso e nitido, in ogni caso.

Non mi piace il discorso "Sei forte, come al solito metti in bocca agli altri quello che ti viene contestato: se tu scrivi

Mi suona tanto come una bella mancanza di rispetto: non ho queste abitudini (non l'ho mai avute) e non credo che tu debba (e possa) farmi alcun rimprovero.
Non mi piace la polemica, nè credo che tu abbia alcun diritto di aprirne una qui. Non ho mancato di rispetto a te, ti invito a rivedere le modalità di relazione, qualsiasi sia il tuo punto di vista, condivisibile o non, interessante o meno.
Purtroppo devo anche riportare che personalmente giudico questa "disquisizione" su quanto ho scritto chiaramente (ed è stato da te poi male interpretato) una sterile e inutile perdita di tempo.

Io ho scritto un qualcosa, se tu poi l'hai interpretato come volevi o come ti sentivi, non è mio problema, converrai con me in questo.
Io sono stato e sono coerente con quanto ho scritto inizialmente, parola per parola, lo penso e ho il conforto della maggior parte delle persone che interpello, giorno per giorno.
Ti invito a rileggere il mio post (...vedi tu)
Se poi ritieni che la frase "meraviglioso limbo" suoni come "caldo rifugio", "l'asino che vola" come "il nano fa la birra" o altre parole o frasi per te abbiano un significato del tutto personale e/o particolare, ti prego di prendere atto che questo genere di problemi di interpretazione riguardano soltanto te.

In realtà, per quanto mi riguarda, sono fantasie distanti anni luce da quello che penso. Non le condivido e nemmeno mi interessano più di tanto; che tu ci creda o no, è proprio così.
 
Originariamente inviato da Romano Consul

Caro Romano,
stavo per risponderti, dicendoti che sai benissimo cosa intendevo, ma un amico mi ha telefonato dicendomi che stasera mi porta due bottiglie di Bolgheri Sassicaia del 95: il solo pensare agli aromi ed ai sapori straordinari che si sprigioneranno, mi ha fatto capire che c'è ben altro nella vita!
Salute!!:)
 
Ultima modifica:
Ho riletto più volte stamattina questo thread ed ancora non riesco a capire...
Peeerchéeeee? Ma soprattutto: peeeeeeeerchéeeeeeeee?

Marco, consentimi di fare qualche passo indietro. Prima di tutto vorrei rispondere al tuo primo post:
Originariamente inviato da Marco Rosanova
... Così potremmo avere prove di componenti economici, destinati ad una utenza principiante, dedicate, più che alle misure, all'utilizzo pratico [...] Così finalmente, il Sig Rossi che vuole comprarsi un TV non incapperà in prove che sembrano descrivere un satellite artificiale, e l'appassionato evoluto troverà gli elementi tecnici per valutare l'oggetto provato...
Il mio obiettivo è appena diverso. Sono il primo che non può permetersi apparecchi ultra costosi e quindi pretendo che venga messa la stessa energia anche per apparecchi "low-cost". Il mio impegno sarà quindi verso questa direzione, appena la standardizzazione delle misure permetterà di avere tempo per l'analisi di tutti gli apparecchi. La sfida più importante è rendere comprensibili le misure anche al signor Rossi e su questo sto puntando moltissimo. Quando è stato analizzato il lettore DVD Waitec (da 170 Euro!), che andava male alle misure video standard, è stata effettuata anche una misura sull'uscita RGB...

Anyway, torniamo alla polemica ed al tuo primo commento alla risposta di Romano. Anzi: partiamo proprio dal post di Romano.
Originariamente inviato da Romano Consul
... gli articoli sulle riviste sono composti da gente, fatta di carne ed ossa [...] E la gente può ovviamente sbagliare nei giudizi, talvolta può farsi un'idea imprecisa, talvolta può azzeccare per filo e per segno il contenuto della sostanza, mentre in altri casi può interpretare alcuni aspetti tecnici in modo inesatto o eventualmente erroneo.
Ora, visto che è tanto di moda l'esegesi e la pesa al bilancino delle parole, spiegami come fai dalle parole di romano a giungere ai tuoi commenti. Ascolta cosa leggo io, soggettivamente, dalle parole di Romano:

io, come collaboratore di una rivista specializzata, mi spremo sempre al massimo. Eppure non basta mai. Capita talvolta che arrivi qualche inesattezza che comprometta alcuni aspetti del lavoro svolto. D'altra parte siamo uomini e quindi sono convinto che non mi sia concesso sbagliare (come ad un chirurgo: se sbaglia va in galera!), però succede e quando succede si riparte, meglio di prima perché ho imparato qualcosa di più. Nel mio primo articolo scrissi una cazzata tremenda: il film "Matrix" è in Cinemascope :p Nel secondo articolo, dopo esser stato ripreso via email da una gentile ed espertissima lettrice, ho chiesto perdono per l'inesattezza :D
Ora in quanto fallibile (ho sbagliato, più volte e probabilmente continuerò a farlo) dovrei ritirarmi a vita privata?
Attenzione! Con l'ultimo periodo che ho appena scritto non sto assolutamente dicendo che tu stia pensando questo: è solo un mio ragionamento ad "alta voce". Preciso poiché, visti i precedenti equivoci... ;)

A questo punto, vorrei andare avanti ma preferisco fermarmi qui, almeno per il momento, invitando tutti ad un'esegesi delle parole scritte meno ansiosa e distruttiva.

A questo punto sono costretto a quotare lo splendido post di Lino che condivido in gran parte:


Originariamente inviato da linomatz

Quella che conta e' la capacita' di capire!

E spetta solo a noi utenti.

Non basta il buon senso,
hanno poca importanza le grandi possibilita' economiche,
spesso non basta saperne abbastanza,
troppo spesso perdiamo il controllo delle emozioni.

Il mercato opera sfruttando queste tematiche.
Le riviste sono strumento di mercato ed hanno
nel contempo la necessita' di giustificarsi
economicamente e commercialmente.

Ci saranno sempre riviste come AF
che da una parte cercano di arruffianarsi
il lettore dando la parvenza di attaccare
il produttore e dall'altra pagano
un'ormai atavica impreparazione tecnica.

Ci saranno sempre riviste come DVHT
che da una parte ostentano la loro
superiorita' tecnica e dall'altra
pagano una non ancora raggiunta identita'.

In entrambi i casi al loro interno
contengono collaboratori validi
e personaggi discutibili.
In entrambi i casi offrono un'informazione
mistificata, anche in buona fede, che va filtrata.

Noi utenti e lettori dobbiamo
imparare a capire, imparare a difenderci,
imparare a valutare, imparare a crescere,
imparare ad acquistare, imparare a distinguere.

A noi il compito del loggionista,
pronti ad applaudire ed all'ovazione
ma pronti anche alle pernacchie ed al lancio di ortaggi!

Caro Lino,
spero proprio che AVforum serva anche per questo ;)

Emidio
 
Originariamente inviato da Emidio Frattaroli
Il mio obiettivo è appena diverso. Sono il primo che non può permetersi apparecchi ultra costosi e quindi pretendo che venga messa la stessa energia anche per apparecchi "low-cost". Il mio impegno sarà quindi verso questa direzione, appena la standardizzazione delle misure permetterà di avere tempo per l'analisi di tutti gli apparecchi. La sfida più importante è rendere comprensibili le misure anche al signor Rossi e su questo sto puntando moltissimo..

Io parlavo principalmente di comprensibilità e di completezza rispetto all'utente finale.
Voglio dire che se riesci a rendere comprensibili le misure di un televisore al sig Rossi sarà l'uovo di Colombo.
Per adesso credo che le misure e alcune valutazioni, siano appannaggio esclusivamente di utenti esperti.
Per questo penso che, oggi, le prove debbano essere diversificate rispetto all'oggetto ed al target, magari nell'ambito della stessa recensione: potrebbero coesistere, ben delineate una parte generale, la parte per principianti e quella per gli esperti: ognuno troverebbe ciò che gli serve e non avrebbe motivo di lamentarsi.

Anyway, torniamo alla polemica ed al tuo primo commento alla risposta di Romano. Anzi: partiamo proprio dal post di Romano.
Ora, visto che è tanto di moda l'esegesi e la pesa al bilancino delle parole, spiegami come fai dalle parole di romano a giungere ai tuoi commenti.


Allora, ammettiamo pure che io possa aver equivocato nel primo post: leggi bene tra le righe, la sua risposta non mi è sembrata esemplare.
Cmq non mi interessa più di tanto, ormai so come è fatto, anzi invito tutti e due a bere un bicchiere del succitato Sassicaia: è pur sempre un vino abbastanza raro da un paio di cento euro a bottiglia!
 
dicendoti che sai benissimo cosa intendevo

??? veramente no, assolutamente no, o meglio, ho solo letto un mucchio di cose che non ho scritto, non condivido nè accetto minimamente.

Mi sforzo al massimo e credo di riuscire ad ottenere risultati più che buoni. Quando prenderò una cantonata e sarò corretto lo ammetterò senza indugio, come ho già fatto sempre in passato. Avrò la possibilità di imparare dai miei errori come scrive e dice Emidio. Comunque metto a disposizione la mia personale esperienza e passione agli altri. Mi espongo per questo, e non di certo per il compenso economico.
A me non dispiace nemmeno un pò, mi costa sacrificio è vero, ma mi sta dando enormi gratificazioni e soddisfazioni, senza tener conto che ho l'opportunità di imparare sempre più, con un laboratorio ultraattrezzato, oltretutto.
Non ho alcun timore nell'apportare il mio contributo, e la cosa mi sta piacendo in modo straordinario! Oltretutto ricevo un bel mucchio di e-mail di supporto, conforto e manifestazione di stima.

Attenzione, tutto ok, comunque. Se ci credi... bene, se non ci credi... pazienza! :D
Bevici su e poi ragiona, un bicchiere anche alla nostra salute, magari! Tanto, mio caro Rosanova, non ci siamo mai capiti, sembra proprio che sia un continuo "fischi per fiaschi"...
 
Originariamente inviato da Marco Rosanova
...Per adesso credo che le misure e alcune valutazioni, siano appannaggio esclusivamente di utenti esperti.
Per questo penso che, oggi, le prove debbano essere diversificate rispetto all'oggetto ed al target, magari nell'ambito della stessa recensione: potrebbero coesistere, ben delineate una parte generale, la parte per principianti e quella per gli esperti: ognuno troverebbe ciò che gli serve e non avrebbe motivo di lamentarsi.
Proprio in questa direzione dovrebbero essere valutati gli articoli in "Primo Piano", oppure le introduzioni agli articoli, oppure ancora i famigerati "PRO & CONTRO" ;)
Anyway l'ho già detto: per me l'obiettivo più importante è rendere comprensibili le misure (anche la tritim o la linearità della scala dei grigi) ache al signor Rossi.

Per quanto riguarda la risposta di Romano mi sono già espresso.

Originariamente inviato da Marco Rosanova
...invito tutti e due a bere un bicchiere del succitato Sassicaia: è pur sempre un vino abbastanza raro da un paio di cento euro a bottiglia!
Magari potessi! :)
 
Ok ;)

Per quanto riguarda tutto il resto, direi che potreste tranquillamente continuare con i messaggi privati.

Credo si sia andati già abbastanza Off Topic, no?

Emidio
 
Salve a tutti, voglio esprimere la mia opinione riguardo a questo post.

Per quanto riguarda ciò che scrivono i recensori sulle riviste, è inevitabile che ogni tanto essi possano sbagliare; è fatale, può capitare a tutti di essere convinti di qualcosa che non è come si crede; e d'altra parte non credo che lo facciano deliberatamente e con superficialità, sapendo che vengono letti da tantissime persone, e tra loro ci può sempre essere il lettore più esperto e smaliziato ( e perchè no, anche tecnicamente preparatissimo) che li "bastona" giustamente se scrivono corbellerie, facendogli anche perdere la faccia di fronte agli altri lettori ( se scrive troppe cavolate). Quindi si suppone che ciò che viene scritto lo sia in buona fede e frutto comunque di un ragionamento e di una minima, per così dire, "ricerca"; c'è tra l'altro molto di buono sulle riviste, che a mio parere sono sempre uno stimolo per il lettore ad avere uno spirito critico e farsi una propria cultura nel settore USANDO LA TESTA , come suggerisce il bravo Andrea, e non prendendo come Vangelo quello che viene pubblicato.
In particolare riguardo a questo ultimo tipo di lettori , cui si riferiva anche Marco Rosanova dicendo che "prendono per oro colato quello che scrivono le riviste", vorrei osservare che non sono da citare come "modello di lettori"; infatti già il fatto che ci possono essere 2 pubblicazioni che hanno pareri opposti su uno stesso prodotto (e opportunamente giustificati) vuol dire che il giudizio non è univoco, ma soggettivo o comunque in parte legato al gusto del recensore:

un esempio: se ad una persona piace la nitidezza dell'immagine all'estremo, dirà che un dato proiettore DLP è il massimo, perchè magari per lui questo aspetto conta più del livello del nero e di altri difetti che ha il DLP, un'altro potrebbe dire che fa schifo perchè il nero non è nero. Nessuno dei 2 nel suo sistema di riferimento ha torto, eppure i pareri sono diversi. Le misure possono essere un metro di giudizio più concreto (se ben fatte), almeno c'è un riferimento ad uno strumento di misura e non alla percezione del recensore.

La realtà è che una rivista di HT non è un manuale di elettronica, dove vengano spiegati fenomeni fisici con tanto di formule: per verificare l'esattezza di tutte quelle teorie ci sono voluti anni di studi di molte persone, costati miliardi alle università ed ai centri di ricerca; una rivista non ha assolutamente la pretesa di dispensare verità a questo livello, tuttavia si impegna a dare il meglio, ma una recensione consta del lavoro di una o comunque poche persone, fatto in relativamente poco tempo;il lettore che lo prenda come oro colato sbaglia, invece è costruttivo l'atteggiamento di chi legge una recnsione e poi vuole saperne di più, magari fare le prove comparative con gli amici, anche a più basso livello, ma comunque farsi un' IDEA SUA su quanto ha trovato scritto,in modo da esserne convinto con cognizione di causa, il che ,lo ripeto,a mio parere è la cosa + importante .

Trovo quindi piuttosto sterili e gratuiti gli attacchi contro chi scrive sulle riviste(che comunque non si gratta la pancia, visto che esporre in modo comprensibile a tutte le fasce di lettori i più moderni ritrovati tecnologici è compito tutt'altro che semplice)se non motivati con prove che ciò che è stato scritto è effettivamente sbagliato:solo così le critiche si rivelano veramente costruttive, perchè sono un reale contributo al raggiungimento della verità.
 
Ultima modifica:
Originariamente inviato da Edoardo Ercoli

Osservazioni molto equilibrate le tue, alle quali vorrei aggiungere qualche commento.

La realtà è che una rivista di HT non è un manuale di elettronica, dove vengano spiegati fenomeni fisici con tanto di formule

Io sono perfettamente d'accordo con questa linea ma credo ci sia anche una % di utenza esperta che non disdegnerebbe un po di formule.
Quantificare dettta % e stabilire se sia rilevante o meno per essere accontentata è altro discorso: personalmente stimo questa % veramente infinitesimale rispetto alla massa dei lettori che, o dovrebbe sorbirsi articoli incomprensibili, o dovrebbe saltarli del tutto.


si impegna a dare il meglio, ma una recensione consta del lavoro di una o comunque poche persone, fatto in relativamente poco tempo;il lettore che lo prenda come oro colato sbaglia, invece è costruttivo l'atteggiamento di chi legge una recnsione e poi vuole saperne di più, magari fare le prove comparative con gli amici, anche a più basso livello, ma comunque farsi un' IDEA SUA su quanto ha trovato scritto,in modo da esserne convinto con cognizione di causa, il che ,lo ripeto,a mio parere è la cosa + importante .

Questo è sicuramente il percorso più corretto che permette di ottenere i migliori risultati, però si potrebbero fare un paio di obiezioni.

Primo: un principiante come fa?

Secondo: se i lettori sbagliano a prendere tutto per oro colato, evidentemente sbagliano in tanti, e non sanno di sbagliare, altrimenti personaggi come Moroni, oggi, sarebbero degli illustri sconosciuti!
Chi si prende la briga di spiegargli come stanno le cose? :)

Terzo: tocca al discorso riguardo la fallibilità del recensore, considerato un appassionato come gli altri, contrapposto al massimo impegno per far bene.
Posso anche essere d'accordo, ma c'è sempre quel piccolo particolare che una rivista è un prodotto immesso sul mercato come tanti altri e come tutti i suoi omologhi, non ha garanzia, se la sostanza del prodotto non è all'altezza o non è conforme, non avrò mai nessun indennizzo.
Voglio significare che, se la rivista è generica, sia il principiante che l'esperto devono trovare i contenuti a loro congeniali e devono anche poterli riconoscere.
Parimenti non devo trovare errori grossolani che stravolgano l'esito o l'essenza degli scritti.

Trovo quindi piuttosto sterili e gratuiti gli attacchi contro chi scrive sulle riviste(che comunque non si gratta la pancia, visto che esporre in modo comprensibile a tutte le fasce di lettori i più moderni ritrovati tecnologici è compito tutt'altro che semplice)se non motivati con prove che ciò che è stato scritto è effettivamente sbagliato:solo così le critiche si rivelano veramente costruttive, perchè sono un reale contributo al raggiungimento della verità.

E' logico che le critiche debbano essere fondate e costruttive, non digerisco invece questo discorso del "non grattarsi la pancia" o dell'"esporsi", come diceva Romano:
assodato, più o meno, che non è il compenso ad attirare chi scrive, dobbiamo supporre che il motore sia la passione e/o la voglia di vedere il proprio nome stampato, e credo che difficilmente i responsabili delle riviste vadano a citofonare ai recensori!! ;)
Quindi chi ha voluto la bicicletta, ora pedali!
E non si dimentichi che c'è chi paga perchè lui pedali! :)
Tutto questo in linea generale, senza polemica e senza riferimento ad alcuno dei presenti: dovessi scatenà altri casini! :D
 
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Solo un piccolo contributo: per cortesia, non generalizziamo sulla tipologia dei recensori.

Mi spiego meglio: non è detto che chi scrive su una rivista sia solo un appassionato. Conosco fior di gente che lo fa come lavoro, e deve mangiare di questo: va rispettata in pieno. Anzi, magari il suo scritto è migliore di quello di uno che si "improvvisa" giornalista.

Il fatto che a DVHT ci siano persone che dichiarano di farlo per passione/hobby/tempo libero, oltre che essere in contrasto con la accezione generale che copre di mistero chi scrive, non deve portare, secondo me, a dividere in modo manicheo la catergoria: gli appassionati che scrivono sono bravi, belli, buoni, disinteressati e paladini della giustizia; i giornalisti professionisti sono brutti, sporchi, cattivi, corrotti e scrivono solo per la pubblicità che sta dietro e che permette loro di costruire la quarta villa al mare.

Quanti di voi, sul proprio lavoro mettono la stessa passione che hanno per gli hobby? Mi pare che il mondo sia pieno di gente con gli zebedei pieni del proprio capo, della propria azienda, della ripetitività del lavoro, del non essere considerati... Perché chi scrive su un giornale dovrebbe essere totalmente diverso?


Limitiamoci a dire che chi scrive può fare o meno un buon servizio ai lettori: poi, per favore, se lo fa di mestiere o per hobby, saranno affari suoi...;)

Ciao,
Andrea
 
Originariamente inviato da Andrea Manuti
Il fatto che a DVHT ci siano persone che dichiarano di farlo per passione/hobby/tempo libero, oltre che essere in contrasto con la accezione generale che copre di mistero chi scrive, non deve portare, secondo me, a dividere in modo manicheo la catergoria: gli appassionati che scrivono sono bravi, belli, buoni, disinteressati e paladini della giustizia; i giornalisti professionisti sono brutti, sporchi, cattivi, corrotti e scrivono solo per la pubblicità che sta dietro e che permette loro di costruire la quarta villa al mare.

Non era assolutamente mia intenzione generare una divisione del genere, mi premva far capire che, a mio avviso, chi sceglie di scrivere lo fa per sua esclusiva e forte scelta: non mi verrai a dire che si può scrivere, oltre che per passione, perchè "è l'unico lavoro che ho trovato e devo mandare avanti la famiglia".
In virtù di questo si dispiegava poi il discorso del pedalare! :)
 
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